Intrattenimento musicale senza sovrapprezzo: non occorrono autorizzazioni al locale.

Non occorrono autorizzazioni di cui agli artt. 68 e 69 del R.D. 773/1931 per intrattenimenti musicali che non comportano lucro aggiuntivo.

Il Tar Basilicata, sent. 759/2017, ha affermato che le autorizzazioni di pubblica sicurezza di cui agli artt. 68 e 69 R.D. n. 773/1931 non si applicano agli intrattenimenti musicali, che si svolgono all’interno di luoghi pubblici o aperti o esposti al pubblico, di tipo occasionale e/o che non comportano alcun lucro aggiuntivo, ma soltanto a quelli con il carattere dell’imprenditorialità, quando nel locale vengono installati gli impianti, che si trovano nelle discoteche, oppure quando viene chiesto agli avventori il pagamento di un biglietto di ingresso o viene aumentato il prezzo delle consumazioni.


Pubblicato il 07/12/2017

N. 00759/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00008/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8 del 2017, proposto dalla F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c., in persona del legale rappresentante p.t., e dal sig. Franco Gentilesca, in proprio e nella qualità di socio della predetta F.G.S. Service S.n.c., rappresentati e difesi dall’avv. Luca Lorenzo, con domicilio eletto in Potenza Via San Remo n. 28;

contro

Comune di Ruoti, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Rocco Brienza, con domicilio eletto in Potenza Via San Remo n. 67;

per l’annullamento:

-dell’Ordinanza n. 1 del 3.1.2017 (notificata nella stessa giornata del 3.1.2017), con la quale il Sindaco di Ruoti ha disposto la chiusura del locale “White Cafè”, gestito dalla F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c., per 15 giorni, precisamente dal 5 al 20.1.2017;

-del presupposto verbale di accertata violazione dell’art. 69 R.D. n. 773/1931 del 2.1.2017;

nonché per la condanna

del Comune di Ruoti al risarcimento dei danni, derivanti dalla predetta Ordinanza Sindacale n. 1 del 3.1.2017, quantificati in € 25.100,00 oltre il cumulo di interessi legali e rivalutazione monetaria, di cui: € 21.500,00 per il mancato incasso di € 1.500,00 per ognuno dei 15 giorni in cui il suddetto locale “White Cafè” è rimasto chiuso; € 3.600,00 per le derrate alimentari deperibili andate perse;

 

Visti il ricorso ed i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ruoti;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 novembre 2017 il Cons. Pasquale Mastrantuono e uditi gli avv.ti Luca Lorenzo e Rocco Brienza;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Con verbale del 2.1.2017 due dipendenti della Polizia Municipale del Comune di Ruoti attestavano che un altro Agente della stessa Polizia Municipale con relazione di servizio aveva accertato che in data 27.12.2016 alle ore 2,00 ed in data 31.12.2016 alle ore 1,15 presso il locale “White Cafè”, sito nella Contrada Costa del Canneto e gestito dalla F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c., era stata effettuata attività di intrattenimento musicale senza la prescritta autorizzazione di cui all’art. 69 R.D. n. 773/1931, specificando che non era stato possibile contestare immediatamente tale violazione “per ragioni di ordine e di sicurezza pubblica, a seguito di gravi episodi di oltraggio” nei confronti di un altro Vigile, che aveva eseguito presso lo stesso locale un precedente controllo.

Con Ordinanza n. 1 del 3.1.2017 (notificata nella stessa giornata del 3.1.2017) il Sindaco di Ruoti, dopo aver richiamato il predetto verbale della Polizia Municipale del 2.1.2017, allegato a tale Ordinanza, ed evidenziato che tale violazione era stata reiterata dalla F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c., ha disposto, ai sensi dell’art. 140 R.D. n. 635/1940, la chiusura del suddetto locale per 15 giorni, precisamente dal 5 al 20.1.2017, “al fine di tutelare la collettività contro i pericoli e le turbative che minacciano l’ordine e la sicurezza pubblica”, in quanto doveva ritenersi che per tali intrattenimenti musicali risultava necessario il previo rilascio dell’autorizzazione ex art. 69 R.D. n. 773/1931, tenuto conto della loro “ampia diffusione pubblicitaria sul social network Facebook”.

