Concorsi: il candidato che non ha potuto confermare l’interesse all’immatricolazione per motivi di salute deve essere rimesso in termini.

Il candidato al concorso per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione per le Professioni Mediche che non ha confermato l’interesse all’immatricolazione per dimostrati motivi di salute deve essere rimesso in termini.

Il Tar Lazio, sez. Roma, con la sent. 4105/2018 ha affermato che in sede di concorso, il candidato idoneo che non ha confermato la propria volontà di immatricolarsi nel termine indicato dal Ministero per comprovate ragioni di salute ha diritto a essere rimesso in termini.  Nel caso di specie, il candidato all’ammissione a una Scuola di Specializzazione per le Professioni Mediche fu invitato a comunicare l’interesse all’immatricolazone per un’impossibilità dovuta a documentate ragioni di salute. Chiamato a decidere sulla questione, il Tar ha dunque affermato “Il meccanismo dettato dagli artt. 9 e 10 del bando 2015/2016 ai fini della conferma finale dell’interesse all’immatricolazione dei candidati nella condizione di “prenotati”, prima della definitiva e irreversibile chiusura della graduatoria per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina e Chirurgia, contemplava, come detto, la concessione di pochi giorni (dal 19 al 25 ottobre 2016) per comunicare l’opzione di “conferma dell’interesse all’immatricolazione”. Trattasi di un lasso di tempo sicuramente assai ristretto che, tuttavia, in linea di principio, corrisponde all’esigenza organizzativa del MIUR di pervenire ad una sollecita e stabile definizione di una graduatoria degli “assegnati”, dal cui assetto dipendono una serie rilevante di effetti sia per le varie Università coinvolte che per i singoli aspiranti. Detta esigenza appare certamente riconducibile al principio costituzionale di buona amministrazione ex art. 97 Cost. oltre che ai principi di efficienza, economicità, efficacia di cui all’art. 1 della Legge n. 241 del 1990.

Tuttavia previsioni così stringenti e perentorie sul piano della tempistica (cinque giorni anteriori al 26 ottobre 2016 per la conferma di interesse; successivi quattro giorni decorrenti da tale data per procedere all’immatricolazione presso la scuola e la sede prescelte), per quanto comprensibili ai fini organizzativi, stante l’evidente rilevanza delle loro conseguenze applicative, debbono ragionevolmente coniugarsi con la previsione di meccanismi idonei a consentire agli interessati di porre rimedio, sia pure in tempi altrettanto brevi, ad eventuali disfunzioni di qualunque tipo o a eventi di “forza maggiore”, quale quello verificatosi nel caso di specie. La circostanza di forza maggiore, infatti, è stata documentata dal ricorrente mediante la certificazione medica versata in atti (doc. 4 ric.) e, a suo tempo, esibita anche ai competenti Uffici dell’Amministrazione resistente ove è attestata una specifica patologia (colica renale) manifestatasi in modo acuto proprio il giorno 25.10.2016, in concomitanza con la scadenza del termine per la dichiarazione di conferma tramite il sistema informatico.

Ritenuto che per casi quale quello all’odierno vaglio la stessa legge concorsuale “…avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di “salvezza”, mediante comunicazione, a coloro che non avevano espresso l’opzione e che avevano conseguito comunque un punteggio utile, di inviare una conferma della loro decisione, proprio al fine di evitare possibili disfunzioni e nel rispetto dei principi partecipativi di cui alla l.n. 241/90 come richiamati dal ricorrente nel presente ricorso” (cfr. TAR Lazio, III, sent. n. 1781 del 2014)”.


Pubblicato il 13/04/2018

N. 04105/2018 REG.PROV.COLL.

N. 15347/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 15347 del 2016, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale Carso n. 57;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, in persona del Ministro p.t., Università degli Studi di -OMISSIS- “-OMISSIS-”, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui Uffici sono domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Cineca Consorzio Interuniversitario non costituito in giudizio;

per l’annullamento

previa adozione delle opportune misure cautelari

del diniego di ammissione del ricorrente alle scuole di specializzazione in medicina a.a. 2016/2017 e, in particolare, alla scuola di specializzazione in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore presso l’università degli studi di -OMISSIS- -OMISSIS-;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca e dell’ Università degli Studi di -OMISSIS- -OMISSIS-;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 dicembre 2017 il dott. Claudio Vallorani e uditi per le parti i difensori: Avv. C. Pellegrini Quarantotti e Avvocato dello Stato V. Fico.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

 

FATTO

Il ricorrente in epigrafe partecipava alla prova selettiva per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione in Medicina per l’anno accademico 2015/2016, secondo le previsione del Bando adottato con D.M. 20 maggio 2016, n. 313. Il medesimo conseguiva nella prova il punteggio di 96,80 collocandosi nella posizione n. 1169, utile per l’accesso ad una delle scuole dichiarate di proprio interesse, vale a dire quella di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore. Nei successivi scorrimenti della graduatoria disposti dall’Amministrazione il dott. -OMISSIS-, dato il buon punteggio conseguito, risultava sempre nello stato di “prenotato” (vale a dire vincitore rientrante nei posti utili per l’immatricolazione), prima presso l’Università degli Studi -OMISSIS-e, in un secondo momento (dal 31.8.2016), a seguito di ulteriori scorrimenti, presso l’Università di -OMISSIS- “-OMISSIS-”.

