La revoca del nullaosta per i corsi C.Q.C. a un’autoscuola non impedisce la presentazione di una nuova domanda per il medesimo titolo.

La revoca di un precedente nulla osta per tenere corsi di formazione periodica C.Q.C. non è ragione sufficiente a legittimare il diniego di una nuova istanza per il riottenimento del titolo abilitativo.

Il Tar Sicilia, sez. Catania, con la sentenza n. 873/2018 ha affrontato il caso di un’autoscuola che aveva ricevuto un diniego all’istanza volta a ottenere il nulla osta per tenere i corsi C.Q.C. per avere in passato visto revocare il medesimo titolo per varie infrazioni. Il Collegio, nel dare ragione alla ricorrente e annullare il provvedimento negativo della Motorizzazione, ha precisato che “La revoca di un precedente nulla osta non è affatto prevista dall’art. 15 D.M. 20/09/2013 quale circostanza ostativa all’accoglimento di una istanza diretta a (ri)ottenerlo in un tempo successivo. Il fatto che la revoca sia una sanzione amministrativa maggiormente afflittiva rispetto alla mera sospensione – dell’autorizzazione o del nulla osta, a seconda dei casi -, non implica affatto, in base al principio di legalità cui deve informarsi l’azione delle PP.AA., che ciò possa determinare il prodursi di effetti preclusivi, definitivamente o per un certo intervallo temporale, in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso. Del resto, in tale opinione conferma un esame di fattispecie similari nella materia della circolazione stradale. Un effetto preclusivo ad tempus si ha, ad esempio, in materia di sopravvenuta revoca della patente di guida in base alla disciplina di cui al terzo comma dell’art. 120 D. Lgs. n. 285/1992: ma è altrettanto chiaro che, in assenza di quella specifica previsione normativa, l’Amministrazione competente non potrebbe legittimamente conculcare, per propria autonoma scelta, l’interesse pretensivo del destinatario di un precedente atto di revoca ad ottenere il rilascio di un nuovo titolo autorizzativo.”


Pubblicato il 27/04/2018

N. 00873/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00509/2018 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 509 del 2018, proposto da:
Autoscuola F. Cabibbo & C., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Garofalo Stefano, con domicilio eletto presso lo studio Pardo Massimo in Catania, c.so Italia 72;

contro

Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilita’ e dei Trasporti dell’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, in persona del Dirigente p.t.;
Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore legale rappresentante p.t., entrambi rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, ed ivi domiciliati in via Vecchia Ognina, 149;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

del provvedimento di diniego di nulla osta per lo svolgimento dei corsi C.Q.C. prot.n°718 del 08/01/2018;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Siciliana – Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilita’ e di Regione Siciliana – Dipartimento Regionale Infrastrutture Mobilita’ e Trasporti;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 aprile 2018 il dott. Gustavo Giovanni Rosario Cumin e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Personale della Motorizzazione Civile dell’ex Provincia di Ragusa (oggi libero Consorzio di Comuni), a seguito di ispezioni effettuate presso la sede dell’Autoscuola F. Cabibbo & C., e in relazione ai corsi di formazione periodica C.Q.C. (regolarmente autorizzati dalla Motorizzazione), rilevava in due occasioni, nello stesso arco temporale (di tre anni), una irregolarità nella tenuta del registro delle presenze. Di conseguenza, ai sensi della vigente normativa, il Dirigente dell’Area 6 – Coordinamento Uffici della Motorizzazione Civile di Ragusa, con provvedimento prot. 40716 del 31/08/2016, revocava il N.O. prot.79669 rilasciato il 12/12/2014, così annullando l’autorizzazione dell’Autoscuola a svolgere i corsi di formazione in precedenza menzionati.

Successivamente il Sig. Cabibbo Francesco, agendo nella propria qualità di legale rappresentante dell’Autoscuola F. Cabibbo & C, presentava una nuova istanza di rilascio del Nulla Osta per l’effettuazione dei corsi per il conseguimento della Carta di Qualificazione del Conducente, che veniva però dichiarata non accoglibile con provvedimento prot.n°718 del 08/01/2018, comunicato allo stesso a mezzo PEC in data 09/01/2018.

