Appalti: illegittima esclusione per risoluzione anticipata di altro contratto pubblico contestata giudizialmente.

La causa di esclusione da una gara di cui all’art. 80 comma 5 lett. c) del d.lgs n. 50/2016 non contempla il caso di risoluzione anticipata da un contratto pubblico con altra Amministrazione per la quale è ancora in corso un accertamento giudiziale.

Il Tar Lazio, sez. di Latina, con la sent. 24/2018 ha statuito che che l’art. 80 comma 5 lett. c) del d.lgs n. 50/2016, richiamato dall’Amministrazione per motivare il provvedimento impugnato, prevede che “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni (…) c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio (…)”.

Rilevato nel caso in esame che il recesso dal contratto era oggetto di separato giudizio ancora pendente nanti altro Tar, il Collegio ha dichiarato illegittima l’esclusione dalla gara e ne ha disposto l’annullamento.


Pubblicato il 25/01/2018

N. 00024/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00869/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

sezione staccata di Latina (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 869 del 2017, proposto da:
Novares S.p.A. – Nuova Rete Nuovi Sistemi, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Gennaro Terracciano e Vincenzo Barrasso, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alfredo Zaza D’Aulisio in Gaeta, via Salita Casa Tosti 2;

contro

Comune di Alatri, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Antonio Caputo, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Fabio Raponi in Latina, corso Giacomo Matteotti n. 208;
Centrale Unica di Committenza degli Ernici, in persona del legale rappresentante p. t., non costituito;
Comune di Boville Ernica, in persona del Sindaco p. t., non costituito in giudizio;

nei confronti di

Tre Esse Italia S.r.l., in persona del legale rappresentante p. t., non costituito in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensiva:

– della Determinazione del RUP del 14.11.2017, comunicata in pari data, recante elenco ammessi/esclusi;

– della nota prot. 43170 del 14.11.2017, recante comunicazione dell’esclusione dalla gara;

– del verbale n. 1 della seduta del 9.11.2017, allegato alla comunicazione del 14.11.2017;

nonché, per la condanna del Comune di Alatri al risarcimento del danno;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Alatri;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018 il dott. Roberto Maria Bucchi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Visto, il ricorso notificato a mezzo servizio postale il 15 dicembre 2017 e depositato il successivo giorno 18, con cui la Novares S.p.a. in proprio e in qualità di mandante del raggruppamento temporaneo di imprese con Concessioni e Consulenze s.r.l., premesso di avere presentato offerta per la gara indetta dal Comune di Alatri per l’affidamento in concessione del servizio di servizio di gestione delle entrate comunali dall’1.1.2018 al 31.12.2022, ha impugnato il provvedimento descritto in epigrafe col quale la Stazione Appaltante ha disposto l’esclusione della ricorrente in ragione della omessa dichiarazione della esistenza della delibera consiliare n. 47 del 31.7.2017 del Comune di Fasano recante “cessazione della concessione per la gestione dei tributi comunali in capo a Centro Tri.Com S.p.a. e Novares S.p.a. per grave inadempimento della medesima società”, ritenendo che “la carente indicazione della citata risoluzione – giusta precipua prescrizione di cui all’art. 80 comma 5 lett. c) del D.lgs n. 50/16, in combinato con il successivo comma 7 e con le Linee Guida Anac n. 6, rimodellate con la Delibera Anac n. 1008 dell’11.10.2017” – fosse obbligatoria in sede di presentazione della domanda di partecipazione alla gara al fine di consentire alla nuova stazione appaltante di svolgere le necessarie verifiche sull’affidabilità della concorrente;

Visto, l’atto di costituzione del Comune di Alatri depositato il 9 gennaio 2018;

Considerato, che alla camera di consiglio dell’11 gennaio 2018 il ricorso è apparso manifestamente fondato e suscettibile di definizione con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 del c.p.a.;

Rilevato, in particolare, che l’art. 80 comma 5 lett. c) del d.lgs n. 50/2016, richiamato dall’Amministrazione per motivare il provvedimento impugnato, prevede che “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni (…) c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio (…)”;

Rilevato, quindi, per espressa previsione normativa, che la fattispecie di esclusione contestata dall’Amministrazione è applicabile solo nel caso in cui la risoluzione anticipata di un precedente contratto di appalto o di concessione per significative carenze nell’esecuzione non sia stata contestata in giudizio;

Considerato, che nel caso che ci occupa la ricorrente ha contestato in giudizio mediante ricorso giurisdizionale al Tar Puglia (r.g. 990/2017) la delibera consiliare di Fasano n. 47 del 31.7.2017;

Ritenuto, pertanto, che coglie nel segno il primo motivo di impugnazione con cui la ricorrente deduce la violazione del citato art. 80 comma 5 lett. c) posto che l’onere dichiarativo a cui la stessa era tenuta in base alla lex specialis di gara era circoscritto ai soli provvedimenti di risoluzione “non contestati in giudizio o confermati all’esito del giudizio;

Ritenuto, in conclusione, che il ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento degli atti impugnati;

Ritenuto, altresì, che la domanda di risarcimento deve essere respinta siccome genericamente formulata;

Ritenuto, infine, che le spese devono seguire la soccombenza;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima), definitivamente pronunciando definitivamente pronunciando sul ricorso r.g. 869/17 in epigrafe lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.

Rigetta la domanda di risarcimento.

Condanna il Comune di Alatri alle spese e competenze del giudizio, che liquida in complessivi € 2.500 (duemilacinquecento), oltre spese forfettarie, Iva e Cpa.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Vinciguerra, Presidente

Antonio Massimo Marra, Consigliere

Roberto Maria Bucchi, Consigliere, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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