L’ordinanza di rimozione rifiuti deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

È illegittima l’ordinanza di rimozione di rifiuti non preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Il Tar Campania,  sez. Napoli, con la sent. 1219/2018 ha affermato che l’ordinanza di sgombero di un’area dai rifiuti deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento per permettere la partecipazione al destinatario del provvedimento finale.


Pubblicato il 23/02/2018

N. 01219/2018 REG.PROV.COLL.

N. 04966/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 4966 del 2017, proposto da:
Ente Autonomo Volturno S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Pasquale Allocca, con domicilio eletto in Napoli presso la sede dell’ente, al corso Garibaldi, 387;

contro

Comune di San Vitaliano, non costituito in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia

dell’ordinanza n. 7 del 12.10.2017, con cui il Sindaco del Comune di San Vitaliano ha ordinato all’EAV di provvedere ad horas alla rimozione dei rifiuti depositati nell’area della Stazione ferroviaria della Circumvesuviana di proprietà dell’ente.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018 il dott. Pierluigi Russo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Premesso che oggetto del presente giudizio è l’ordinanza del 12 giugno 2017, con cui il Comune di San Vitaliano ha ordinato all’Ente Autonomo Volturno S.r.l. di rimuovere i rifiuti depositati sull’area di proprietà, ivi indicata;

Ritenuto che sussistono i presupposti stabiliti dall’art. 60 del cod. proc. amm. per la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, palesandosi la manifesta fondatezza del gravame;

Rilevato che l’ordinanza impugnata, conformemente al contenuto ed al fine cui è diretta, è stata espressamente adottata nell’esercizio della potestà disciplinata dall’art. 192 del D. Lgs. n. 152 del 2006, che quale rimedio tipico in materia di rimozione dei rifiuti è da reputarsi comunque prevalente rispetto ad altri strumenti straordinari di cui dispone il Sindaco ai sensi del T.U.E.L.;

Ritenuto che merita accoglimento il motivo con cui la parte ricorrente ha lamentato che il gravato provvedimento non è stato preceduto dal necessario contraddittorio, in violazione, oltre che dell’art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, dello specifico disposto dell’art. 192, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il quale stabilisce: “Fatta salva l’applicazione della sanzioni di cui agli articoli 255 e 256, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”;

Richiamato sul punto il consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. in termini, ex plurimis, Consiglio di Stato, sez. V, 25 agosto 2008, n. 4061; sez. II, parere 21 giugno 2013, n. 2916; sez. V, 22 febbraio 2016, n. 705; T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 16 settembre 2016, n. 4336) – le cui argomentazioni sono condivise dal Collegio e vanno ribadite anche nel caso in trattazione – secondo il quale, in materia, il legislatore delegato ha inteso rafforzare e promuovere le esigenze di un’effettiva partecipazione allo specifico procedimento dei potenziali destinatari del provvedimento conclusivo; “di conseguenza, la preventiva, formale comunicazione dell’avvio del procedimento costituisce un adempimento indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un contraddittorio procedimentale con gli interessati” (Consiglio di Stato, sez. IV, 1 aprile 2016, n. 1301), non potendosi, peraltro, applicare il temperamento che l’art. 21 octies della legge n. 241 del 1990 apporta alla regola generale dell’art. 7 della stessa legge;

Rilevato che, nel caso di specie, non risulta che l’avviso di avvio del procedimento sia stato comunicato alla società ricorrente, che ha visto pertanto leso il proprio diritto alla partecipazione procedimentale, anche al fine di poter dimostrare l’assenza del requisito soggettivo del dolo o della colpa;

Reputato che il carattere assorbente del vizio dispensa il Collegio dall’esame dei restanti motivi, tenuto anche conto di quanto disposto dall’art. 34, comma 2, c.p.a. circa il divieto per il giudice di pronunciare in merito al successivo riesercizio del potere;

Ritenuto, in conclusione, di accogliere il ricorso, con l’annullamento dell’atto impugnato;

Ritenuto, in ragione di quanto sopra e della natura del vizio censurato, di poter compensare eccezionalmente le spese di giudizio, fatto salvo il contributo unificato, che per legge va posto a carico dell’amministrazione comunale soccombente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’impugnata ordinanza sindacale.

Spese compensate.

Il contributo unificato per legge va posto a carico dell’amministrazione comunale soccombente.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio dell’11 gennaio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Santino Scudeller, Presidente

Pierluigi Russo, Consigliere, Estensore

Paolo Marotta, Consigliere

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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