Ritenendo illegittimo il provvedimento menzionato da ultimo, il Sig. Cabibbo Francesco, agendo nella propria qualità di legale rappresentante dell’Autoscuola F. Cabibbo & C., lo impugnava con ricorso notificato il 09/03/2018 e depositato presso gli uffici di segreteria del giudice adito il 26/03/2018, postulando il ricorrere di vizi di violazione dell’art. 15 D.M. 20/09/2013, degli artt. 2, 3, 6 e 10 bis L. n. 241/1990 e dell’art. 97 Cost.

Si costituiva in giudizio a mezzo del competente ufficio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato l’Amministrazione intimata, con deposito di memoria in segreteria il 03/04/2018.

In data 05/04/2018 il ricorso in epigrafe giungeva all’esame del collegio in camera di consiglio per l’esame della domanda cautelare con esso incidentalmente proposta; e qui, ritenendo sussistere tutte le condizioni previste dall’art. 60 c.p.a. per l’immediata definizione del giudizio, il Collegio, previo avviso di ciò dato ai difensori delle parti, tratteneva il ricorso per essere deciso con sentenza, oltre che breve, in forma semplificata a norma dell’art. 74 c.p.a.

Con l’ultimo motivo di ricorso il ricorrente ha imputato all’Amministrazione intimata una violazione dell’art. 15 D.M. 20/09/2013.

Tale norma così dispone:

Gli uffici della motorizzazione e gli organi di polizia, su richiesta di questi, effettuano visite ispettive al fine di verificare la sussistenza dei requisiti previsti nel presente decreto, nonché lo svolgimento regolare dei corsi. In occasione di ogni visita ispettiva è redatto un verbale.

2. Qualora, nel corso delle visite ispettive di cui al comma 1, sia stata accertata la mancanza di uno o più requisiti necessari per ottenere il nulla osta, nel caso dei soggetti di cui all’art. 3, comma 1, ovvero l’autorizzazione, nel caso dei soggetti di cui all’art. 4, commi 1, 2 e 3, l’ufficio della motorizzazione invia il verbale e documentata relazione rispettivamente alla Direzione Generale Territoriale ovvero alla Direzione Generale per la Motorizzazione che, nell’ambito delle proprie competenze, emanano atto di diffida per l’eliminazione delle irregolarità accertate entro il termine di sette giorni. Nel caso di inottemperanza alla diffida, la Direzione Generale Territoriale o, se del caso, la Direzione Generale per la Motorizzazione emanano provvedimento di sospensione, rispettivamente del nulla osta ovvero dell’autorizzazione, per un periodo da un mese a tre mesi, e comunque fino a che sia stata dimostrata la eliminazione delle irregolarità.

3. Qualora, nel corso delle visite ispettive di cui al comma 1, siano riscontrate irregolarità nei corsi svolti dai soggetti di cui all’art. 3, o dall’art. 4, commi 1, 2 e 3, esse sono contestate immediatamente al legale rappresentante dell’autoscuola o del centro di istruzione automobilistica di cui all’art. 3, ovvero dell’ente o dell’azienda di cui rispettivamente ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 4. Nel verbale è assegnato un termine di sette giorni per eventuali controdeduzioni. Trascorso tale termine, l’ufficio della motorizzazione invia il verbale, documentata relazione e le eventuali controdeduzioni, rispettivamente alla competente Direzione Generale Territoriale o alla Direzione Generale per la Motorizzazione. Questi ultimi, valutati i documenti, se del caso emanano provvedimento di sospensione del nulla osta per un periodo da quindici giorni a tre mesi.

4. Qualora, all’esito delle visite ispettive di cui al comma 1, sia stata accertata anche la responsabilità dell’allievo, l’ufficio della motorizzazione ne dispone la cancellazione dal registro di iscrizione.

5. Qualora i soggetti di cui agli articoli 3 e 4, commi 1, 2 e 3, siano incorsi due volte nell’arco di tre anni nelle sanzioni di cui ai commi 2 e 3, la Direzione Generale Territoriale o, se del caso, la Direzione Generale per la Motorizzazione, emettono provvedimento di revoca rispettivamente del nulla osta o dell’autorizzazione ad effettuare i corsi.

6. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, gli uffici della motorizzazione possono effettuare anche ispezioni mirate alla verifica dell’effettiva presenza degli allievi alle lezioni, anche avvalendosi delle comunicazioni effettuate ai sensi dell’art. 10, comma 5, quarto periodo, quale applicabile anche ai sensi dell’art. 13, comma 8. Nel caso di accertate irregolarità, i predetti uffici trasmettono documentata relazione alla Direzione Generale per la Motorizzazione, o se trattasi di soggetti autorizzati, alla Direzione Generale Territoriale competente, che, assegnato un termine di sette giorni per eventuali controdeduzioni, emettono provvedimento di sospensione del nulla osta o dell’autorizzazione per un periodo da quindici giorni ad un mese. Si applicano le disposizioni di cui al comma 5.”

L’Amministrazione intimata, nell’adottare il provvedimento impugnato, ha ritenuto che la predetta norma “null’altro stabilisce in merito alla eventuale possibilità di rilasciare una nuova autorizzazione in favore del medesimo soggetto che … abbia subito un provvedimento di revoca dell’Autorizzazione”; ed ancora, che “… la revoca del Nulla Osta … costituisce sanzione amministrativa ulteriore … che … assume carattere definitivo”, e che “sostanzialmente, l’art.15 non contempla ipotesi in base alle quali al soggetto destinatario della sanzione della revoca sia possibile rilasciare … un nuovo Nulla Osta”.

Il Collegio non ritiene corretta una tale esegesi.

La revoca di un precedente nulla osta non è affatto prevista dall’art. 15 D.M. 20/09/2013 quale circostanza ostativa all’accoglimento di una istanza diretta a (ri)ottenerlo in un tempo successivo. Il fatto che la revoca sia una sanzione amministrativa maggiormente afflittiva rispetto alla mera sospensione – dell’autorizzazione o del nulla osta, a seconda dei casi -, non implica affatto, in base al principio di legalità cui deve informarsi l’azione delle PP.AA., che ciò possa determinare il prodursi di effetti preclusivi, definitivamente o per un certo intervallo temporale, in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso. Del resto, in tale opinione conferma un esame di fattispecie similari nella materia della circolazione stradale. Un effetto preclusivo ad tempus si ha, ad esempio, in materia di sopravvenuta revoca della patente di guida in base alla disciplina di cui al terzo comma dell’art. 120 D. Lgs. n. 285/1992: ma è altrettanto chiaro che, in assenza di quella specifica previsione normativa, l’Amministrazione competente non potrebbe legittimamente conculcare, per propria autonoma scelta, l’interesse pretensivo del destinatario di un precedente atto di revoca ad ottenere il rilascio di un nuovo titolo autorizzativo.

Posto che invece ciò è quanto accaduto nel caso concreto, il provvedimento impugnato viola palesemente l’art. 15 D.M. 20/09/2013. Di conseguenza il Collegio, ritenendo fondato l’ultimo motivo di ricorso e dichiarata assorbita ogni altra censura così come possibile per la scelta di definire il presente giudizio con sentenza in forma semplificata (oltre che breve), accoglie il ricorso in epigrafe, per gli effetti annullando il provvedimento con esso impugnato, e condannando altresì l’Amministrazione intimata – nell’esercizio dei poteri di cui alla lettera c) del primo comma dell’art. 34 c.p.a. – a pronunciarsi nuovamente, nel rispetto di quanto accertato con efficacia di cosa giudicata con la presente sentenza, sulla istanza del ricorrente del 18/09/2017 entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione o notificazione del presente provvedimento.

Sulla refusione delle spese di lite fra le parti il Collegio statuisce come da formale soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta) accoglie il ricorso in epigrafe per gli effetti di cui in motivazione.

Condanna l’Amministrazione intimata alla refusione delle spese di lite nei confronti del ricorrente, che liquida nella misura di euro 2.000,00 (duemila/00), più IVA, CPA e spese generali al 15% così come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 19 aprile 2018 con l’intervento dei magistrati:

Giovanni Iannini, Presidente

Francesco Bruno, Consigliere

Gustavo Giovanni Rosario Cumin, Primo Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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