Concorsi: in caso di elaborati simili ma non identici la Commissione deve motivare adeguatamente l’esclusione dei candidati.

La Commissione valutatrice deve motivare in maniera precisa sull’esclusione di due elaborati simili, ma non identici.

Il Tar Puglia, sez. Bari, con la sentenza n. 1204/2017 ha affermato che alla Commissione esaminatrice di un concorso, in presenza sia di elementi che depongono a favore della sovrapponibilità dei due elaborati (quali l’omologo percorso argomentativo, ed il pressocchè identico incipit), sia di elementi che depongono in senso contrario (quali la non perfetta identicità degli elaborati; la presenza di elementi di dettaglio peculiari e differenti e l’utilizzo di una terminologia e di costrutti lessicali diversi) deve richiedersi una maggiore specificazione motivazionale. In difetto, l’esclusione è illegittima.ù


Pubblicato il 23/11/2017

N. 01204/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00759/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 759 del 2017, proposto da:
Maria Silvana Elena Spadone, rappresentata e difesa dall’avvocato Luigi Volpe, con domicilio eletto presso il suo studio in Bari, corso Vittorio Emanuele II, n.52;

contro

Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale Puglia, Commissione Nominata con Atto del Direttore dell’Agenzia N.99362 del 23.06.2016, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, presso i cui uffici, siti in Bari, via Melo, n.97, sono domiciliati ex lege;

nei confronti di

Nicoletta Teofilo, Giuseppe Barbuto non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

1) della nota della Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale Puglia – Settore Gestione Risorse in data 05.04.2017, prot. 16763 notificata in data 12.04.2017, recante esclusione della ricorrente dalla procedura per il passaggio dalla seconda alla terza area funzionale;

2) di ogni altro atto o provvedimento, anche non noto, comunque connesso, preordinato o conseguente;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate e di Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Puglia – Commissione Nominata con Atto del Direttore della Agenzia N.99362 del 23.06.2016;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 la dott.ssa Desirèe Zonno e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Con l’atto introduttivo del presente giudizio, la ricorrente, dipendente dell’Amministrazione finanziaria, ha impugnato, chiedendone l’annullamento, la nota prot. n. 16763 del 5.4.2017 dell’Agenzia per le Entrate – Direzione Regionale Puglia – Settore Gestione Risorse, di esclusione dalla procedura per il passaggio dalla seconda alla terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo funzionario – Processi di missione – Uffici periferici; nonché ogni altro atto o provvedimento, anche non noto, comunque connesso, preordinato o conseguente.

Tale esclusione è stata disposta dalla nuova Commissione valutatrice (avente diversa composizione, nominata con atto del Direttore dell’Agenzia n. 99362 del 23.6.2013 in esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato da n.997/2016 a n. 1011/2016), per “la sostanziale conformità, nel quesito a risposta articolata (n.6), tra il suo elaborato (quello della ricorrente, n.d.e), contraddistinto dal n.106 e l’elaborato contraddistinto dal n.70 (verbale n.15 del 12 ottobre 2016)”, da cui la Commissione ha dedotto la copiatura della prova scritta.

In estrema sintesi, la ricorrente lamenta, con plurimi motivi di ricorso, la violazione dell’art. 13 D.P.R. n. 487/1994 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi) e l’eccesso di potere sotto fari profili, in particolare per difetto di motivazione, contestando la conclusione cui è giunta la Commissione.

Sostiene che, la omologia dei due elaborati sia giustificata dalla particolare natura della prova, in quanto quesito proposto ai candidati, stante l’elevato grado tecnico, li avrebbe vincolati nell’impianto espositivo e nella terminologia (tecnico- giuridica) da adottare.

All’udienza camerale dell’8.11.2017 è stata prospettata la definizione del giudizio con sentenza resa in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 cpa, alla quale le parti non si sono opposte.

Il ricorso è stato, pertanto, trattenuto in decisione.

Esso è fondato sotto il profilo del difetto di motivazione.

Giova premettere che i due elaborati non sono identici, come emerge chiaramente dal confronto delle due copie (depositate anche in forma dattiloscritta per agevolarne la lettura) prodotte in giudizio dalla difesa di parte ricorrente.

Essi, infatti, pur seguendo un percorso argomentativo omologo, recano elementi di dettaglio peculiari e differenti ed adottano di frequente terminologia e costrutti lessicali diversi.

Tanto premesso in punto di fatto, va osservato che la circostanza che i due candidati abbiano seguito lo stesso impianto espositivo, adottando in alcuni passaggi medesimi costrutti lessicali è giustificabile, esclusa l’identità tra gli elaborati, non solo dalla possibilità che gli stessi abbiano reciprocamente copiato, ma anche dalla natura tecnica del quesito (n.6) scelto e dalle specifiche richieste con esso rivolte ai candidati (“indicare il procedimento e i limiti posti dalla legge per poter esperire validamente la conciliazione giudiziale in udienza e fuori udienza, precisandone anche gli effetti sul giudizio e l’aspetto sanzionatorio attualmente applicabile. Precisare anche le modalità di pagamento, indicando se ed in quale caso sia eventualmente previsto il rilascio di una garanzia da parte del contribuente”).

Pertanto, alla Commissione esaminatrice, in ragione della presenza sia di elementi che depongono a favore della sovrapponibilità dei due elaborati (quali l’omologo percorso argomentativo, ed il pressocchè identico incipit), sia di elementi che depongono in senso contrario (quali la non perfetta identicità degli elaborati; la presenza di elementi di dettaglio peculiari e differenti e l’utilizzo di una terminologia e di costrutti lessicali diversi) deve richiedersi una maggiore specificazione motivazionale.

Per quanto sin qui esposto, il ricorso deve essere accolto.

Le spese di lite, attesa la natura della controversia ed il rapporto d’impiego intercorrente tra le parti, vengono integralmente compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla, nei sensi di cui in motivazione, il provvedimento di esclusione in epigrafe indicato.

Spese integralmente compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Angelo Scafuri, Presidente

Desirèe Zonno, Consigliere, Estensore

Maria Grazia D’Alterio, Referendario

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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