Concorso militari: il candidato trovato in possesso di una minima quantità di marjuana non può essere escluso.

Il singolo episodio di essere stati trovati in possesso di pochi grammi di marjuana non legittima l’esclusione dal concorso per Allievi Marescialli della Guardia di Finanza se non è esplicitato chiaramente perchè tale condotta renda inaffidabile il concorrente.

Il Tar Lazio, sez. Roma, con la sent. n. 5419/2018 ha ritenuto illegittima l’esclusione di un candidato dal concorso per Allievi Marescialli della Guardia di Finanza per l’essere stato trovato, quando era ancora minore, in possesso di pochi grammi di cannabis. In particolare, il Collegio, pur riconoscendo la discrezionalità dell’Amministrazione, ha affermato che è da escludersi qualunque automatismo tra l’episodio e l’esclusione e che debba essere espressamente motivato come la vicenda incida sulla affidabilità del concorrente.


Pubblicato il 15/05/2018

N. 05419/2018 REG.PROV.COLL.

N. 12522/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 12522 del 2017, proposto dal signor -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Luigi Maria D’Angiolella, con domicilio eletto presso lo studio avv. Sergio Como in Roma, via Antonelli, n° 49;

contro

Ministero della Difesa, Guardia di Finanza – Comando Generale della Guardia di finanza, in persona dei legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

nei confronti

-OMISSIS-, non costituito in giudizio;

per l’annullamento, previa sospensione,

a) del provvedimento del Comando Generale della Guardia di Finanza, prot. n° 0317326/2017 del 20/10/2017, con il quale il ricorrente è stato escluso dalla procedura concorsuale per l’ammissione di 461 allievi marescialli della Guardia di Finanza; b) per quanto occorra, del verbale n° 6 del 8/09/17 con il quale la Sottocommissione per l’accertamento dei requisiti ha proposto l’esclusione dalla procedura concorsuale dell’aspirante allievo maresciallo -OMISSIS-, mai comunicato né notificato e richiamato nel provvedimento sub a); c) per quanto occorra, del verbale di contestazione del 21/09/12, ai sensi dell’art. 72 della legge 22/12/1975 n° 685, della Legione-OMISSIS-Campania – Sezione di -OMISSIS-, richiamato nel provvedimento sub a) ; d) per quanto occorra della graduatoria finale di merito pubblicata in data 16/11/2017; e) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale comunque lesivo degli interessi del ricorrente comprese le indagini istruttorie se ed in quanto svolte; e) nonché per l’accertamento del diritto al prosieguo della procedura concorsuale sub a).

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa e della Guardia di Finanza – Comando Generale;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 febbraio 2018 il Cons. Mariangela Caminiti e uditi per le parti i difensori presenti, come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

PREMESSO CHE

-il sig. -OMISSIS- ha partecipato al concorso per titoli ed esami, per l’ammissione di 461 allievi marescialli all’89° corso presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, per l’anno accademico 2017/2018, ed ha superato tutte le fasi concorsuali, a cui è seguita la verifica da parte dell’Amministrazione del mantenimento dei requisiti morali di condotta previsti dal bando di concorso;

– con provvedimento prot.n. 317326/2017 del Comando Generale della Guardia di Finanza è stata disposta la esclusione del sig. -OMISSIS- dalla predetta procedura concorsuale “[…] per difetto dei prescritti requisiti di moralità e di condotta, stabiliti per l’ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria come previsto dall’articolo 2, comma 1, lett. b), punto 7) del bando di concorso […]” e tanto perché “in data 17 settembre 2012, nel corso di un servizio mirato alla prevenzione e repressione dei traffici di sostanze stupefacenti, effettuato da una pattuglia della Stazione dei-OMISSIS-di -OMISSIS- -OMISSIS-, veniva trovato, unitamente ad altre tre persone (di cui uno con precedenti specifici per possesso di stupefacenti) in possesso di marijuana e di uno spinello confezionato per complessivi grammi 2. Per il richiamato fatto, come si evince dal foglio n.403852/2017 in data 28 agosto 2017, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, il relativo procedimento amministrativo si concludeva con l’emissione di un decreto di “ammonizione” da parte della Prefettura di Caserta – Ufficio Territoriale di Governo”;

– lamenta il sig. -OMISSIS- che la motivazione addotta con tale provvedimento sarebbe insufficiente a giustificare gli effetti dell’esclusione dal concorso, trattandosi di un episodio risalente nel tempo (5 anni prima), in minore età riguardando tra l’altro la lieve entità (due grammi di sostanza) e l’occasionalità dell’episodio.

