Il militare ha diritto al congedo per dottorato di ricerca.

Il Ministero non può negare il congedo straordinario a un militare che intende conseguire un dottorato di ricerca.

Il Tar Sardegna, sent. 22/2018, ha riconosciuto il diritto del militare a ottenere il congedo straordinario per motivi di studio per il conseguimento del dottorato di ricerca. Per l’effetto, il Tar ha annullato il provvedimento di diniego.


Pubblicato il 15/01/2018

N. 00022/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00927/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 927 del 2017, proposto da:
Antonio Ancora, rappresentato e difeso dagli avvocati Alberto Linguiti e Flavia Caruso, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Martino Caruso in Cagliari, via Maddalena 15;

contro

Ministero della Difesa, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Cagliari, via Dante 23/25;

per l’annullamento

– del provvedimento prot. n. M_D GMIL 549315 del 5.10.2017 del Ministero della Difesa, Direzione Generale per il Personale Militare (PERSOMIL) a firma del Capo Reparto, Dirigente dott.ssa C.L. Rametta, notificato l’11.10.2017 ed avente ad oggetto “Capitano del ruolo normale del Corpo di Commissariato dell’Esercito in spe Antonio ANCORA, nato il 23 luglio 1983 – istanza di collocamento in congedo straordinario per motivi di studio. Provvedimento definitivo di rigetto”, con il quale si rigetta l’istanza di collocamento in congedo straordinario del ricorrente (All. A);

– per quanto occorrente, del preavviso di rigetto prot. M_D GMIL 464175 del 22.8.2017 della Direzione Generale per il Personale Militare, II Rep., IV Div.ne, a firma del Capo della 2^ sez. notificato il 31.8.2017 (All. B);

– degli atti non noti, presupposti, connessi e conseguenti al diniego tra cui, il “Coordinamento di SME – Dipe dell’8 agosto 2017” con cui il Dipartimento Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell’Esercito (DIPE) ha reso parere negativo sull’istanza, ignoto e mai comunicato al ricorrente.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 dicembre 2017 il dott. Giorgio Manca e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

1. – Con il ricorso in esame, il Cap. Antonio Ancora – in servizio presso il Comando Brigata Sassari – chiede l’annullamento del provvedimento del 5 ottobre 2017, meglio descritto in epigrafe, con il quale il Ministero della Difesa (direzione generale per il personale militare) ha respinto la domanda di collocamento in congedo straordinario senza assegni, per motivi di studio, al fine di poter frequentare il corso di dottorato di ricerca presso l’Università del Lussemburgo. Il diniego viene motivato dall’amministrazione con riferimento al parere negativo espresso dallo Stato Maggiore dell’Esercito (Dipartimento Impiego del Personale) secondo cui «il dottorato di ricerca in questione non risulta funzionale al soddisfacimento di alcun interesse per la forza armata ed il settore di studio dello stesso non appare strettamente connesso agli attuali/futuri compiti che l’Ufficiale dovrà svolgere nell’ambito della amministrazione difesa; – il parere favorevole espresso dalla linea gerarchica dell’Ufficiale non tiene conto delle esigenze complessive di Ufficiali del Corpo di commissariato in ambito forza armata/interforze, nella considerazione che l’impiego del personale in parola è “accentrato” ovvero di esclusiva competenza dì questo Dipartimento».

2. – Avverso il predetto provvedimento, il ricorrente deduce diverse censure di diritto.

3. – Si è costituito in giudizio il Ministero della Difesa, chiedendo che il ricorso sia respinto.

4. – Alla camera di consiglio del 19 dicembre 2017, fissata per la trattazione della domanda cautelare, previo avviso alle parti costituite e presenti della possibile definizione del merito con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 del codice del processo amministrativo, la causa è stata trattenuta in decisione.

5. – Il ricorso è fondato nella parte in cui deduce il difetto di motivazione, con la conseguente violazione dell’art. 3 della legge n. 241 del 1990, nonché la violazione della disciplina sulla concessione del congedo per la frequenza di un dottorato di ricerca (art. 2 della legge n. 476/1984 e articoli 911 e 1506 del d.lgs. n. 66 del 2010).

6. – Sotto il primo profilo, deve essere rilevata la assoluta genericità della motivazione sopra riferita, dalla quale non è in alcun modo evincibile quali siano le concrete esigenze funzionali «in ambito forza armata/interforze» che precluderebbero l’accoglimento della domanda di congedo.

7. – Sotto il secondo profilo, deve rilevarsi, invece, l’illegittimità della motivazione nella parte in cui argomenta nel senso che «il dottorato di ricerca in questione non risulta funzionale al soddisfacimento di alcun interesse per la forza armata ed il settore di studio dello stesso non appare strettamente connesso agli attuali/futuri compiti che l’Ufficiale dovrà svolgere nell’ambito della amministrazione difesa». La disciplina sopra richiamata, con varie formule, riserva all’amministrazione di appartenenza la valutazione delle esigenze ostative alla concessione del congedo straordinario. Esigenze che, tuttavia, non possono che avere a oggetto i profili organizzativi e funzionali dell’amministrazione presso la quale il dipendente pubblico è inserito, dovendosi ragionevolmente escludere che la predetta valutazione si estenda fino a sindacare la pertinenza del corso di studi rispetto alle funzioni svolte dal dipendente. E ciò soprattutto quando, come nel caso di specie, il congedo straordinario non comporta costi finanziari a carico dell’amministrazione, poiché – in questi casi – il congedo comporta esclusivamente un profilo di ordine organizzativo legato alla conservazione del posto di lavoro. Pertanto, ciò che occorre valutare sono esclusivamente le esigenze di natura organizzativa.

8. – Il ricorso, pertanto, deve essere accolto, con assorbimento (ai sensi dell’art. 74, comma 1, secondo periodo, del cod. proc. amm.) delle ulteriori censure dedotte da parte ricorrente.

9. – La disciplina delle spese giudiziali segue la regola della soccombenza, nei termini di cui al dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento prot. n. M_D GMIL 549315 del 5.10.2017, del Ministero della Difesa, Direzione Generale per il Personale Militare.

Condanna il Ministero della Difesa al pagamento delle spese giudiziali in favore del ricorrente, che liquida in euro 2.500,00 (duemilacinquecento), oltre IVA, cpa e 15% spese generali, nonché rifusione del contributo unificato versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 19 dicembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Francesco Scano, Presidente

Tito Aru, Consigliere

Giorgio Manca, Consigliere, Estensore

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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