Concorsi scuole dell’infanzia: diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 è titolo idoneo per partecipare.

Il soggetto che ha conseguito il diploma magistrale prima del 2001/2002 può partecipare ai concorsi per docenti di scuola per l’infanzia.

Il Tar Calabria, sez. Catanzaro, con la sentenza n. 146/2018 ha ribadito l’orientamento già fatto proprio dal Consiglio di Stato per cui il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 è titolo idoneo alla partecipazione ai concorsi per docenti di scuole materne e elementari.


 

Pubblicato il 17/01/2018

N. 00146/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00994/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 994 del 2017, proposto da:
Monica Salituro, rappresentata e difesa dall’avvocato Raffaele Massimo Greco, con domicilio per legge presso la segreteria del T.A.R. Calabria via A. De Gasperi n.76/B in Catanzaro;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distr.le Catanzaro, domiciliata in Catanzaro, via G.Da Fiore, 34;

nei confronti di

Pasquale Gallo e altri controinteressati in atti, non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

– del provvedimento emesso dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria Direzione Generale Ufficio I Settore III, prot. n. MIUR.AOODRCAL.REGISTRO UFFICIALE (U).00106012.14-07-2017 del 14.07.2017, comunicato, per mezzo mail ordinaria, alla ricorrente il 14.07.2017, con il quale, la sig.ra Salituro Monica, è stata esclusa dalla procedura concorsuale per la scuola per l’infanzia;

– del decreto di approvazione e della graduatoria generale di merito del concorso a posti a cattedre, provvedimento emesso ai sensi del Decreto del Direttore Generale per il personale scolastico n. 105 del 23 febbraio 2016 pubblicato in G.U. n. 16 del 26 febbraio 2016 – IV serie speciale concorsi ed esami, con pubblicazione nell’albo e sul sito web della Direzione Generale il 17.07.2017 con protocollo di riferimento MIUR.AOODRCAL.REGISTRO UFFICIALE (U).0010657.17-07-2017, oltre che sulla rete ITRANET e sul sito INTERNET del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Naturalmente deve intendersi impugnato ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale ai succitati provvedimenti, ancorché non conosciuto dalla ricorrente;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e di Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 gennaio 2018 la dott.ssa Giuseppina Alessandra Sidoti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. La ricorrente ha partecipato al concorso per la scuola dell’infanzia per posti in organico nella Regione Calabria, di cui al decreto ministeriale 23 gennaio 2016 n. 105, ma, dopo avere superato la prova scritta e quella orale, è stata esclusa dalle selezioni, in asserita applicazione dell’art. 3 del bando, non essendo il diploma di Tecnico dei servizi sociali titolo di accesso idoneo a partecipare alla procedura concorsuale.

Ha impugnato, quindi, il decreto di esclusione (del 14 luglio 2017), il decreto di approvazione della graduatoria generale di merito del concorso ed ogni atto connesso, presupposto e conseguenziale.

Ha fatto presente di avere conseguito il diploma quinquennale Progetto Egeria Tecnico dei servizi sociali nell’anno scolastico 1997/98 presso la Scuola magistrale “M.T. De Vincenti” di Rende, titolo valido per l’insegnamento nelle scuole d’infanzia secondo le previsioni del bando essendo stato conseguito entro l’a.s. 2001/2002; che, comunque, tra i titoli valutabili la stessa ha indicato nella domanda la Laurea in Scienze della Formazione Primaria indirizzo scuola dell’Infanzia conseguita presso l’Università della Calabria, titolo abilitante all’insegnamento nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia ai sensi dell’art.6 della legge n.169 del 2008.

2. Si è costituita, con memoria di stile, l’amministrazione intimata.

3. Con ordinanza collegiale n.1586 del 2017, il Collegio ha disposto l’integrazione del contraddittorio e incombenti istruttori a carico dell’amministrazione resistente.

4. La ricorrente ha prodotto certificazione di avvenuta pubblicazione ai fini dell’integrazione del contraddittorio, mentre l’amministrazione non ha prodotto alcunchè.

5. Alla pubblica udienza del 10 gennaio 2018 il ricorso è stato posto in decisione.

6. Il ricorso è fondato.

Ed invero, in un caso analogo, deciso con sentenza n. 1482/2017, il Consiglio di Stato ha annullato, dal testo del decreto ministeriale 23 gennaio 2016 n. 105, la norma espressa, che precludeva la partecipazione al medesimo concorso, ai docenti in possesso del titolo magistrale sperimentale linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/2002, facendo leva sul disposto dell’art. 2 del D.I. 10 marzo 1997.