– la predetta determinazione di esclusione è stata impugnata con il ricorso in esame con il quale l’interessato ha dedotto la violazione del bando di concorso e la violazione di legge nonché l’eccesso di potere per errore sui presupposti, difetto di istruttoria, incongruità dei fatti, illogicità, manifesta ingiustizia, irragionevolezza, contraddittorietà (primo mezzo) nonché l’illegittimità per violazione e falsa applicazione dell’art.75, del d.P.R n.390/90 e succ. mod., violazione del principio del ne bis in idem, dei principi comunitari di ragionevolezza e proporzionalità; contraddittorietà (secondo e terzo mezzo) e inoltre l’eccesso di potere sotto svariati profili per errore sui presupposti e per difetto di istruttoria, incongruità dei fatti, illogicità, manifesta ingiustizia, irragionevolezza, violazione del principio comunitario di proporzionalità e di motivazione nonché violazione dell’art. 2, comma 1, lettera b) punto 7 del bando di concorso (quarto mezzo): in quanto l’Amministrazione ai fini della valutazione della condotta morale incensurabile non avrebbe considerato la tenuità e la risalenza nel tempo dell’evento contestato (5 anni fa), avvenuto in minore età. Il contestato uso di sostanze stupefacenti avrebbe costituito un caso singolo e isolato, lontano da qualsivoglia connotazione delinquenziale, trattandosi tra l’altro dell’unico minorenne del gruppo, stante anche l’assenza di risvolti penali dell’accaduto, salvo l’ammonizione del Prefetto. Censura, dunque, l’illogicità, l’incongrua valutazione della situazione di fatto e l’irragionevolezza dei criteri utilizzati dall’Amministrazione e specificati in motivazione con una sorta di automatismo (uso isolato di cannabis ed esclusione dal concorso), senza esplicitare le ragioni di gravità della condotta passata tali da legittimare una prognosi di inaffidabilità per il futuro. Ha concluso per l’accoglimento del ricorso, previa sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato;

– l’Amministrazione intimata si è costituita in giudizio per resistere al ricorso, opponendosi all’accoglimento dello stesso sulla base della ritenuta legittimità del provvedimento di esclusione, tenuto conto che l’esercizio del potere discrezionale dell’Amministrazione nella valutazione circa la sussistenza dei requisiti morali e di condotta in capo ai candidati sarebbe finalizzato all’arruolamento di coloro che per qualità morali e personali e per habitus comportamentale diano ragionevole affidamento di assicurare la tutela della credibilità e del prestigio della funzione. Nella specie le dichiarazioni rilasciate, l’accertata detenzione di sostanze stupefacenti indice di contiguità con ambienti dediti al consumo e allo spaccio di tali sostanze, darebbero luogo ad un giudizio di disvalore e prognostico negativo sulla integrità morale del candidato;

– alla Camera di consiglio del 14 febbraio 2018 la decisione dell’istanza cautelare è stata rinviata alla odierna Camera di consiglio del 28 febbraio 2018, nella quale la causa chiamata per l’esame della domanda cautelare è stata trattenuta in decisione per essere decisa nel merito con sentenza in forma semplificata, con avviso alle parti ai sensi dell’art. 60 del cpa; avviso in esito al quale le parti presenti, come risulta in verbale, non hanno formulato riserve, rimettendosi al Collegio.

TANTO PREMESSO

1. Il Collegio non ignora il proprio orientamento coincidente peraltro con quello più recente della giurisprudenza amministrativa che ha ritenuto giustificata l’esclusione dall’arruolamento, in generale nelle forze armate e in modo specifico in quelle con compiti di polizia, in relazione anche ad episodi isolati e risalenti relativi al consumo di sostanze stupefacenti anche c.d. leggere (cfr. tra le tante e più recenti Cons. Stato, Sez. IV, 2 febbraio 2016, n. 379), riallacciandosi a indirizzo in effetti in precedenza minoritario (cfr. Sez. IV, 25 giugno 2013, n. 3473) rispetto a quello prevalente, che al contrario escludeva che il singolo episodio isolato, risalente nel tempo e magari riferibile a momento esperienziale adolescenziale, potesse assumere valenza ex se preclusiva (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 27 giugno 2011, n. 3854; idem, 4 aprile 2011, n. 2108; idem,16 aprile 2010, n. 2173).

