La predisposizione ad area di sosta con materiale breccioso di un’area agricola non richiede alcun titolo edilizio.

Rientra tra le attività di edilizia libera la sistemazione con pavimentazione con materiale breccioso di un’area agricola per farne un parcheggio.

Il Tar Puglia, sez. Lecce, con la sentenza n. 946/2018 ha affermato che la predisposizione di una parte di area agricola a piazzale di sosta e passaggio mezzi mediante lo spandimento di materiale breccioso (proveniente dalla frantumazione di rocce locali) rientra tra le attività di edilizia libera che pertanto non richiedono alcun titolo edilizio. Di conseguenza, il Collegio ha dichiarato illegittimo e annullato il provvedimento di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi impugnato.


Pubblicato il 07/06/2018

N. 00946/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01312/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce – Sezione Prima

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1312 del 2017, proposto da
Alessandra Prete, rappresentata e difesa dall’avvocato Angelo Prete, con domicilio eletto presso il suo studio in Francavilla Fontana, via F. Ribezzo, 42;

contro

Comune di Francavilla Fontana, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Carmela Annunziata Saponaro, con domicilio eletto presso il suo studio in Francavilla Fontana, c.so Garibaldi n.9;

per l’annullamento

– dell’Ordinanza del Comune di Francavilla Fontana n. 274 adottata in data 18.07.2017, successivamente notificata alla ricorrente in data 27.07.2017, con la quale il Dirigente dell’Area tecnica del suddetto Comune ha ordinato alla sig.ra Prete di provvedere, a proprie spese, alla demolizione e rimessa in ripristino delle opere di trasformazione di una porzione di terreno agricolo a piazzale, pari ad una superficie di mq. 400 circa, mediante lo spandimento di materiale breccioso, realizzate in Contrada Masseria Nuova, fg. 204, p.lla 16, entro il termine perentorio di 90 giorni con effetto dalla data di notifica della detta ordinanza senza pregiudizio delle sanzioni penali ed amministrative;

– di ogni altro atto comunque presupposto, connesso e/o consequenziale.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Francavilla Fontana;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 maggio 2018 la dott.ssa Patrizia Moro e uditi per le parti i difensori come da verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

E’ impugnata l’epigrafata ordinanza con la quale il Dirigente dell’Area tecnica del Comune di Francavilla Fontana, ha ordinato alla sig.ra Prete di provvedere, a proprie spese, alla demolizione e rimessa in ripristino delle opere di trasformazione di una porzione di terreno agricolo a piazzale, pari ad una superficie di mq. 400 circa, mediante lo spandimento di materiale breccioso, realizzate in Contrada Masseria Nuova, fg. 204, p.lla 16.

Questi i motivi a sostegno del ricorso:

I.VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEL D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 E SS.MM. ED I.I. – VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO DEL COMUNE DI FRANCAVILLA FONTANA – ECCESSO DI POTERE NELLE SUE FIGURE SINTOMATICHE DI ERRONEITÀ DEI PRESUPPOSTI, TRAVISAMENTO DEI FATTI, IRRAGIONEVOLEZZA, ILLOGICITÀ, CONTRADDITTORIETÀ ED INGIUSTIZIA MANIFESTE – DIFETTO DI ISTRUTTORIA –

II. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLA l. 241/90 – CARENZA ASSOLUTA DI MOTIVAZIONE – VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI RAGIONEVOLEZZA E PROPORZIONALITÀ DEL PROVVEDIMENTO INIBITORIO ADOTTATO DAL COMUNE RESISTENTE.

In data 18.11.2017 si è costituito in giudizio il Comune di Francavilla Fontana eccependo l’infondatezza del ricorso.

Con ordinanza n.576/2017 la Sezione ha accolto l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente.

Nella pubblica udienza del 9 maggio 2018 la causa è stata trattenuta per la decisione.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

In base all’art.6 D.P.R.380/2001, come integrato dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 3), D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 lett. e-ter), costituiscono attività edilizia libera “ le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati”.

Si tratta, con tutta evidenza, di una disposizione che ha puntualmente individuato le tipologie degli interventi ammessi, rimettendo, comunque, alle Amministrazioni, caso per caso, l’apprezzamento sulla relativa consistenza edilizia e, di riflesso, la qualificazione dei medesimi.

Nella specie, la ricorrente ha rilevato di aver effettuato lo spandimento di materiale drenante di brecciolino (proveniente dalla frantumazione della pietra locale), allo scopo di utilizzare spazi a servizio del terreno agricolo e necessario per il passaggio degli automezzi di lavoro per il terreno stesso. In particolare, il materiale drenante è stato utilizzato per mantenere la naturale permeabilità del terreno, evitando il sollevamento di polveri, e per garantire un corretto smaltimento delle acque meteoriche.

Tali opere risultano quindi compatibili con la destinazione agricola del terreno.

Pertanto, il provvedimento impugnato risulta illegittimo laddove omette di valutare e motivare in ordine alla compatibilità di tale intervento con le previsioni di cui all’art.6 del d.P.R. citato e, in particolare, sul venir meno della c.d. permeabilità del terreno.

Sotto tale aspetto il provvedimento impugnato risulta illegittimo e deve pertanto essere annullato.

Sussistono nondimeno giustificati motivi (in considerazione della peculiarità della questione) per disporre la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Prima definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 9 maggio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Pasca, Presidente

Patrizia Moro, Consigliere, Estensore

Roberto Michele Palmieri, Primo Referendario

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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