Se la Motorizzazione non comunica la decurtazione dei punti la revisione della patente è illegittima.

Ad ogni decurtazione di punti, il Ministero dei Trasporti è tenuto a spedire apposita comunicazione al titolare della licenza di guida.

Il Tar Umbria con la sentenza n. 275/2018 ha accolto il ricorso di un soggetto che si era visto recapitare un provvedimento di revisione della propria patente CQC per aver terminato i punti a seguito di numerose infrazioni. Il ricorrente aveva lamentato di non aver ricevuto le comunicazioni di perdita dei punti a seguito dei singoli sinistri e pertanto riteneva il provvedimento di revisione illegittimo. Il Collegio ha accolto le tesi difensive del cittadino affermando che “nel sistema delineato dall’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, l’obbligo di comunicare “ogni variazione di punteggio” ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a quest’ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far sì che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del Codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso.

Finalità queste che i soli verbali di accertamento delle infrazioni commesse, seppur corredati delle relative decurtazioni di punteggio, non permettono di conseguire in maniera soddisfacente, atteso che solo con la comunicazione in argomento “ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri” (cfr., comma 3, art. 126 bis Codice della strada), onde recuperare i punti perduti fin tanto che “il punteggio non sia esaurito” (cfr. comma 4, art. 126 bis Codice della strada)”.


Pubblicato il 07/05/2018

N. 00275/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00044/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Umbria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 44 del 2017, proposto da
Maurizio Petraccini, rappresentato e difeso dall’avvocato Lidia Braca, con domicilio eletto presso il suo studio in Perugia, Str. Pian della Genna, 19;

contro

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Perugia, via degli Offici, 14;

per l’annullamento

– del provvedimento Prot. n. 1161/8.2 del 3.11.2016 del Direttore dell’Ufficio Direzione Generale Territoriale della Motorizzazione Civile di Perugia, consegnato in data 11.11.2016, con il quale viene disposta “la revisione della carta di qualificazione del conducente n. LTQ005674N rilasciata dall’Ufficio Motorizzazione Civile di LATINA in data 06/05/2008” mediante nuovo esame di idoneità tecnica, ai sensi dell’art. 2 del decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 22 ottobre 2010; – di tutti gli atti precedenti e consequenziali, presupposti o, comunque, connessi, nonché della mancata comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con cui si sarebbe notificata la decurtazione di altri punti della patente di guida, per ulteriori sanzioni.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 aprile 2018 il dott. Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. Con il ricorso in epigrafe il sig. Maurizio Petraccini ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento del provvedimento con il quale è stata disposta nei suoi confronti “la revisione della carta di qualificazione del conducente n. LTQ005674N rilasciata dall’Ufficio Motorizzazione Civile di LATINA in data 06/05/2008”, in conseguenza dell’azzeramento del relativo punteggio dovuto alla commissione di numerose infrazioni stradali.

2. L’impugnativa è stata affidata ai seguenti motivi:

I. Violazione dell’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, non avendo l’intimata amministrazione comunicato l’intervenuta decurtazione dei punti della patente di guida, al fine di consentire al ricorrente la partecipazione ai corsi di recupero dei punti decurtati.

II. Violazione della circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 60396 del 15.7.2010, atteso che il provvedimento di revisione non sarebbe stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento impedendo così al ricorrente di interloquire con l’amministrazione evidenziando eventuali circostanze a propria discolpa.

3. L’intimata amministrazione si è costituita in giudizio per resistere al ricorso, contestando le censure ex adverso svolte e concludendo per il loro rigetto in considerazione del fatto che attraverso i verbali di accertamento delle infrazioni l’interessato è comunque in grado di conoscere le variazioni di punteggio subite e dunque il saldo dei punti rimanenti.

4. Con ordinanza cautelare n. 41 del 22.2.2017 il Collegio ha accolto l’istanza di sospensione del provvedimento impugnato in ragione dell’intervenuta “violazione degli obblighi di informazione di cui all’art. 126 bis, comma 3, del codice della strada”.

5. Alla pubblica udienza del giorno 10 aprile 2018, uditi i difensori, la causa è passata in decisione.

6. Nel merito il ricorso è fondato e va accolto.

7. Osserva infatti il Collegio che nel sistema delineato dall’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, l’obbligo di comunicare “ogni variazione di punteggio” ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a quest’ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far sì che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del Codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso.

8. Finalità queste che i soli verbali di accertamento delle infrazioni commesse, seppur corredati delle relative decurtazioni di punteggio, non permettono di conseguire in maniera soddisfacente, atteso che solo con la comunicazione in argomento “ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri” (cfr., comma 3, art. 126 bis Codice della strada), onde recuperare i punti perduti fin tanto che “il punteggio non sia esaurito” (cfr. comma 4, art. 126 bis Codice della strada).

9. Le considerazioni che precedono impongono l’accoglimento del ricorso e dunque l’annullamento del provvedimento impugnato.

10. Tenuto conto della specificità della questione trattata si rinvengono, in via del tutto eccezionale, giusti motivi per compensare tra le parti in causa le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Compensa tra le parti in causa le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Perugia nella camera di consiglio del giorno 10 aprile 2018 con l’intervento dei magistrati:

Raffaele Potenza, Presidente

Paolo Amovilli, Consigliere

Enrico Mattei, Primo Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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