Recinzione con filo spinato: non serve permesso di costruire.

Non occorre alcun titolo edilizio per la costruzione di una recinzione con rete metallica e filo spinato.

Il Tar Toscana, sent. 597/2018, è intervenuto per ribadire il principio per cui per una recinzione con rete metallica non è necessario permesso di costruire o altro titolo edilizio.


Pubblicato il 04/05/2018

N. 00597/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00203/2003 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 203 del 2003, proposto da:
Barni Nazzareno e Barni Leonardo, rappresentati e difesi dall’avv. Ottaviano Colzi, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, via dei Benci 16;

contro

Comune di Montemurlo non costituito in giudizio;

per l’annullamento

dell’ordinanza di demolizione del 04.12.2002 emessa dal Comune di Montemurlo e notificata il 06.12.2002;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza smaltimento del giorno 22 febbraio 2018 il dott. Ugo De Carlo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

I ricorrenti sono proprietari di un piccolo appezzamento di terreno agricolo ubicato nel Comune di Montemurlo e dopo l’acquisto, a1fine di proteggere il fondo hanno realizzato una modesta recinzione con filo spinato sorretto da pali in legno infissi nel suolo.

La recinzione posta di fronte ad area privata fu realizzata nel 1981 e l’ordinanza impugnata ingiungeva la demolizione.

Il primo motivo di ricorso denuncia la violazione dell’art. 841 c.c. e 1 L. 10/1977 poiché per le recinzioni dei fondi rustici senza opere murarie non è necessaria la concessione edilizia trattandosi di una manifestazione del diritto di proprietà e cioè dello jus excludendi alios.

Il secondo motivo lamenta la violazione delle N.T.A. del Comune di Montemurlo in quanto l’opera contestata è stata realizzata prima del 26.4.1982, data di entrata in vigore degli attuali strumenti urbanistici; in precedenza il Regolamento Edilizio attuativo del Piano di Fabbricazione del 1973 consentiva di recintare aree non edificate anche se fronteggianti vie o piazze aperte al pubblico passaggio, ma assoggettava ad autorizzazione soltanto le recinzioni prospicienti spazi di uso pubblico.

Il terzo motivo contesta l’applicazione della demolizione nonostante l’intervento andrebbe al massimo ricompreso tra quelli di cui all’art. 10 L. 47/1985 che prevede la sola sanzione pecuniaria.

Il quarto motivo eccepisce che non possa applicarsi alla fattispecie l’art. 28 L.R. 52/1999 poiché la recinzione realizzata non necessita di alcun titolo.

Il quinto motivo sottolinea come non si sia tenuto conto che l’opera era stata realizzata oltre venti anni fa quando non era necessario alcun titolo edilizio.

Il sesto motivo si duole di una disparità di trattamento con colui che confina con parte della recinzione.

Il Comune di Montemurlo non si è costituito in giudizio.

Alla camera di consiglio 10.2.2003 è stata accolta l’istanza di sospensiva del provvedimento.

Il ricorso è fondato in accoglimento del primo motivo che ha natura dirimente rendendo superfluo affrontare anche gli altri.

E’ principio pacifico in giurisprudenza che la concessione edilizia non è necessaria per modeste recinzioni di fondi rustici senza opere murarie, e cioè per la mera recinzione con rete metallica sorretta da paletti di ferro o di legno senza muretto di sostegno), in quanto entro tali limiti la recinzione rientra solo tra le manifestazioni del diritto di proprietà, che comprende lo “jus excludendi alios”; occorre, invece, la concessione, quando la recinzione è costituita da un muretto di sostegno in calcestruzzo con sovrastante rete metallica ( vedasi ex multis Consiglio di Stato 5908/2017 ).

Avendo, pertanto, i ricorrenti esercitato una facoltà riconducibile al diritto dominicale e priva di rilievo sul piano edilizio l’ordinanza di demolizione è provvedimento illegittimo in quanto privo di qualsiasi base normativa.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Condanna il Comune di Montemurlo a rifondere le spese di giudizio che liquida in € 2.000 oltre accessori ed alla restituzione del contributo unificato ove versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 22 febbraio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Riccardo Giani, Presidente

Pierpaolo Grauso, Consigliere

Ugo De Carlo, Consigliere, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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