Illegittimo il diniego di permesso di soggiorno per motivi di salute per il soggetto totalmente cieco.

La Questura è tenuta a rinnovare il permesso di soggiorno al soggetto affetto da cecità totale dichiarato invalido civile al 100%.

Il Tar Sardegna, sent. 499/2018, è intervenuta per dichiarare illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lo straniero cieco e dichiarato invalido civile al 100%.


Pubblicato il 22/05/2018

N. 00499/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00994/2017 REG.RIC.

logo

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 994 del 2017, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Onorato, con domicilio presso la Segreteria del T.A.R. Sardegna, in Cagliari, via Sassari n. 17;

contro

Ministero dell’Interno e Questura di Sassari, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Cagliari, ivi domiciliataria in via Dante n. 23/25;

per l’annullamento, previa sospensione degli effetti:

– del decreto n. 68/2016/cat A/12/2016/Imm. 2° sez. adottato dal Questore di Sassari in data 30.09.2016 e notificato in data 13.09.2017, di rigetto dell’istanza n, 16SS003048 tendente ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di salute.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati.

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno e della Questura di Sassari.

Viste le memorie difensive.

Visti tutti gli atti della causa.

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 maggio 2018 il dott. Antonio Plaisant e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO

Il sig. -OMISSIS-, cittadino senegalese, è giunto in Italia nel 1991 e vi ha regolarmente soggiornato in virtù di permesso di soggiorno per cure mediche, più volte rinnovato; questo perché nello stesso anno di ingresso è stato colpito da distacco di retina, patologia per la quale è stato sottoposto a intervento chirurgico e che lo ha però portato progressivamente all’attuale stato di cecità assoluta, tanto da essere stato riconosciuto invalido civile al 100%; nei ventisette anni successivi ha svolto attività lavorativa saltuaria, compatibilmente con il proprio stato di salute.

In data 25 luglio 2016 egli ha chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno per cure mediche, ma la Questura di Sassari -dopo il rituale preavviso di rigetto e nonostante quattro memorie difensive e allegata documentazione medica prodotta dall’interessato, attestante l’ulteriore patologia “Angina da sforzo ed evidenza di malattia subcritica”, con prescritta “visita di controllo tra 3 mesi presso il nostro entro (a tal riguardo si segnala come il paziente necessiti di cure specialistiche di alto livello”- ha respinto la richiesta, ritenendo che non siano state evidenziate cure mediche in corso che giustifichino il soggiorno e che, comunque, la condizione del ricorrente gli ha già consentito di rientrare più volte in Senegal nel corso della sua permanenza in Italia.

Avverso tale provvedimento di rigetto è proposto il ricorso ora all’esame del Collegio, affidato a censure che saranno esaminate nella parte in diritto.

Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Interno, sollecitando la reiezione del gravame.

Con ordinanza di questa Sezione 21 dicembre 2017, n. 429, l’istanza cautelare proposta dal ricorrente è stata accolta sotto il profilo del periculum in mora.

Alla pubblica udienza del 24 gennaio 2018 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

Le censure dedotte dal ricorrente meritano senz’altro accoglimento, per le ragioni di seguito evidenziate.

In primo luogo non risponde al vero l’assunto leggibile nell’atto impugnato secondo cui l’interessato non sarebbe attualmente sottoposto a cure mediche: la documentazione prodotta nel corso del procedimento, infatti, attesta il fatto che lo stesso è affetto da una seria patologia cardiovascolare che richiede la sottoposizione a “cure specialistiche di alto livello” (così, testualmente, la documentazione medica prodotta);

In ogni caso la sua condizione di cieco totale (e, dunque, di invalido civile), legata a una patologia maturata durante il suo soggiorno in Italia, giustifica ampiamente il rinnovo del titolo di soggiorno, sulla base della normativa vigente e, soprattutto, delle relative pronunce adottate dalla Corte Costituzionale che ciò hanno garantito persino allo straniero “clandestino”; in particolare, con la più recente sentenza 27 gennaio 2015, n. 22, la Consulta ha ribadito che “nell’ipotesi in cui vengano in rilievo provvidenze destinate al sostentamento della persona nonché alla salvaguardia di condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui il disabile si trova inserito…qualsiasi discrimine fra cittadini e stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, fondato su requisiti diversi da quelli previsti per la generalità dei soggetti, finisce per risultare in contrasto con il principio di non discriminazione di cui all’art. 14 della CEDU per come interpretato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo…Questi princìpi dovevano trovare applicazione anche in riferimento alle misure assistenziali prese in considerazione nel frangente, in riferimento a benefìci rivolti a soggetti in gravi condizioni di salute, portatori di impedimenti fortemente invalidanti, la cui tutela implicava il coinvolgimento di una serie di valori di essenziale risalto e tutti di rilievo costituzionale, a cominciare da quello della solidarietà, enunciato all’art. 2 Cost…anche le diverse convenzioni internazionali, che parimenti presidiano i corrispondenti valori, rendevano «priva di giustificazione la previsione di un regime restrittivo (ratione temporis, così come ratione census) nei confronti di cittadini extracomunitari, legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da tempo apprezzabile ed in modo non episodico… I rilievi appena richiamati debbono, a fortiori, essere riaffermati in riferimento allo stato delle persone non vedenti. La specificità, infatti, dei connotati invalidanti -resa evidente dalla particolare attenzione e dal favor che caratterizzano, da epoca ormai risalente, la normativa di settore, con la previsione di diverse provvidenze per le persone che risultino averne titolo- renderebbe ancora più arduo giustificare, nella dimensione costituzionale della convivenza solidale, una condizione ostativa -inevitabilmente discriminatoria- che subordini al possesso della carta di soggiorno la fruizione di benefìci intrinsecamente raccordati alla necessità di assicurare a ciascuna persona, nella più ampia e compatibile misura, condizioni minime di vita e di salute”.

Proprio questa è la condizione in cui versa il sig. -OMISSIS-, residente in Italia da oltre 25 anni e cieco totale sin dall’anno stesso del suo ingresso (vedi supra), il che, tra l’altro, avvalora l’ulteriore censura di violazione del principio di legittimo affidamento, non avendo l’Autorità di P.S. fornito alcuna convincente spiegazione circa il mutamento del proprio indirizzo a distanza di così tanto tempo, pur non essendo certamente migliorate (semmai peggiorate) le condizioni fisiche dell’interessato.

Per quanto premesso il ricorso merita accoglimento, seppure con integrale compensazione delle spese di lite, sussistendone giusti motivi.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, accoglie ricorso in epigrafe proposto e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la persona del ricorrente.

Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Caro Lucrezio Monticelli, Presidente

Antonio Plaisant, Consigliere, Estensore

Gianluca Rovelli, Consigliere

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...