Concorsi: illegittima esclusione per omessa sottoscrizione della scheda anagrafica.

È illegittima l’esclusione del candidato che ha omesso la sottoscrizione della scheda anagrafica laddove non sussistano dubbi nella corrispondenza tra elaborato e scheda.

Il Tar Lazio, sez. Roma, con la sent. 5687/2018 ha affermato che non è legittima l’esclusione del candidato che non ha firmato la scheda anagrafica da inserire all’interno della propria busta. Nello specifico, i Giudici hanno statuito che “la finalità della sottoscrizione della scheda è esclusivamente quella di porre l’attenzione del candidato e sulla veridicità dei dati personali (trascritti comunque di pugno nella scheda medesima), e sull’avvenuta verifica della corrispondenza delle etichette adesive contenenti i codici identificativi, apposte sulla documentazione consegnatagli, al fine di evitare future contestazioni alla Commissione di errori nell’abbinamento tra modulo delle risposte e scheda anagrafica.

Ne deriva, quindi, che alla mancata sottoscrizione della scheda anagrafica potrebbe attribuirsi rilevanza sostanziale esclusivamente nel caso in cui vi fosse contestazione sui dati ivi contenuti (comunque apposti di pugno dal candidato) o, in ultimo, sulla corrispondenza delle etichette contenenti il codice di abbinamento (tra modulo risposte e scheda anagrafica), alle quali soltanto il D.M. n. 546/2016 attribuisce il ruolo di attribuire la paternità del modulo risposte al soggetto i cui dati identificativi sono indicati nella scheda anagrafica.

Ed invero, se in linea del tutto teorica una scheda anagrafica contenente i dati del candidato, ove non sottoscritta, potrebbe essere “sostituita” ex post, ciò in concreto è impedito dal fatto che ogni modulo risposte è abbinato alla sua scheda anagrafica sulla base di una etichetta contenente un codice perfettamente coincidente, il che vale a dimostrare che quel determinato modulo risposte sia stato compilato proprio dalla persona i cui dati sono trascritti nella scheda (pur se non sottoscritti)”


Pubblicato il 22/05/2018

N. 05687/2018 REG.PROV.COLL.

N. 13571/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 13571 del 2016, proposto da:
Chiara Siclari, rappresentata e difesa dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, con domicilio eletto presso lo Studio Legale Bonetti&Delia in Roma, via S. Tommaso D’Aquino, 47;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui Uffici è domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Universita’ degli Studi Federico II di Napoli, Cineca non costituiti in giudizio;

nei confronti

Giulia Cananzi, Giacomo De Curtis non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

previa adozione di misure cautelari,

del provvedimento di annullamento della prova di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese, per l’anno accademico 2016/17.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2018 il dott. Claudio Vallorani e uditi, per le parti, i difensori per la parte ricorrente e per l’Amministrazione resistente l’Avvocato dello Stato;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

 

FATTO e DIRITTO

Con ricorso notificato al MIUR in data 18.11.2016 e depositato il giorno 5.12.2016, la sig.ra Chiara Siclari ha impugnato, deducendone l’illegittimità sotto vari profili, il provvedimento di annullamento della prova selettiva di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria, anno accademico 2016/2017, il quale ha precluso alla ricorrente di poter accedere al corso di suo interesse presso uno degli Atenei opzionati nella domanda di partecipazione, nonostante il punteggio di 52,20/90 conseguito nella prova. L’esclusione veniva motivata dal Ministero sul presupposto che la scheda anagrafica, seppure riportante i dati identificativi della candidata (cognome e nome, luogo e data di nascita), era risultata priva della sottoscrizione attestante la veridicità delle informazioni fornite.

L’Amministrazione si è costituita in giudizio depositando relazione difensiva.

Con ordinanza cautelare della Sezione n. 453 del 27.1.2017, la ricorrente è stata inserita con riserva in graduatoria sulla base del punteggio riportato.

Con successiva ordinanza n. 9621 del 2017 è stata disposta l’integrazione del contraddittorio.

