Il termine di sei mesi per richiedere la dipendenza da causa di servizio decorre dall’effettiva conoscenza della gravità dell’infermità.

L’istanza volta all’accertamento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità contratta decorre dalla effettiva conoscenza della gravità dell’infortunio.

Il Tar Puglia, sez. Bari, con la sentenza n. 361/2018 ha affermato che l’istanza di riconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio deve essere proposta dall’interessato entro il termine perentorio di sei mesi decorrente non dalla mera conoscenza della infermità, ma dal momento dell’esatta percezione della natura e della gravità dell’infermità e del suo nesso causale con un fatto di servizio (cfr. ex multis Cons. Stato, Sez. VI, 4 giugno 2010, n. 3549; 7 maggio 2010, n. 2677).


Pubblicato il 17/03/2018

N. 00361/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00742/2013 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 742 del 2013, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
-OMISSIS- -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Maria Rosaria Resa, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Michele Carnevale in Bari, via Melo Da Bari, 140;

contro

Ministero della Difesa, Direzione Generale Previdenza Militare e Leva del Ministero della Difesa, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliataria in Bari, via Melo, 97;

per l’annullamento

con ricorso principale:

– del Decreto n. 83/N del 6 febbraio 2013, notificato in data 19 marzo 2013, nella parte in cui il Capo del II° Reparto della Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva ha rigettato la domanda del ricorrente intesa ad ottenere il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e la concessione dell’equo indennizzo, perché intempestiva;

con motivi aggiunti del 12 dicembre 2014:

– del verbale – modello BL/G n. 449/E.I. del 31 luglio 2014, comunicato in data 1° agosto 2014, con cui la Commissione Medica Ospedaliera del Dipartimento di Medicina legale di Bari Palese, sez. distaccata di Taranto, ha dichiarato che il sig. -OMISSIS- ha avuto la piena conoscibilità della patologia in data 2 dicembre 2008.

 

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa – Direzione Generale Previdenza Militare e Leva e del Ministero della Difesa;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore la dott.ssa Maria Grazia D’Alterio e uditi nell’udienza smaltimento del giorno 24 gennaio 2018 per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. Con il ricorso in esame, il sig. -OMISSIS- -OMISSIS-, vincitore del concorso per l’arruolamento nei VFP1, in congedo illimitato dal 27 maggio 2009, ha impugnato il decreto meglio indicato in oggetto, con cui il Capo del II° Reparto del Ministero della Difesa, Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva, pur riconoscendo il diritto al trattamento pensionistico di privilegio, ha rigettato la sua istanza volta al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte, in quanto intempestiva.

2. Premette in fatto il ricorrente che in data 1° dicembre 2008, durante una esercitazione di servizio presso il 9° Reggimento Fanteria “Bari”, in Trani, avendo accusato un forte dolore alla gamba sinistra, era stato ricoverato presso il Centro Ospedaliero Militare (C.O.M.) “M.O.V.M. Giulio Venticinque” di Taranto, dove gli veniva diagnosticata “ernia muscolare tibiale anteriore sin. in fase algica”.

2.1 Riferisce che in data 18 gennaio 2009, sottoposto a visita di controllo, lo stesso C.O.M., discostandosi dalla precedente diagnosi, riscontrava una “…minima lassità focale guaina muscolare del tibiale anteriore sin. attualmente non esimente…”, ritenendolo idoneo al servizio.

2.2 Aggiunge che, poiché una volta rientrato in servizio continuava ad accusare un intenso dolore che non gli permetteva di svolgere le proprie mansioni nonché di completare l’addestramento militare, dopo un ulteriore periodo di convalescenza di ulteriori 12 giorni, aveva richiesto di essere collocato in congedo illimitato dal servizio.

2.3 Precisa che, nonostante il riposo e l’assunzione di antidolorifici per cercare di eliminare l’infiammazione diagnosticatagli (“minima lassità focale guaina muscolare del tibiale anteriore sin.”), continuava ad accusare dolore alla gamba sinistra, sicché si sottoponeva ad ulteriori accertamenti medici (in data 12 agosto 2010 presso l’Istituto di Radiologia “San Giorgio” sito in San Giorgio J. (TA), in data 10 novembre 2010 presso il l’Ospedale “S. Marco” di Grottaglie (TA) ed in data 24 novembre 2010 a visita specialistica dal dr. A. Rotaia), all’esito dei quali gli venivano riscontrate n. 2 ernie muscolari del tibiale anteriore della gamba sinistra.

2.4 Rimarca che solo a seguito di tali indagini veniva a conoscenza della lesione muscolare – non curabile – contratta durante l’attività lavorativa, per cui, in data 25 novembre 2010, inoltrava al 9° Reggimento Fanteria di Bari la domanda per essere sottoposto agli accertamenti sanitari ai fini del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e la concessione dell’equo indennizzo, nonché dell’eventuale pensione privilegiata ordinaria.

