Prima di emanare l’ordine di demolizione il Comune deve decidere sulla domanda di condono dell’immobile.

Le procedure amministrative relative alla demolizione di immobili abusivi sono sospese finchè è pendente la domanda di condono.

Il Tar Toscana con la sentenza n. 1221/2018 ha ribadito che la domanda di condono edilizio sospende la procedura per la demolizione dell’immobile abusivo. Di conseguenza, l’amministrazione è tenuta a decidere sull’istanza di sanatoria prima di emanare un provvedimento di ripristino dei luoghi.


Pubblicato il 24/09/2018

N. 01221/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01019/2005 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1019 del 2005, proposto da
Fanteria Umberto, rappresentato e difeso dagli avvocati Lucia Cocchini, Giovanna Canessa, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Lucia Cocchini in Firenze, via Francesco Bonaini 26;

contro

Comune di Monte Argentario non costituito in giudizio;

per l’annullamento

dell’ordinanza dirigenziale n. 13/05 emessa dal Dirigente del III Settore – Urbanistica e Gestione del Territorio il 15.03.2005 e notificata il 04.04.2005, con cui è stato ingiunto al Sig. Fanteria Umberto di procedere alla demolizione di opere edili eseguite in loc. Cocomero – Pianone Alto nella proprietà del medesimo e meglio descritte nell’allegato rapporto del Corpo Forestale dello Stato, nonché di ogni altro atto presupposto o comunque connesso.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza smaltimento del giorno 20 settembre 2018 il dott. Riccardo Giani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente, premesso di essere proprietario di immobile agricolo con destinazione non abitativa in Comune di Monte Argentario, località Cocomero, sul quale ha successivamente realizzato interventi di ampliamento e cambio di destinazione d’uso senza titoli edili, premesso altresì di aver presentato in data 10 dicembre 2004 domanda di condono edilizio per le opere abusive ai sensi del decreto-legge n. 269 del 2003, impugna quindi l’ordinanza n. 13 del 4 aprile 2005 con la quale è stata ingiunta la demolizione delle opere abusive medesime.

Nei confronti della gravata ordinanza il ricorrente formula le seguenti censure:

– “Violazione di Legge in relazione all’art. 38 della legge 47 /85 così come richiamato dall’art. 32, comma 25, del DL 269/03 conv. con legge 326/03 – Eccesso di Potere per violazione del principio del giusto procedimento – contraddittorietà e illogicità manifesta – irragionevolezza”;

– “Violazione di legge in relazione agli artt. 7 e 10 bis della legge 241/90 nonché dell’art. 35 della legge 47 /85 – Difetto di Motivazione e violazione di legge ex art. 3 della legge 241/90 – Eccesso di potere per sviamento”;

– “Violazione dell’art. 27 del DPR 380/01 e 129, comma 4°, della L.R.T. 01/05 – Eccesso di Potere per Difetto di Istruttoria – Nullità dell’ordinanza di demolizione per genericità e indeterminatezza – Violazione del principio di legalità e del principio di buon andamento – Violazione e falsa applicazione degli artt. 4, 33 e 34 bis della legge R.T. 52/99”.

Il Comune di Monte Argentario non si è costituito in giudizio.

Chiamata la causa alla pubblica udienza del 20 settembre 2018, relatore il cons. Riccardo Giani, e sentiti i difensori comparsi, come da verbale, la stessa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione.

Risulta fondato il primo motivo di gravame, avendo il Comune di Monte Argentario, in data 4 aprile 2005, emesso un ordinanza di demolizione di opere abusive, senza aver previamente esaminato la domanda di sanatoria edilizia presentata dall’interessato in data 10 dicembre 2004, prodotte in giudizio sub. doc. 2. Ma in pendenza dei termini di presentazione delle domande di condono edilizio le procedure amministrativa sanzionatorie sono sospese (art. 44 della legge n. 47 del 1985, richiamato dall’art. 32, comma 25, del decreto-legge n. 269 del 2003) e la sospensione perdura se la domanda di sanatoria è stata poi effettivamente presentata (art. 38 della legge n. 47 del 1985, parimenti richiamato), al fine di garantire che l’istanza di sanatoria sia valutata e decisa dall’Amministrazione prima della irrogazione di sanzioni, il che non è avvenuto nel caso di specie.

Il ricorso deve quindi essere accolto, dovendo il Comune di Monte Argentario provvedere ad un preliminare esame delle domande di sanatoria presentate dagli interessati e solo successivamente, e in coerenza con quanto statuito in ordine alla sanabilità o meno degli abusi, determinarsi su eventuali irrogazioni sanzionatorie.

Le spese seguono la soccombenza e sono determinate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Condanna il Comune di Monte Argentario al pagamento delle spese di giudizio che liquida in € 2.000,00 (duemila/00), oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 20 settembre 2018 con l’intervento dei magistrati:

Riccardo Giani, Presidente, Estensore

Pierpaolo Grauso, Consigliere

Raffaello Gisondi, Consigliere

articolo dell’Avv. Noemi Muntoni

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