La difesa della ricorrente ha quindi attestato l’avvenuta, rituale integrazione del contraddittorio per pubblici proclami mediante pubblicazione sul sito ministeriale e, su tale base, la causa, discussa all’udienza del 24 gennaio 2018, è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso merita accoglimento, in considerazione della fondatezza della censura con cui si deduce che la mancata sottoscrizione della scheda anagrafica non costituisce causa di esclusione dal corso di laurea, secondo quanto previsto dal Bando di partecipazione.

La previsione dell’esclusione dalla selezione nell’ipotesi (diversa da quella oggi esaminata) di sottoscrizione del modulo risposte da parte del candidato trova una comprensibile giustificazione nel fatto che tale circostanza potrebbe compromettere l’anonimato della prova, giustificando quindi l’esclusione dal concorso del candidato. Altrettanto, all’opposto, non può essere sostenuto per le ipotesi di mancata sottoscrizione dei dati contenuti nella scheda anagrafica (cfr. punto 9 dell’All.1 al D.M.). Ed invero, il D.M. n. 546/2016 attribuisce alla scheda anagrafica, debitamente compilata e sottoscritta, l’esclusiva rilevanza di consentire alla Commissione l’identificazione del candidato.

In particolare, come si desume chiaramente dal punto 9, lett. g) dell’Allegato 1 al medesimo D.M., la finalità della sottoscrizione della scheda è esclusivamente quella di porre l’attenzione del candidato e sulla veridicità dei dati personali (trascritti comunque di pugno nella scheda medesima), e sull’avvenuta verifica della corrispondenza delle etichette adesive contenenti i codici identificativi, apposte sulla documentazione consegnatagli, al fine di evitare future contestazioni alla Commissione di errori nell’abbinamento tra modulo delle risposte e scheda anagrafica.

Ne deriva, quindi, che alla mancata sottoscrizione della scheda anagrafica potrebbe attribuirsi rilevanza sostanziale esclusivamente nel caso in cui vi fosse contestazione sui dati ivi contenuti (comunque apposti di pugno dal candidato) o, in ultimo, sulla corrispondenza delle etichette contenenti il codice di abbinamento (tra modulo risposte e scheda anagrafica), alle quali soltanto il D.M. n. 546/2016 attribuisce il ruolo di attribuire la paternità del modulo risposte al soggetto i cui dati identificativi sono indicati nella scheda anagrafica.

Ed invero, se in linea del tutto teorica una scheda anagrafica contenente i dati del candidato, ove non sottoscritta, potrebbe essere “sostituita” ex post, ciò in concreto è impedito dal fatto che ogni modulo risposte è abbinato alla sua scheda anagrafica sulla base di una etichetta contenente un codice perfettamente coincidente, il che vale a dimostrare che quel determinato modulo risposte sia stato compilato proprio dalla persona i cui dati sono trascritti nella scheda (pur se non sottoscritti).

Nel caso in esame, pertanto – in cui non vi è alcuna contestazione né sui dati identificativi della candidata, né sulla coincidenza delle etichette adesive apposte sul modulo risposte e sulla scheda anagrafica – all’assolvimento dell’adempimento relativo alla mancata sottoscrizione dei dati contenuti nella scheda anagrafica, pur obbligatoriamente previsto a carico del candidato per le finalità già evidenziate, deve essere riconosciuto un mero rilievo di irregolarità formale.

In conclusione, poiché l’omessa sottoscrizione della scheda anagrafica per le ragioni esposte costituisce una mera irregolarità formale, il ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento del provvedimento in epigrafe impugnato nella parte in cui il ricorrente non è stata inserito nella graduatoria nazionale di merito nominativa relativa ai corsi di laurea magistrale in Medicina Veterinaria per l’anno accademico 2016/2017.

Le spese del giudizio possono essere integralmente compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così dispone: accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento di annullamento della prova di ammissione ai corsi di laurea in oggetto, pubblicato nell’area del sito riservata agli studenti, nella parte in cui la ricorrente non è stata inserita nella graduatoria nazionale di merito nominativa, relativa ai corsi di laurea magistrale per l’anno accademico 2016/2017. Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Daniele Dongiovanni, Presidente

Vincenzo Blanda, Consigliere

Claudio Vallorani, Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscolianoop

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