La F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c. ed anche il suo socio sig. Franco Gentilesca con il presente ricorso, notificato il 4.1.2017 e depositato il 12.1.2017, hanno impugnato la predetta Ordinanza Sindacale n. 1 del 3.1.2017, unitamente all’antecedente verbale di accertamento del 2.1.2017, deducendo:

1) l’illegittimità del presupposto verbale di accertamento del 2.1.2017, in quanto la violazione accertata non era stata contestata immediatamente, come prescritto dall’art. 14, comma 1, L. n. 689/1981;

2) la violazione dell’art. 69 R.D. n. 773/1931, nonché l’eccesso di potere per difetto di istruttoria ed erronea percezione dei presupposti di fatto e di diritto, in quanto l’autorizzazione ex art. 69 R.D. n. 773/1931 non deve essere richiesta per gli spettacoli ed i trattenimenti organizzati da pubblici esercizi allo scopo di attirare la clientela, senza aumentare il prezzo della consumazione e modificare i locali, come nella specie quelli di Karaoke, organizzati dalla società ricorrente nelle serate del 26 e del 30.12.2016, tenuto pure conto della circostanza che l’art. 13 del D.L. n. 5/2012 conv. nella L. n. 35/2012 ha abrogato l’art. 124, comma 2, R.D. n. 635/1940.

Si è costituito in giudizio il Comune di Ruoti, il quale, in via preliminare, ha eccepito il difetto di giurisdizione e la carenza di legittimazione da parte del sig. Franco Gentilesca, ed, in via subordinata, ha sostenuto l’infondatezza sia della domanda impugnatoria, sia della domanda risarcitoria, la quale doveva comunque essere ridotta della metà, in quanto la società ricorrente avrebbe potuto chiedere ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm. una misura cautelare monocratica.

All’Udienza Pubblica del 22.11.2017 il ricorso è passato in decisione.

In via preliminare, va affermata la giurisdizione del Tribunale adito, in quanto il provvedimento di chiusura di un locale commerciale assume la configurazione di una sanzione di tipo ripristinatorio o restitutorio o interdittivo, destinata a realizzare il medesimo interesse pubblico al cui soddisfacimento è preordinata la funzione amministrativa assistita dalla sanzione irrogata, con la quale l’Amministrazione esercita un potere autoritativo, nei cui confronti la posizione giuridica del soggetto destinatario assume la configurazione di interesse legittimo, tutelato, ai sensi dell’art. 103, comma 1, della Costituzione, in via esclusiva innanzi al Giudice Amministrativo (per l’analoga fattispecie della sanzione della sospensione dell’attività imprenditoriale ex art. 14 D.Lg.vo n. 81/2008 cfr. TAR Basilicata Sent. n. 69 del 15.2.2012).

Ciò anche perché con la sanzione, oggetto della controversia in esame, di cui all’art. 140 R.D. n. 635/1940, viene esercitato un potere discrezionale nella determinazione del periodo di durata della sanzione, in quanto tale norma prevede che la chiusura di un locale può essere disposta da un minimo di 3 giorni ad un massimo di tre mesi.

Sono, invece, devolute alla competenza del Giudice Ordinario le controversie in materia di sanzioni amministrative di carattere punitivo e/o afflittivo, volte a garantire soltanto il rispetto della norma violata posta a tutela dell’interesse pubblico, come quelle consistenti nel pagamento di una somma di denaro (disciplinate dalla L. n. 689/1981, la quale non regolamenta invece le sanzioni interdittive), nei cui confronti la posizione giuridica del privato ha natura di diritto soggettivo.

Sempre in via preliminare, in accoglimento dell’apposita eccezione sollevata dal Comune resistente, va dichiarata la carenza di legittimazione attiva del socio sig. Franco Gentilesca, in quanto, poiché l’oggetto della controversia in esame attiene al provvedimento di chiusura per 15 giorni del suddetto locale commerciale, gestito dalla F.G.S. Service S.n.c., l’azione impugnatoria e la connessa domanda risarcitoria devono essere proposte dalla predetta persona giuridica.

Nel merito, il ricorso è fondato.