Secondo la previsione dell’art. 10 del Bando (doc. 1 ric.) l’ultimo scorrimento si sarebbe effettuato entro il 26.10.2016: prima di tale data, però, nella finestra temporale che si apriva dal 19 al 25 ottobre 2016, ogni candidato “prenotato” avrebbe dovuto dare la conferma del proprio interesse all’immatricolazione presso la specifica sede e scuola prenotata. In tal modo, acquisito lo “status” di “assegnato” alla specifica sede, dal 26 ottobre il candidato avrebbe potuto accedere alla Scuola presso la sede di assegnazione (in base alla posizione ricoperta in graduatoria e alle opzioni espresse nella domanda di partecipazione), avendo però l’onere di procedere, a pena di decadenza, al perfezionamento dell’immatricolazione presso detta sede, da eseguire entro e non oltre i successivi quattro giorni lavorativi (decorrenti dal 26 ottobre).

Espone il candidato di non avere potuto dar seguito, per motivi di salute, al primo degli adempimenti sopra previsti (conferma di interesse all’immatricolazione), entro la data del 25 ottobre. Di conseguenza il sistema gli impediva successivamente di accedere alla procedura di immatricolazione.

Il ricorrente si attivava immediatamente in data 27.10.2016 inviando una email al CINECA, al MIUR e all’Università degli studi di -OMISSIS- “-OMISSIS-”, ove evidenziava l’impossibilità tecnica di procedere in via telematica e confermava, in ogni caso, la propria volontà di restare in graduatoria e di procedere all’immatricolazione presso la Scuola prescelta.

L’Amministrazione negava al ricorrente il reinserimento in graduatoria e, quindi, la possibilità stessa di procedere all’iscrizione.

Avverso tale determinazione è insorto il ricorrente che, con ricorso spedito a notifica il 21.12.2016 e depositato entro il termine di rito, deduce l’illegittimità della propria esclusione e del bando di concorso “in parte qua” e ne chiede l’annullamento per i seguenti motivi:

I) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 33, 34 e 97 Cost.; Violazione e falsa applicazione d.lgs. n. 368 del 1999; violazione del giusto procedimento; violazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione; eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità, irragionevolezza ed ingiustizia manifesta; violazione del principio del “favor partecipationis”; sviamento;

II) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 33, 34 e 97 Cost.; Violazione e falsa applicazione della Direttiva 93/16/CEE; violazione e falsa applicazione del d.lgs. 17 agosto 1999, n. 368; violazione e falsa applicazione del D.M. 20 maggio 2016, n. 313; eccesso di potere per illogicità e insufficiente motivazione; violazione del giusto procedimento

Il MIUR e l’Università degli studi di -OMISSIS- “-OMISSIS-” si sono limitati ad una costituzione meramente formale senza nulla opporre alla deduzioni del ricorrente.

Con ordinanza della Sezione n. -OMISSIS-è stata accolta l’istanza di misura cautelare avanzata dal dott. -OMISSIS- alla Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Università degli studi di -OMISSIS- -OMISSIS-, con la seguente motivazione: “Considerato che la concessione di pochi giorni (dal 19 al 25 ottobre 2016) per comunicare l’opzione di “conferma dell’interesse all’immatricolazione”, per quanto comprensibile ai fini organizzativi, non poteva razionalmente non essere accompagnata dalla previsione di meccanismi idonei a consentire agli interessati di porre rimedio, sia pure in tempi altrettanto brevi, ad eventuali disfunzioni di qualunque tipo o a eventi di “forza maggiore” (come nel caso di specie in ragione di certificate ragioni di salute); Considerato che, nella specie, l’elemento di forza maggiore è stato documentato dal ricorrente mediante certificazione medica (doc. 4 ric.) attestante una patologia manifestatasi nei giorni in questione; Rilevato che il ricorrente, avendo conseguito un punteggio di 96,80, supera ampiamente la prova di resistenza ai fini dell’ammissione alla Scuola di Specializzazione di suo interesse;

Ritenuto che “l’Amministrazione avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di “salvezza”, mediante comunicazione, a coloro che non avevano espresso l’opzione e che avevano conseguito comunque un punteggio utile, di inviare una conferma della loro decisione, proprio al fine di evitare possibili disfunzioni e nel rispetto dei principi partecipativi di cui alla l.n. 241/90 come richiamati dal ricorrente nel presente ricorso” (cfr. TAR Lazio, III, sent. n. 1781 del 2014).