Così si è infatti espresso il giudice d’appello:

«– non è contestato tra le parti il possesso, in capo agli appellanti, del titolo magistrale sperimentale linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/2002, sul quale a suo tempo intervenne il D.I. 10 marzo 1997 stabilendo, all’art. 2, che «… i titoli di studio conseguiti al termine dei corsi… sperimentali di scuola magistrale… comunque conseguiti entro l’a.s. 2001-2002, conservano in via permanente l’attuale valore legale e consentono di partecipare… ai concorsi ordinari per titoli e per esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare, secondo quanto previsto dagli articoli 399 e seguenti del… decreto legislativo n. 297 del 1994…»;

– il concorso per cui è causa, il cui bando ha stabilito una clausola di sbarramento per detto titolo, è stato bandito ai sensi dell’art. 1, c. 114 della l. 107/2015 con le modalità di cui all’art. 400 del Dlg 297/1994 (nel testo a sua volta novellato dal c. 113 del medesimo art. 1), secondo il nuovo principio generale sancito dal precedente c. 109, lett. a) (concorso pubblico nazionale su base regionale, per titoli ed esami, ai sensi del citato art. 400);

– a tal concorso s’applica espressamente, tra le altre norme, l’art. 1, c. 110 (cui ha fatto riferimento la sentenza impugnata), in virtù del quale «… a decorrere dal concorso pubblico di cui al comma 114, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono accedere alle procedure concorsuali per titoli ed esami… esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento…»;

– l’estrema latitudine dell’espressione «… candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento», se preclude d’ora in poi la partecipazione per qualunque candidato sprovvisto del titolo abilitativo per la classe di concorso cui intende partecipare, non consente interpretazioni abrogative implicite di fonti normative, qual è appunto il citato D.I.;

– per vero quest’ultimo, che si riferisce a tutti i concorsi da espletare ai sensi dell’art. 399 e ss. del Dlgs. 297/1994, riguarda pure quello per cui è causa, in quanto regolato dal successivo art. 400 e pone, quindi e nella misura in cui conserva in via permanente (in realtà, ad esaurimento, una volta entrato in funzione, con il DPR 31 marzo 1996 n. 471, il corso di laurea in scienze dell’educazione) la validità abilitante del titolo magistrale sperimentale, una regola d’ammissione valida pure per detto concorso;

– si tratta, quindi, d’una regola inderogabile, perché non in è aperta contraddizione con il vigente sistema dei concorsi nazionali ed in sé razionale, poiché mira a tutelare l’affidamento di coloro che ottennero il predetto titolo sperimentale confidando nella equipollenza anche abilitante ex art. 197, c. 1 del Dlg 297/1994 tra il proprio ed il titolo c.d. ordinario;

– l’impugnata clausola parte quindi da un’interpretazione spuria della realtà curriculare inerente ai corsi di studi magistrali, tant’è che nessuna preclusione è stabilita nei riguardi dei diplomati con il titolo ordinario, i quali possono accedere al concorso de quo pur senza aver sostenuto a loro volta le materie caratterizzanti, invece opposte agli odierni appellanti, con un effetto al contempo illogico e in sé evidentemente discriminatorio».

Tanto premesso, nel concorso in esame, non esiste alcuna clausola espressa che precluda l’accesso al concorso in esame a coloro che sono in possesso del diploma magistrale ad indirizzo “tecnico dei servizi sociali” conseguito entro l’a.s. 2001-2002, a differenza di quanto concerne il titolo di diploma di sperimentazione ad indirizzo linguistico.

Anzi, lo stesso bando, all’art. 3, comma 2, prevede che «è, altresì, ammesso a partecipare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto interministeriale 10 marzo 1997: b) per i posti comuni della scuola dell’infanzia, il candidato in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale, ovvero dei corsi quadriennale o quinquennale sperimentale dell’istituto magistrale dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998 aventi valore abilitante. Sono, pertanto, esclusi i candidati in possesso del titolo di diploma di sperimentazione ad indirizzo linguistico di cui alla Circolare Ministeriale 11 febbraio 1991, n. 27, in quanto il piano di studio non prevede le materie caratterizzanti necessarie ai fini del riconoscimento del valore abilitante del titolo, ovvero sia le Scienze dell’Educazione, la Pedagogia, la Psicologia generale, la Psicologia sociale e Metodologia ed esercitazioni didattiche comprensive di tirocinio».

Risulta, inoltre che il diploma di tecnico dei servizi sociali costituisce titolo per l’inserimento nelle graduatorie per le supplenze per l’insegnamento di “Metodologie operative” negli Istituti di II grado (cfr. T.A.R. Puglia, Lecce, sez. II, n.1184/2009)

Infine, l’Amministrazione, costituendosi con memoria formale e rimanendo silente alla richiesta istruttoria collegiale, non ha offerto la benché minima giustificazione in ordine al proprio operato, anche con riferimento al dichiarato possesso della Laurea in Scienze della Formazione Primaria indirizzo scuola dell’Infanzia conseguita presso l’Università della Calabria

7. Il ricorso si palesa, dunque, fondato, salvi i successivi provvedimenti dell’amministrazione, mentre le spese del processo meritano di essere compensate, alla luce della particolarità della questione trattata.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati nei limiti dell’interesse della parte ricorrente.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Nicola Durante, Presidente

Emiliano Raganella, Primo Referendario

Giuseppina Alessandra Sidoti, Referendario, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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