Patente: un lieve incidente di dinamica incerta non legittima il provvedimento di revisione.

La Motorizzazione non puà disporre la revisione della patente sulla base di un singolo incidente di lieve entità con una dinamica non perfettamente accertata e senza aver tenuto conto delle osservazioni del conducente.

Il Tar Lazio, sez. Roma, con la sentenza n. 6665/2018 ha ribadito che un singolo incidente di lieve entità non può comportare la revisione del titolo di guid del conducente. Nel caso in esame, inoltre, la Motorizzazione aveva completamente  omesso di considerare le osservazioni presentate dalla ricorrente circa la poca chiarezza della dinamica del sinistro.


Pubblicato il 14/06/2018

N. 06665/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01329/2009 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1329 del 2009, proposto da
-OMISSIS-, rappresentata e difesa dagli avvocati Francesco Castiello ed Elio Polito, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, via G. Cerbara, 64;

contro

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento Trasporti Terrestri – Ufficio della Motorizzazione Civile di -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato e presso la medesima domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’annullamento

– del provvedimento in data -OMISSIS-, col quale è stata disposta la revisione della patente di guida “mediante nuovo esame di idoneità tecnica”;

– nonché di ogni altro atto indicato nell’epigrafe del ricorso;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento Trasporti Terrestri – Ufficio della Motorizzazione Civile di -OMISSIS-;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza smaltimento del giorno 1 giugno 2018 il dott. Vincenzo Blanda e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

-OMISSIS- ha impugnato il provvedimento in data -OMISSIS-, con il quale il l’Ufficio provinciale della motorizzazione civile di -OMISSIS-ha disposto la revisione della patente di guida in relazione ad un incidente avvenuto il -OMISSIS-.

Con il primo motivo la ricorrente prospetta il vizio di eccesso di potere per carenza di istruttoria e per travisamento di presupposto, per violazione dell’art. 10 della l. 241/1990 e violazione del principio partecipativo, in quanto l’amministrazione non avrebbe tenuto conto della memoria presentata dalla ricorrente nel corso del procedimento in cui avrebbe posto in evidenza alcuni elementi importanti ai fini della ricostruzione della dinamica dell’incidente.

Con il secondo motivo si contesta la violazione dell’art. 149 del codice della strada e la violazione del principio di ragionevolezza;

Con il terzo motivo è dedotta la violazione dell’art. 128 del codice della strada e dell’art. 3 della legge n 241/1990, in quanto l’atto impugnato non recherebbe alcuna motivazione in ordine ad eventuali “dubbi riguardanti la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica” come prescritto dall’art. 128 citato;

Con il quarto motivo si contesta la contraddittorietà, la violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità, la violazione dell’art. 1 della legge n. 241/1990 e lo sviamento.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l’Ufficio provinciale della motorizzazione civile di -OMISSIS-, costituitisi in giudizio con comparsa depositata il 4.3.2009 hanno chiesto il rigetto del ricorso.

Con ordinanza n. 1031 del 5.3.2009 il Tribunale ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla ricorrente.

Il ricorso è fondato.

Dagli atti versati in giudizio e, in particolare, da quanto evidenziato nel rapporto della Polizia Stradale di -OMISSIS-richiamato nel provvedimento impugnato emerge che, in occasione dell’incidente dell’-OMISSIS-, da cui trae origine la contestata revisione della patente, si evince che l’autovettura della ricorrente è entrata in collisione con un motociclo che proseguiva lungo il lato destro della strada, “il quale dopo l’urto cadeva al suolo fermandosi di fianco all’auto considerata la velocità moderata a cui viaggiava” (cfr. relazione della sezione Polizia stradale di -OMISSIS-).

Ciò premesso il provvedimento di revisione si limita a richiamare il predetto rapporto della Polizia stradale senza tenere in minimo conto la memoria ex art. 10 della l. 241/1990 inviata dalla ricorrente all’Ufficio provinciale della motorizzazione civile di -OMISSIS-in cui, in relazione alla dinamica dell’incidente, si evidenziava: la moderata velocità tenuta dall’interessata, dubbi sul rispetto della distanza di sicurezza tra i veicoli da parte del conducente del motociclo che seguiva l’autovettura condotta dalla istante, i danni assai limitati riportati dai veicoli coinvolti nell’incidente, la circostanza che si trattava (per l’istante) del primo episodio di sinistro e che non si era tenuto conto della maggiorazione di punteggio dalla stessa in precedenza riportato nella patente di guida.

Tale genericità vizia il provvedimento impugnato anche per l’impossibilità di stabilire un nesso significativo tra la condotta contestata alla -OMISSIS-e la revisione della patente di guida disposta dall’amministrazione.

Seppur in via mediata e indiretta, milita ad ulteriore sostegno della conclusione che precede, quanto allegato dal ricorrente in merito all’assenza di sinistri precedenti ed all’assenza completa di violazioni del codice della strada (quanto meno di quelle più gravi, che determinano la decurtazione di punti).

Per tutto quanto precede il ricorso deve esser accolto con conseguente annullamento dell’impugnato provvedimento di revisione della patente di guida per difetto di istruttoria e carenza di motivazione.

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto:

1) accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato;

2) dispone la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 giugno 2018 con l’intervento dei magistrati:

Ines Simona Immacolata Pisano, Presidente

Maria Grazia Vivarelli, Consigliere

Vincenzo Blanda, Consigliere, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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