In vista della pubblica udienza di merito parte ricorrente ha depositato ulteriori documenti e memoria ex art. 73 c.p.a. con cui attesta la sua immatricolazione in data 22.3.2017 (a.a. 2015/2016) alla Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore presso l’Università “-OMISSIS-” e la prosecuzione del corso negli anni successivi. Nella memoria, inoltre il ricorrente invoca il principio di cui all’art. 4, comma 2-bis del D.L. 30 giugno 2005, n. 115 come introdotto dalla legge di conversione del 14 agosto 2005, n. 168, con conseguente consolidamento della sua posizione per avere dimostrato sul campo, “ex post”, di avere titolo per accedere alla Scuola, mediante la frequenza delle lezioni e il superamento degli esami di profitto.

Alla pubblica udienza del 13 dicembre 2017 la causa è stata trattenuta in decisione dal Collegio.

DIRITTO

1.- Il Collegio ritiene preliminarmente doveroso chiarire che non è consentito applicare nella specie il menzionato principio – secondo la tesi difensiva ricavabile dal menzionato art. 4, comma 2-bis, D.L. 30.5.2005, n. 115 – del consolidamento della posizione del ricorrente nello “status” di specializzando, per avere egli proficuamente frequentato, fino ad oggi, la Scuola di proprio interesse e avere sostenuto gli esami programmati. Invero, secondo quanto in più occasioni già affermato da questa Sezione (v. in particolare TAR Lazio, sez. III, 14 novembre 2017, n. 11312; id., 14 novembre 2017, n. 11313) non appare, nella specie, pertinente il riferimento di parte ricorrente all’art. 4, comma 2-bis del D.L. n. 115 del 2005 a mente del quale “2-bis. Conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono i candidati, in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela”. Trattasi di disposizione introdotta nell’ambito di tutt’altro contesto, come dimostra la rubrica dell’art. 4 cit. – “….disposizioni in materia di abilitazione e di titolo professionale” – di modo che la sua applicazione in via analogica a materia del tutto diversa, quale è quella afferente alle procedure selettive ai fini dell’accesso ai corsi di specializzazione delle Scuole di Medicina e Chirurgia, incontra il limite delineato dall’art. 12, comma 2, delle disposizioni preliminari al codice civile, secondo cui “se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materia analoghe…”. Diversamente da quanto ipotizzato dall’art. 12 cit., nella fattispecie all’odierno esame non è dato rinvenire una lacuna normativa in senso tecnico (mancanza di una disposizione puntuale applicabile al caso), da colmare mediante l’applicazione analogica di norma nata per regolare diversa fattispecie, atteso che il Legislatore e l’Autorità amministrativa a livello di normazione secondaria hanno semplicemente ritenuto di non considerare, nel presente ambito materiale, la protezione degli interessi di coloro che siano stati legittimamente esclusi dalla procedura per mancata conferma dell’interesse alla immatricolazione e che abbiano beneficiato, in via interinale, degli effetti, per definizione provvisori, della ammissione con riserva ottenuta in sede cautelare. Ne consegue che, in applicazione di principi processuali consolidati, l’ammissione con riserva è da considerare come provvedimento cautelare a carattere provvisorio, in quanto tale sottoposto alla condizione risolutiva del suo eventuale annullamento in sede di appello cautelare ovvero, alternativamente, del rigetto del ricorso da parte della sentenza definitiva di merito, sicché, specularmente, la conferma o il consolidamento degli effetti dell’ammissione con riserva potranno collegarsi esclusivamente ad una sentenza di accoglimento del gravame nel merito.

Ad ulteriore supporto di quanto argomentato si deve anche sottolineare che l’art. 4, comma 2-bis del D.L. n. 115 del 2005, oltre a riferirsi all’abilitazione all’esercizio delle professioni (e non certo all’ammissione ai corsi di specializzazione di medicina e chirurgia), si riferisce altresì a procedure di tipo idoneativo nelle quali non viene in considerazione un numero limitato di posti disponibili, da assegnare sulla base di una procedura comparativo-selettiva, quale è invece quella all’odierno vaglio, avente connotazione fortemente selettiva. Al contrario, il superamento delle prove di esame da parte del candidato ammesso con riserva, che nel contesto dell’abilitazione professionale può valere, a posteriori, quale prova dell’idoneità ad esercitare una determinata professione (sulla base del più volte citato art. 4, comma 2, bis), non può svolgere analoga funzione con riguardo alla frequenza e agli esami sostenuti nel corso di specializzazione, i quali non possono incidere retroattivamente su una pregressa fase selettiva finalizzata all’accesso ad un numero limitato di posizioni e ormai conclusa; anche perché non sarebbero individuabili coloro che, legittimamente classificatisi in graduatoria, sarebbero “scalzati” da chi ha superato gli esami del primo anno del corso di laurea.

