Patente: la revisione non può essere disposta a seguito di un solo incidente.

L’aver provocato un singolo sinistro stradale non è motivazione sufficiente a legittimare il provvedimento di revisione della licenza di guida ai sensi dell’art. 128 Codice della Strada.

Il Tar Liguria, sent. 237/2018, è intervenuta sul tema della revisione della patente di guida a seguito della commissione di un incidente stradale. In particolare, i Giudici amministrativi hanno ribadito che per disporre la revisione occorre una valutazione globale del soggetto dalla quale sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica alla guida. Non può dunque essere sufficiente il mero richiamo a un sinistro provocato dal guidatore, essendo invero necessaria una motivazione ben più dettagliata e articolata. La pronuncia è conferma di principi già espressi nelle sentenze analizzate qui e qui .


Pubblicato il 21/03/2018

N. 00237/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00837/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 837 del 2017, proposto da:
Licia Confalonieri, rappresentata e difesa dall’avvocato Nicoletta Bazzi, con domicilio presso la segreteria del Tar Liguria;

contro

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Genova, domiciliata in Genova, v.le Brigate Partigiane, 2;

per l’annullamento

del provvedimento dell’ufficio della motorizzazione civile di Savona 27.9.2017 n. RM 378, di revisione della patente di guida.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 7 marzo 2018 il dott. Angelo Vitali e uditi per le parti i difensori, come specificato nel verbale di udienza;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Con ricorso notificato in data 6.11.2017 la signora Confalonieri Licia ha impugnato il provvedimento dell’ufficio della motorizzazione civile di Savona 27.9.2017 n. RM 378, di revisione della patente di guida ai sensi dell’art. 128 del codice della strada D. Lgs. 30.4.1992, n. 285, a motivo del coinvolgimento in un sinistro.

Il provvedimento trae origine dalla comunicazione 3.8.2017 n. 2063 della Polizia stradale di Imperia, dalla quale risulta che la ricorrente, alla guida della sua autovettura, percorrendo l’autostrada A10 nella direzione di marcia Ventimiglia-Savona, giunta in corrispondenza del km. 48+100, tratto rettilineo e con pendenza favorevole caratterizzato da intenso traffico, a causa della velocità non opportunamente moderata perdeva il controllo dell’autovettura, che deviava verso sinistra collidendo con il guardrail.

A causa dell’urto il veicolo deviava verso destra, attraversava l’intera carreggiata e, percorsi circa 25 metri, entrava nella piazzola di sosta collidendo frontalmente con le protezioni stradali, sfondandole e terminando la corsa nell’adiacente fascia di rispetto.

Nel sinistro la conducente riportava lesioni giudicate guaribili in trenta giorni, mentre una delle due figlie minori trasportate riportava lesioni guaribili in 4 giorni.

Alla conducente venivano contestate le infrazioni di cui agli artt. 15 comma 1 (danneggiamento di opere stradali) e 141 comma 2 (“il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile del codice della strada”).

A sostegno del gravame ha dedotto tre motivi di ricorso, come segue.

1. Violazione e falsa applicazione dell’art. 128 c.d.s. per eccesso di potere per difetto assoluto dei presupposti di istruttoria, illogicità, ed irrazionalità manifeste.

2. Violazione dell’art. 128 c.d.s. e degli artt. 1 a 10 della legge 241 del 1990, per eccesso di potere per difetto assoluto di motivazione.

3. Contraddittorietà e illogicità.

Si è costituito in giudizio il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, controdeducendo ed instando per la reiezione del ricorso.

Con ordinanza 15.12.2017, n. 322 la sezione ha accolto la domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

Alla pubblica udienza del 7 marzo 2018 il ricorso è stato trattenuto dal collegio per la decisione.

Il ricorso è fondato.

Ai sensi dell’art. 128 comma 1 del codice della strada, “gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonché il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica”.

Si tratta di una misura che non costituisce una sanzione amministrativa, sia pure accessoria, ma è funzionale rispetto alla garanzia della sicurezza della circolazione stradale, sicché – per costante giurisprudenza – essa non può esser disposta unicamente sulla base di un’unica accertata violazione delle norme sulla circolazione stradale, senza indicare alcun ulteriore elemento che, in relazione alla situazione dei luoghi, alle condizioni della circolazione, ad ogni altra prescrizione impartita, possa assurgere a fatto indiziante del “deficit” di idoneità alla guida (così T.A.R. Campania, V, 25.1.2018, n. 834, e tutta la giurisprudenza ivi citata).

Nel caso di specie, il provvedimento che dispone la revisione contiene una mera descrizione delle circostanze del sinistro, seguita dalla formula stereotipata – in quanto riproducente la formula legislativa – che “il suddetto comportamento di guida fa sorgere dubbi sulla persistenza nella S.V. dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica”, senza alcuna considerazione in concreto circa il supposto deficit di capacità del conducente, che dispone di tutti i punti-patente concessi dalla legge in assenza di violazioni.

Il fatto che l’incidente, nonostante si sia verificato in autostrada – dove, come è noto, vigono i più alti limiti di velocità – in condizioni di traffico intenso (in una situazione nella quale la velocità è quella di scorrimento del flusso veicolare), non abbia comportato lesioni gravi né coinvolto altri veicoli, induce al contrario a ritenere che la perdita di controllo del veicolo non sia dipesa dalla velocità non adeguata, e che il disposto provvedimento sia dunque sproporzionato, ciò che costituisce spia dell’eccesso di potere.

Le spese seguono come di regola la soccombenza, e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

Lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Condanna il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al pagamento delle spese di giudizio, che liquida in € 2.000,00 (duemila), oltre IVA e CPA, oltre al rimborso del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 7 marzo 2018 con l’intervento dei magistrati:

Roberto Pupilella, Presidente

Luca Morbelli, Consigliere

Angelo Vitali, Consigliere, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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