Infatti, come condivisibilmente statuito dalla Giurisprudenza citata dalla società ricorrente (cfr. Sentenze TAR Lecce Sez. I n. 3171 del 5.11.2015 e TAR Toscana Sez. II n. 1705 del 7.6.2010), le autorizzazioni di pubblica sicurezza di cui agli artt. 68 e 69 R.D. n. 773/1931 non si applicano agli intrattenimenti musicali, che si svolgono all’interno di luoghi pubblici o aperti o esposti al pubblico, di tipo occasionale e/o che non comportano alcun lucro aggiuntivo, ma soltanto a quelli con il carattere dell’imprenditorialità, quando nel locale vengono installati gli impianti, che si trovano nelle discoteche, oppure quando viene chiesto agli avventori il pagamento di un biglietto di ingresso o viene aumentato il prezzo delle consumazioni.

Nella specie, dall’impugnata Ordinanza Sindacale n. 1 del 3.1.2017 e dal presupposto verbale della Polizia Municipale del 2.1.2017 risulta solo che in data 27.12.2016 alle ore 2,00 ed in data 31.12.2016 alle ore 1,15 presso il locale “White Cafè” si erano svolte delle serate Karaoke, pubblicizzate su Facebook, per le quali era stato anche assolto l’obbligo della denuncia SIAE per un numero massimo di 60 persone e per la fascia oraria dalle 21,00 all’1,00.

All’accoglimento della domanda impugnatoria consegue la fondatezza della domanda risarcitoria, che va pertanto accolta, ai sensi dell’art. 34, comma 4, cod. proc. amm. Ne consegue che l’Amministrazione resistente, e segnatamente il Segretario Comunale, dovrà formulare un’offerta di risarcimento del danno, che, partendo dalla somma degli incassi giornalieri di tutto l’anno 2016, indicati nei registri corrispettivi, detragga da essa tutti i costi sostenuti nel medesimo anno dal “White Cafè”, comprese le imposte ed altri oneri tributari e/o previdenziali, pervenendo così alla determinazione dell’utile annuo. L’offerta sarà commisurata ad 1/24 dell’utile annuo, pari ai 15 giorni di chiusura del locale.

A tal fine la società ricorrente dovrà presentare al Comune, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione della presente decisione, un dettaglio analitico e documentalmente giustificato di tutti i predetti costi sostenuti nell’anno 2016.

Trattandosi di un debito di valore, alla somma, determinata nel modo sopra indicato, dovranno essere aggiunti la rivalutazione monetaria e gli interessi legali, con decorrenza dal 21.1.2017.

L’importo risarcitorio così determinato dovrà essere liquidato dal Comune di Ruoti entro 120 giorni dalla comunicazione della presente Sentenza.

Mentre, ai sensi dell’art. 1227, comma 2, C.C., non può essere riconosciuta alcuna somma per le derrate alimentari deperibili andate perse, in quanto la società ricorrente avrebbe potuto evitare il loro deterioramento.

Non può invece accogliersi la richiesta del Comune resistente, di riduzione della condanna risarcitoria, in quanto la società ricorrente prima della trattazione collegiale della domanda cautelare avrebbe potuto chiedere ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm. una misura cautelare monocratica, attesoché l’impugnata Ordinanza n. 1 del 3.1.2017, notificata nella stessa giornata del 3.1.2017, ingiungeva la chiusura dell’attività commerciale per 15 giorni con decorrenza dal 5.1.2017, non consentendo alla società ricorrente l’esercizio del suo diritto costituzionale di difesa ex art. 24 Cost., tenuto conto della circostanza che entro 24 ore la ricorrente avrebbe dovuto rivolgersi ad un avvocato, il quale avrebbe poi dovuto redigere immediatamente la suddetta istanza ex art. 56 cod. proc. amm., mentre il Comune avrebbe dovuto prudentemente posticipare la decorrenza della predetta sanzione, tenendo conto del termine decadenziale di impugnazione di 60 giorni ex art. 29 cod. proc. amm..

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, previa declaratoria del difetto di legittimazione attiva del ricorrente Franco Gentilesca, accoglie il ricorso in epigrafe nei sensi indicati in motivazione.

Condanna il Comune di Ruoti al pagamento in favore della ricorrente F.G.S. Service di Gentilesca Sabatina S.n.c. delle spese di giudizio, che vengono liquidate, ai sensi del D.M. n. 55 del 10.3.2014, in complessivi 5.000,00 €, oltre IVA, CPA e spese relative al Contributo Unificato nella misura versata.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Potenza nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Giuseppe Caruso, Presidente

Pasquale Mastrantuono, Consigliere, Estensore

Benedetto Nappi, Referendario

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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