Sicché manca il presupposto imprescindibile dell’ “analogia legis” costituito dalla necessità le fattispecie in raffronto integrino “casi simili”.

2. – Ciò chiarito il Collegio ritiene che il ricorso del dott. -OMISSIS- è fondato nel merito per le ragioni già sinteticamente esposte nella sopracitata ordinanza cautelare.

Il meccanismo dettato dagli artt. 9 e 10 del bando 2015/2016 ai fini della conferma finale dell’interesse all’immatricolazione dei candidati nella condizione di “prenotati”, prima della definitiva e irreversibile chiusura della graduatoria per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina e Chirurgia, contemplava, come detto, la concessione di pochi giorni (dal 19 al 25 ottobre 2016) per comunicare l’opzione di “conferma dell’interesse all’immatricolazione”. Trattasi di un lasso di tempo sicuramente assai ristretto che, tuttavia, in linea di principio, corrisponde all’esigenza organizzativa del MIUR di pervenire ad una sollecita e stabile definizione di una graduatoria degli “assegnati”, dal cui assetto dipendono una serie rilevante di effetti sia per le varie Università coinvolte che per i singoli aspiranti. Detta esigenza appare certamente riconducibile al principio costituzionale di buona amministrazione ex art. 97 Cost. oltre che ai principi di efficienza, economicità, efficacia di cui all’art. 1 della Legge n. 241 del 1990.

Tuttavia previsioni così stringenti e perentorie sul piano della tempistica (cinque giorni anteriori al 26 ottobre 2016 per la conferma di interesse; successivi quattro giorni decorrenti da tale data per procedere all’immatricolazione presso la scuola e la sede prescelte), per quanto comprensibili ai fini organizzativi, stante l’evidente rilevanza delle loro conseguenze applicative, debbono ragionevolmente coniugarsi con la previsione di meccanismi idonei a consentire agli interessati di porre rimedio, sia pure in tempi altrettanto brevi, ad eventuali disfunzioni di qualunque tipo o a eventi di “forza maggiore”, quale quello verificatosi nel caso di specie. La circostanza di forza maggiore, infatti, è stata documentata dal ricorrente mediante la certificazione medica versata in atti (doc. 4 ric.) e, a suo tempo, esibita anche ai competenti Uffici dell’Amministrazione resistente ove è attestata una specifica patologia (colica renale) manifestatasi in modo acuto proprio il giorno 25.10.2016, in concomitanza con la scadenza del termine per la dichiarazione di conferma tramite il sistema informatico.

Ritenuto che per casi quale quello all’odierno vaglio la stessa legge concorsuale “…avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di “salvezza”, mediante comunicazione, a coloro che non avevano espresso l’opzione e che avevano conseguito comunque un punteggio utile, di inviare una conferma della loro decisione, proprio al fine di evitare possibili disfunzioni e nel rispetto dei principi partecipativi di cui alla l.n. 241/90 come richiamati dal ricorrente nel presente ricorso” (cfr. TAR Lazio, III, sent. n. 1781 del 2014).

Va peraltro sottolineato, anche in un ottica di tutela dell’interesse pubblico all’ordinato ed efficiente svolgimento della procedura selettiva, che la comunicazione di interesse all’immatricolazione è comunque pervenuta all’Università prescelta ed al MIUR all’indomani della scadenza, in data 27.10.2017 (vedi email sub 3 ric.), in modo tale da evitare, di fatto, ogni disguido o disservizio nella definizione della graduatoria finale degli assegnati/immatricolati.

Per il resto il ricorrente, avendo conseguito un punteggio di 96,80, supera ampiamente la prova di resistenza ai fini dell’ammissione alla Scuola di Specializzazione di suo interesse.

3. – Il ricorso, per le ragioni che precedono, deve essere accolto ai fini della definitiva ammissione del ricorrente alla Scuola di formazione specialistica in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore presso l’Università degli Studi di -OMISSIS- “-OMISSIS-”.

La peculiarità della vicenda sul piano fattuale, anche in considerazione dell’oggettivo ritardo nell’invio della dichiarazione di conferma di interesse da parte del candidato (seppur giustificata da impedimento oggettivo), giustifica pienamente la compensazione totale delle spese di giudizio tra le parti in causa.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie ai sensi e per gli effetti di cui in motivazione. Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 dicembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Gabriella De Michele, Presidente

Silvio Lomazzi, Consigliere

Claudio Vallorani, Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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