Un singolo incidente non è sufficiente a legittimare la revisione patente.

Il singolo sinistro stradale non può essere una motivazione sufficiente per il provvedimento di revisione della patente di guida.

Il Tar Marche, sent. n. 771/2017, ha ribadito l’orientamento per cui la Motorizzazione non può disporre la revisione della patente per un singolo incidente. Il Tar conferma quanto già affermato nella sentenza già analizzata qui.


Pubblicato il 12/10/2017

N. 00771/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00626/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 626 del 2016, proposto da:
S. S. , rappresentata e difesa dall’avvocato Gianni Baldoni, con domicilio eletto presso lo studio Avv. Gianni Baldoni in Ancona, viale della Vittoria, 49;

contro

Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e della Navigazione, Dir. Gen. Territoriale Nord Est Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Marche, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Ancona, piazza Cavour, 29;
Motorizzazione Civile di Ancona;

per l’annullamento

– del provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale Territoriale dell’Ufficio della Motorizzazione Civile di Ancona n. 163282 del 29 giugno 2016 ad oggetto revisione della patente di guida;

– degli atti connessi del procedimento.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e della Navigazione, Dir. Gen. Territoriale Nord Est Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Marche;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 ottobre 2017 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. L’odierno giudizio ha per oggetto il provvedimento dell’Ufficio della Motorizzazione Civile di Ancona n. 163282 del 29.2.2012, che disponeva la revisione della patente di guida, posseduta dalla ricorrente, mediante nuovo esame di idoneità tecnica e psico-fisica.

Detto provvedimento è sostenuto dalla seguente motivazione:

Vista la comunicazione n. 0001592 POL.STRAD.FABRIANO in data 02/09/2015, dalla quale risulta che la S.V. il giorno 24.6.2015 alla guida di auto, su strada curva peric. a sx causa vel. non commisur.cond.visib. perdeva contr.veic.urtava grosso albero e finiva campo sott. – posit. a cannab.

Considerato che il suddetto comportamento di guida fa sorgere dubbi sulla persistenza nella S.V. dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida.

Visto l’art. 128 del D.L.Vo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni (codice della strada)”.

A sua volta, nella citata comunicazione n. 163282 del 29.2.2012 si legge (per quanto di interesse in questa sede):

S. S. , verso le ore 23.30 del 24/6/2015, alla guida dell’autovettura….. con a bordo M. G. , percorreva la S.P. 25 con direzione di marcia Osimo-Ancona. Giunta in prossimità del km 2+700 dove la strada presenta una curva pericolosa a sinistra, a causa della velocità non commisurata alle caratteristiche della strada sottoposta al limite di velocità di kmh. 50 e all’ora notturna, perdeva il controllo del veicolo fuoriuscendo verso destra dalla sede stradale e dopo aver urtato un grosso albero con la fiancata sinistra, finiva la sua corsa in un campo sottostante. Sul posto intervenivano i V.d.F. di Osimo e il 118. Gli occupanti venivano trasportati al Pronto Soccorso di Torrette. La pattuglia chiedeva accertamenti tossicologici che nel caso della conducente S. S. davano esito positivo con un valore di 114 ng/ml di -OMISSIS-nelle urine.

Lesioni: S. S. gg. 6 s.c. M. G. gg. 30 s.c.”.

Al riguardo vengono dedotte articolate censure di violazione dell’art. 128 del Codice della Strada, nonché di eccesso di potere per carenza di motivazione, difetto di istruttoria, illogicità e travisamento dei fatti, insussistenza dei presupposti. In particolare viene dedotto che il Giudice di Pace di Ancona, con sentenza n. 157/2016, annullava la sanzione amministrativa per pretesa violazione dell’art. 141 commi 3 e 8 del Codice della Strada, non essendo stato provato il relativo presupposto (velocità non moderata in prossimità di curve e in ore notturne), poiché veniva invece dimostrato, dalla parte ricorrente, che la perdita di controllo del veicolo era stata causata da un terzo automobilista che procedeva con fari abbaglianti accesi. Viene inoltre dedotta carenza probatoria riguardo alla ritenuta positività ai -OMISSIS-, non potendo considerarsi credibile il solo test delle urine non comprovato anche dall’esame del sangue (quest’ultimo non effettuato).