3. Con un unico articolato motivo di ricorso il ricorrente contesta le motivazione addotta dall’Amministrazione a fondamento del diniego de quo, deducendo la violazione e falsa applicazione dell’art. 2 del D.P.R. n. 461 del 29 ottobre 2001 e l’eccesso di potere sotto plurimi profili, sostenendo, in estrema e doverosa sintesi, che la domanda per il riconoscimento dell’equo indennizzo è stata presentata nei termini di legge, ovvero entro sei mesi dagli accertamenti sanitari che hanno consentito di avere percezione della natura e gravità dell’infermità sofferta e del nesso causale con il servizio prestato.

4. Con atto pervenuto in Segreteria in data 10 dicembre 2012 si è costituito in giudizio il Ministero della Difesa a mezzo dell’Avvocatura erariale, depositando relazione a difesa del proprio operato e instando per la reiezione del ricorso in quanto infondato.

5. All’udienza pubblica del 24 gennaio 2018 la causa è definitivamente trattenuta in decisione.

6. Il ricorso è fondato.

6.1 L’art. 2, comma 1, del D.P.R. n. 461/2001 stabilisce che la domanda deve essere presentata dal dipendente entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui ha avuto conoscenza dell’infermità o della lesione o dell’aggravamento.

Il tenore della norma è chiaro nel prevedere che allorquando la conoscenza delle infermità o lesioni da causa di servizio ovvero della loro reale consistenza e gravità non siano immediatamente percepibili al momento dell’evento dannoso, il termine decorre dalla loro conoscenza.

Ed infatti, per costante insegnamento giurisprudenziale, l’istanza di riconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio deve essere proposta dall’interessato entro il termine perentorio di sei mesi decorrente non dalla mera conoscenza della infermità, ma dal momento dell’esatta percezione della natura e della gravità dell’infermità e del suo nesso causale con un fatto di servizio (cfr. ex multis Cons. Stato, Sez. VI, 4 giugno 2010, n. 3549; 7 maggio 2010, n. 2677).

6.2 Nel caso in esame è emerso che solo a seguito dei successivi e più approfonditi accertamenti sanitari e di un’ecografia muscolare eseguita in data 10 novembre 2010, è emerso un diverso quadro clinico della patologia sofferta, riscontrandosi una patologia cronologica “momentaneamente contenuta”, di modo che può dirsi che solo in tale data il ricorrente sia venuto a conoscenza della reale natura dei danni sofferti a seguito dell’attività lavorativa svolta al servizio del Ministero della Difesa. Appare, dunque, del tutto plausibile che, nella mancata conoscenza della effettiva consistenza della patologia sofferta, si sia in tal modo ingenerata nel -OMISSIS- la convinzione che si trattasse di una momentanea infiammazione del muscolo (anziché delle ernie di 4 e 9 mm. successivamente riscontrate), in relazione alla quale non sussistevano i presupposti per chiedere il riconoscimento della causa di servizio.

6.3 Peraltro, la stessa Commissione Medica Ospedaliera, con verbale impugnato con motivi aggiunti, ha riconosciuto che la lesione subita si è manifestata definitivamente nell’anno 2010 (cfr. pag. 3 verbale Modello BL/G – n. 449/E.I. del 31 luglio 2014, che ha espressamente riportato quale “data di stabilizzazione” della patologia sofferta dal ricorrente il 10 dicembre 2010, momento in cui, svolti ulteriori accertamenti sanitari, è emersa la presenza di “Due ernie muscolari del tibiale anteriore alla gamba sinistra”).

6.4 Né in senso contrario può valere quanto evidenziato dall’organo consultivo ovvero che i tre giudizi diagnostici (1. Ernia muscolare tibiale anteriore in fase algica; 2. Minima lassità focale guaina muscolare del tibiale anteriore sinistro attualmente non esimente e 3. Due ernie muscolari del tibiale anteriore alla gamba sinistra) fanno riferimento ad un unico quadro morboso consistente in una erniazione muscolare attraverso loti minoris resistentiae della guaina del tibiale anteriore sinistro e che pertanto la data di conoscenza dell’infermità decorre dal primo accertamento sanitario.

Deve infatti ex adverso evidenziarsi, come rimarcato dal ricorrente, che la sequenza evolutiva del quadro clinico della patologia muscolare sofferta è stata sicuramente alterata dall’erronea valutazione diagnostica operata dal Centro Ospedaliero Militare di Taranto in data 19 gennaio 2009, che, in assenza delle necessarie ulteriori indagini e di un idoneo riscontro strumentale di ecotomografia muscolo scheletrica, ha minimizzato la patologia in atto (ernia muscolare), riconoscendo al militare una “minima lassità focale guaina muscolare del tibiale anteriore sn. attualmente non esimente”, giudicandolo idoneo al servizio e non consentendogli di avere consapevolezza dell’effettiva gravità e permanenza dell’infermità connessa al servizio svolto.

7. Alla luce delle superiori considerazioni il ricorso va accolto, posto che solo a far data dal 12 agosto 2010 può ritenersi che il ricorrente abbia acquisito la piena conoscibilità della patologia subita, nonché della gravità e permanenza della stessa e della dipendenza di essa da causa di servizio.

8. La peculiarità in fatto della vicenda giustifica la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari, Sez. I, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla gli atti impugnati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Angelo Scafuri, Presidente

Desirèe Zonno, Consigliere

Maria Grazia D’Alterio, Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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