2. E’ noto che la valutazione circa l’incensurabilità della condotta è espressione di ampia discrezionalità tecnica, afferente al merito e parzialmente sottratta al sindacato del Giudice Amministrativo, che non può essere sostitutivo e si sostanzia in una verifica ab extrinseco, effettuata attraverso l’esame della motivazione dell’impugnato provvedimento, con specifico riguardo all’assenza di figure sintomatiche di eccesso di potere. Tuttavia, va rilevato che l’esclusione dal concorso per l’ammissione nel Corpo della Guardia di Finanza per assenza dei requisiti morali e di condotta non può legittimamente poggiare su una mera equazione, riferita alla presenza di condotte suscettibili di riprovazione morale e contrarie ad un modello comportamentale corretto, venendo in tal modo abdicata la funzione propria del potere valutativo discrezionale attribuito all’Amministrazione in materia, il cui esercizio va indirizzato al caso concreto, con specifico riferimento alle circostanze di fatto ritenute rilevanti e alle ragioni per le quali il comportamento del soggetto non darebbe alcun affidamento per il futuro tenuto conto dei compiti che è chiamato a svolgere, con puntuale ed espressa indicazione delle ragioni della rilevanza di tali elementi (cfr. Tar Lazio, sent. sez. II ter, n.12391 del 2015, n. 9660 del 2017, non appellate); mentre, e con riferimento ad ipotesi in cui il giudizio di natura prognostica in ordine alla non affidabilità e alla non adesione del soggetto ad un modello ispirato a valori positivi, e quindi al rispetto delle leggi, delle regole di convivenza sociale, di limiti di decoro personale, di comportamenti in generale “ordinari” e “regolari” era stato tratto da un unico episodio, isolato, commesso in età minore, e tale giudizio prognostico non può non distinguere tra episodi unici e isolati o invece reiterati nel tempo – e tali, quindi, da configurare in senso proprio una condotta di vita – né può obliterare la loro risalenza nel tempo e l’epoca in cui l’interessato vi è incorso (minore età), nonché e in specie la successiva condotta, non potendo accedere ad alcun automatismo casistico e dovendo detta specifica situazione (contraddistinta da un unico episodio, isolato, commesso in età minore) inquadrarsi in una valutazione che deve tener conto del complesso degli elementi desumibili dal profilo del candidato (cfr. Cons. Stato, sez. IV, n. 3621 del 2016).

Si osserva che tale metro valutativo non comporta alcuna indebita estensione del sindacato di questo giudice in ambiti riservati alla discrezionalità dell’Amministrazione (cui compete, anche in applicazione di un criterio di giudizio rigoroso, l’individuazione della linea operativa più opportuna nel caso concreto, per il soddisfacimento dell’interesse pubblico adeguatamente bilanciato con ogni altro interesse rilevante), potendo il giudizio della P.A. presentarsi viziato sotto il profilo della illogicità, irrazionalità o in quanto non adeguatamente supportato da un apparato motivazionale che dia, alla luce di tutti gli elementi di fatto apprezzabili, contezza delle ragioni che in ogni caso propendono – pur in presenza di episodi risalenti alla età adolescenziale – per l’inibizione all’accesso dell’interessato nei ruoli di un Corpo ad ordinamento militare (cfr. da ultimo, questa Sezione, 1° febbraio 2017, n.1628, confermata dal Cons. Stato, sez. IV, 22 gennaio 2018, n. 376; idem, n. 4127 del 2017).

Tale limite, colto dal ricorrente nelle censure proposte, è quello che si rinviene nel provvedimento impugnato che – raccordando la Determinazione di esclusione dalla procedura adottata alla condotta tenuta dal medesimo nell’isolato episodio risalente al 2012 (in minore età e di lieve entità) – appare contraddistinto da quell’automatismo casistico sopra evidenziato, in assenza di adeguata esplicitazione – ai fini della ritenuta fisiologica immaturità e inaffidabilità per i compiti da svolgere – degli elementi desumibili dal profilo complessivo del candidato nonché della concreta condotta di vita successiva (all’episodio contestato), che non ha invece dato causa a rilievi negativi e di contestazione: elementi tutti idonei, complessivamente considerati, a svalutare il rilievo negativo dell’episodio di vita, confinandolo in un’isolata esperienza adolescenziale, laddove non vi sono ulteriori circostanze che depongano per una condotta di vita censurabile.

In definitiva ciò che assume rilevanza in punto di fatto è la circostanza per un verso della minore età del ricorrente all’epoca del fatto e per l’altro, che si sia trattato di un unico episodio, isolato, accertato dalle Autorità amministrative, nonchè connotato da modesta entità e ridotto allarme sociale (accertate quantità tali da doversi già allora considerare scongiurate le più gravi ipotesi connesse all’uso delle sostanze stupefacenti).

3. Per le considerazioni che precedono, il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente annullamento per l’effetto degli atti impugnati.

La peculiarità della vicenda controversa, tenuto conto anche delle oscillazioni degli orientamenti giurisprudenziali, giustifica la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.

Spese di giudizio compensate tra le parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare -OMISSIS-, -OMISSIS-;-OMISSIS-di -OMISSIS- -OMISSIS-.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 28 febbraio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Pietro Morabito, Presidente

Mariangela Caminiti, Consigliere, Estensore

Salvatore Gatto Costantino, Consigliere

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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