Si è costituito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per contestare, nel merito, le deduzioni di parte ricorrente chiedendo il rigetto del ricorso.

2. Il ricorso è parzialmente fondato e va accolto come recentemente disposto da questo Tribunale in analoghe occasioni (cfr. TAR Marche, 25.9.2017 n. 736; 29.11.2016 n. 670; 6.3.2014 n. 294; 25.2.2014 n. 277; 11.7.2013 n. 566).

2.1 Come posto in luce dalla giurisprudenza amministrativa, la sfera di discrezionalità di cui dispone l’autorità preposta, in ordine all’adozione del provvedimento di revisione in oggetto, non la esime dall’obbligo di esternare, con riguardo alle singole fattispecie, le ragioni che hanno ingenerato i dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica e/o tecnica alla guida, in relazione ai fatti accertati (cfr. TAR Calabria, Catanzaro, Sez. I, 25.8.2012 n. 878; TAR Toscana, Sez. II, 6.10.2011 n. 1456; TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 20.9.2011 n. 2238).

Di conseguenza non è possibile ritenere che qualunque sinistro (o tipologia di sinistro) giustifichi, “ex se”, la sussistenza di un ragionevole dubbio sulla persistenza dei necessari requisiti di idoneità, ove tale conclusione non sia sorretta da un’idonea motivazione fondata su elementi oggettivi e definitivamente accertati che caratterizzano (distinguendola) la singola fattispecie (cfr. Tar Calabria, Reggio Calabria, 1.9.2016, n. 917; TAR Toscana, Sez. II, 3.2.2015 n. 208; TAR Calabria, Catanzaro, Sez. II 29.10.2013 n. 988; TAR Puglia Lecce, Sez. I, 9.9.2013 n. 1848; TAR Toscana, Sez. II, 2.3.2011, n. 392; TAR Emilia-Romagna, Bologna, Sez. I, 28.3.2011, n. 284).

Applicando detti principi al caso in esame, si deve rilevare che il provvedimento impugnato si limita a richiamare la segnalazione della Polizia Stradale, ma non offre alcuna particolare motivazione che ponga in luce idonei elementi per dubitare, verosimilmente, che il ricorrente abbia perso i requisiti di idoneità tecnica alla guida accertati al momento di rilascio della patente.

Al contrario emerge l’applicazione di un sostanziale automatismo tra il coinvolgimento nel sinistro e l’insorgenza del dubbio che giustificherebbe l’applicazione dell’art. 128 del Codice della Strada.

Anche facendo riferimento alla citata segnalazione (utilizzabile quale motivazione per relationem), permane la riscontrata lacuna motivazionale, atteso che, in tale sede, non è stata svolta alcuna considerazione tecnica di merito riguardo all’effettiva idoneità alla guida di veicoli, prospettandosi genericamente la sussistenza di un dubbio rimesso poi alle valutazioni dell’autorità competente.

Del resto è utile ricordare che, in sede di contestazione della sanzione amministrativa, l’autorità giudiziaria accertava che il sinistro veniva causato da un terzo automobilista di cui invece nulla compare negli atti impugnati

Quanto sopra concerne, tuttavia, solo la disposta revisione tecnica della patente mediante nuovo esame teorico e pratico.

2.2 Il ricorso è invece infondato per quanto concerne la disposta verifica dei requisiti psicofisici.

In questo caso gli accertamenti effettuati sulle urine, per quanto forse non del tutto risolutivi riguardo alla prova inequivocabile dell’avvenuta assunzione di -OMISSIS-, costituiscono comunque un indizio che legittima l’insorgenza di dubbi sulla persistenza, nel titolare, dei requisiti fisici e psichici per la conduzione di autoveicoli.

3. Le spese di giudizio possono essere compensate stante la parziale fondatezza del ricorso su capo autonomo che determina reciproca soccombenza.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, accoglie parzialmente il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato nei limiti di cui in motivazione.

Spese compensate.

La presente sentenza sarà eseguita dall’Autorità amministrativa ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 22, comma 8, del D.Lgs. n. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Gianluca Morri, Consigliere, Estensore

Tommaso Capitanio, Consigliere

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

1 commento su “Un singolo incidente non è sufficiente a legittimare la revisione patente.”

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