Militari: è dovuta l’indennità di missione se è stata percepita anche quella corrisposta dall’U.E.

I militari in missione all’estero hanno diritto all’indennità di missione di cui al R.D. 941/1926 senza la detrazione delle somme corrisposte direttamente dall’U.E.

Il Tar Lazio, sez. Roma, con la sentenza n. 12155/2017 ha affermato che i militari impiegati in operazioni all’estero hanno diritto all’indennità di missione di cui alla normativa nazionale senza la detrazione delle somme percepite dall’U.E. per la medesima missione, trattandosi di importi aventi natura e finalità differenti.


Pubblicato il 07/12/2017

N. 12155/2017 REG.PROV.COLL.

N. 01592/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1592 del 2016, proposto da:
Alessandro Pelosi, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Carta, Giorgio Carta, Giuseppe Piscitelli, con domicilio eletto presso lo studio Studio Legale Carta in Roma, viale Parioli, 55;

contro

Ministero della Difesa, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’accertamento

del diritto alla corresponsione dell’indennità di missione di cui al regio decreto n. 941 del 03.06.1926 senza la detrazione di una somma corrispondente all’indennità corrisposta dalla U.E. illegittimamente recuperata

per la condanna

alla corresponsione delle somme illegittimamente detratte;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 29 novembre 2017 il dott. Ugo De Carlo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente, militare dell’Arma dei Carabinieri, ha partecipato, in diversi periodi di tempo, alla missione internazionale di Polizia civile dell’Unione Europea denominata European Police Mission in Afghanistan (EUPOL ) nella sede di Kabul in Afghanistan.

Allo stesso nel periodo di servizio svolto è stata elargita l’indennità di missione giornaliera di cui al R.D. 941/1926 dalla quale è stata tuttavia detratta la somma corrispondente alla Daily Allowance (Per Diem) corrisposta al personale militare internazionale direttamente dall’Unione Europea.

Per l’accertamento del diritto a percepire la somma indebitamente detratta e per la condanna dell’Amministrazione al relativo pagamento ha proposto ricorso, prospettando l’illegittimità della ritenuta che non era stata operata al personale italiano delle altre forze di polizia operanti nella stessa missione.

Innanzitutto ha sottolineato la diversa funzione delle indennità in esame; l’indennità di missione di cui al R.D. 941/1926 ha la funzione di sostituire lo straordinario e di compensare i rischi e i disagi connessi all’impiego, mentre quella corrisposta dell’Unione Europea –allowance per diem – viene erogata per coprire le spese di alloggio, i pasti, gli spostamenti, il vestiario e il costo delle comunicazioni private.

Il Ministero della Difesa si è costituito in giudizio per chiedere il rigetto del ricorso.

Il ricorrente, appartenente all’Arma dei Carabinieri e partecipante in vari periodi alla missione europea di polizia internazionale in Afghanistan, denominata EUPOL, chiedono il riconoscimento del diritto a percepire l’intera indennità di missione, non decurtata di una somma pari agli emolumenti allowance loro versati giornalmente direttamente dall’Unione Europea.

Il Ministero della Difesa ha invece evidenziato la legittimità del suo operato sostenendo la sostanziale identità dell’indennità di missione di cui al R.D. 941/1926 (di natura omnicomprensiva) con quella erogata dall’Unione Europea, cd. daily allowance.

La norma di riferimento per valutare la fondatezza o meno della pretesa del ricorrente è il R.D. 941/1926 (ora abrogato dall’art. 2268 del d.lgs. 66/2010) denominato “Indennità al personale dell’amministrazione dello Stato incaricato di missione all’estero”, come interpretato in via autentica dall’art. 39, vicies semel, comma 39, del D.L. 273/2005.

In particolare, l’art. 1, commi 1 e 3, l R.D. 941/1926 dispongono che: “Al personale civile e militare dello Stato, destinati in missione all’estero, sono corrisposte le seguenti indennità giornaliere …”

Ai componenti le delegazioni italiane presso commissioni, enti o comitati internazionali, che si rechino all’estero per partecipare alle relative riunioni, spetta sulle indennità ai termini del precedente art. 1 e per un periodo non superiore ai 30 giorni, l’aumento del 30 per cento. Eguale aumento e per lo stesso periodo di tempo spetta al personale di tutte le amministrazioni, sia civili che militari, che si rechino all’estero in commissione, per rappresentanza del governo, oppure anche isolatamente per partecipare a commissioni di carattere internazionale”.

La norma interpretativa, inoltre, prevede che: ““L’articolo 1 del regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, gli articoli 1, primo comma, lettera b), e 3 della legge 8 luglio 1961, n. 642, e l’articolo 4, c.1.. lett. a) della legge 27 dicembre 1973, n. 838, si interpretano nel senso che i trattamenti economici ivi previsti hanno natura accessoria e sono erogati per compensare disagi e rischi collegati all’impiego, obblighi di reperibilità e disponibilità ad orari disagevoli, nonché in sostituzione dei compensi per il lavoro straordinario”.

Infine, con l’art. 4 del D.L. n.8/2008, è previsto che “Con decorrenza dalla data di entrata nel territorio, nelle acque territoriali e nello spazio aereo dei Paesi interessati e fino alla data di uscita dagli stessi per il rientro nel territorio nazionale, al personale che partecipa alle missioni internazionali di cui al presente decreto è corrisposta al netto delle ritenute per tutta la durata del periodo, in aggiunta allo stipendio o alla paga e agli altri assegni a carattere fisso e continuativo, l’indennità di missione di cui al regio decreto 3 giugno 1926 n. 941, nelle misure di seguito indicate, detraendo eventuali indennità e contributi corrisposti allo stesso titolo agli interessati direttamente dagli organismi internazionali”.

L’esame della normativa appena indicata dimostra che l’indennità corrisposta dall’Unione Europea ha una finalità diversa da quella erogata in ossequio al R.D. 941/1926 che non riguarda le spese vive di mantenimento durante la missione estera per il vitto e l’alloggio.

La diversità delle funzione delle due identità comporta l’illegittimità della riduzione di quella erogata ex R.D. 941/1926 che il D.L. 8/2208 rende possibile solamente se vi sia un medesimo titolo legittimante l’erogazione.

Il ricorso va dunque accolto e per l’effetto va disposto che l’Amministrazione si ridetermini, riconoscendo il diritto del ricorrente alla corresponsione dell’indennità di missione per il periodo di servizio effettivamente prestato nell’ambito della missione EULEX senza decurtazione delle somme percepite a titolo di daily allowance dall’Unione Europea, indennità poi maggiorata degli interessi legali dalla maturazione fino al soddisfo.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Bis, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto condanna il Ministero della Difesa a corrispondere le somme illegittimamente detratte.

Condanna il Ministero della Difesa a rifondere le spese di giudizio che liquida in € 2.000 oltre accessori ed alla restituzione del contributo unificato ove versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 29 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Concetta Anastasi, Presidente

Ugo De Carlo, Consigliere, Estensore

Paola Patatini, Referendario

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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