Contributi ricostruzione terremoto: l’amministrazione deve rispondere entro 180 giorni.

È illegittimo il silenzio serbato dall’Amministrazione sulla richiesta di contributi per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma abruzzese del 2009, dovendosi pronunciare entro 180 giorni.

Il Tar Abruzzo, sez. L’Aquila, sent. n. 554/2017, ha affermato che l’Ufficio speciale per la ricostruzione deve provvedere entro 180 giorni sulla richiesta di contributi pubblici riconosciuti alle zone colpite dal terremoto del 2009.


Pubblicato il 09/12/2017

N. 00554/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00106/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 106 del 2016, proposto da:
Consorzio Aragno 4, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Pierluigi Pezzopane, Marilena De Ciantis, con domicilio eletto presso lo studio Pierluigi Pezzopane in L’Aquila, via Vado di Sole, 12;

contro

Usra, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale, domiciliata in L’Aquila, Complesso Monumentale S. Domenico;
Comune di L’Aquila non costituito in giudizio;

per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dall’usra sulla richiesta di concessione di contributo per la riparazione degli edifici compresi nell’aggregato edilizio n. 4915259;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’ Usra;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 dicembre 2017 la dott.ssa Paola Anna Gemma Di Cesare e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1.- Con istanza del 12 giugno 2013 il Consorzio Aragno, per mezzo del suo legale rappresentante Angelo Barone, inoltrava all’Ufficio speciale per la ricostruzione domanda di concessione del contributo per la riparazione dell’aggregato edilizio danneggiato dal sisma del 2009.

Con nota 30 settembre 2013 l’Usra comunicava di aver “preso in carica” la pratica e di aver rilevato “alcune incongruenze”, invitando così il Presidente del Consorzio a recarsi in Ufficio per il completamento della pratica.

In data 19 novembre 2015 il ricorrente depositava istanza di riavvio del procedimento.

Con nota 22 dicembre 2015 l’USRA, comunicava al ricorrente che la pratica non era stata ancora assegnata ad una squadra di istruttori in quanto l’aggregato è localizzato nella frazione di Aragno, non inserita nel cronoprogramma degli interventi secondo le priorità definite dal Comune dell’Aquila e comunicava altresì che “la pratica risulta incompleta della documentazione richiesta per l’ammissione a contributo”, così come già comunicato in data 30 settembre 2013.

2.- Con ricorso ritualmente notificato il 9 febbraio 2016 il Consorzio Aragno chiede accertarsi l’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’ Ufficio speciale per la ricostruzione (Usra) sulla richiesta di concessione di contributo per la riparazione degli edifici compresi nell’aggregato edilizio n. 4915259.

3.- L’ Ufficio speciale per la ricostruzione, costituitosi in giudizio per resistere al ricorso, ne chiede il rigetto, affermando che la pratica non poteva essere istruita sia perché l’istanza era priva del CD rom contenente il file excel della scheda parametrica parte prima sia perché l’aggregato è localizzato nella frazione di Aragno, non inserita nel cronoprogramma degli interventi.

4.- Nelle more del giudizio, con nota 22 settembre 2017 l’USRA comunicava al Presidente del Consorzio Angelo Barone e agli ingegneri incaricati che “la documentazione, presentata secondo la nuova procedura del metodo parametrico risulta mancante del file della scheda parametrica in formato excel, che, per la specifica procedura costituisce elemento essenziale per l’avvio dell’istruttoria e dell’istanza” e precisava pertanto che “ad oggi l’istanza di contributo risulta ancora nella sua formulazione originaria e quindi, in quanto tale manchevole di elementi documentali essenziali all’istruttoria della stessa”. Con la stessa nota del 22 settembre 2017 l’USRA diffidava il Presidente del Consorzio, per il tramite dei tecnici incaricati, a presentare la documentazione mancante entro e non oltre il termine di 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, avvertendo che, in caso di inottemperanza, la pratica sarebbe stata archiviata.

5.- Con ordinanza 446/2017 il Tar ordinava incombenti istruttori per accertare se l’Usra avesse ricevuto la documentazione richiesta con la nota del 22 settembre 2017 e, in caso contrario, per “conoscere i provvedimenti assunti dall’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila”.

6.- L’Usra depositava in giudizio il documento del 29 settembre 2017, n.11490, con il quale il Consorzio trasmetteva il CD rom in formato excel della scheda parametrica parte prima.

Alla camera di consiglio del 22 Novembre 2017 il Consorzio ricorrente, con l’autorizzazione del Collegio, che lo riteneva rilevante ai fini del decidere, depositava in giudizio il verbale di presentazione all’Usra del progetto parte prima.

Era quindi fissata una nuova camera di consiglio per consentire all’Usra di presentare le proprie controdeduzioni ed eventuali documenti.

7.- Alla camera di consiglio del 6 dicembre 2017 il ricorso è stato riservato per la decisione.

8.- Il ricorso ha ad oggetto l’accertamento del silenzio inadempimento serbato dall’USRA sull’istanza del Consorzio di riconoscimento del contributo per i danni subiti dall’aggregato edilizio per effetto del sisma del 2009.

Il ricorrente deduce la violazione degli articoli 2 e 3 della legge 241 del 1990, la violazione dell’OPCM 3790/09, per violazione del termine di sessanta giorni per la conclusione del procedimento, avendo l’Amministrazione, con atti di natura soprassessoria, eluso l’obbligo di concludere il procedimento.

9.- Il ricorso è fondato.

L’istanza di riconoscimento del contributo, originariamente depositata il 12 giugno 2013, era seguita dal deposito, in data 19 novembre 2015 dell’istanza di riavvio del procedimento.

Il riavvio del procedimento in data 19 novembre 2015 fa ricadere il procedimento nel nuovo regime disciplinato dal comma 8 septies dell’art. 4 del d.l. 12 settembre 2014, n. 133, aggiunto dalla legge di conversione 11 novembre 2014 n. 164, il quale statuisce che: “Il termine di conclusione dell’istruttoria per il riconoscimento dei contributi alla ricostruzione degli immobili privati danneggiati dal sisma decorre dalla data in cui l’ufficio, in ragione dei criteri di priorità definiti e resi pubblici, prende in carico la pratica comunicando all’istante l’avvio del procedimento. Tale termine non puo’ comunque superare centottanta giorni”.

Orbene, l’Amministrazione aveva l’obbligo di concludere il procedimento entro il termine di centottanta giorni dalla data di acquisizione al protocollo dell’istanza di riavvio del procedimento per l’erogazione del contributo.

Né può imputarsi al ricorrente il ritardo nella conclusione del procedimento, avendo il Consorzio dimostrato in giudizio, attraverso il deposito del verbale di presentazione del progetto parte prima sottoscritto dall’operatore Luca Becatti dell’USRA- non disconosciuto dall’Amministrazione- che la domanda era completa sin dall’originario deposito, della “scheda parametrica in formato excel” e del “CD con tutti i documenti”.

Neppure è idonea ad esimere l’Amministrazione dall’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso (art. 2 legge 241/1990) l’insorgenza di nuovi atti di natura organizzatoria, normativa e provvedimentale, come dedotto dall’USRA. In particolare, quanto alla necessità del rispetto del cronoprogramma degli interventi stabilito dal Comune dell’Aquila, si tratta di atti organizzativi, con valenza al più interna, ma giammai idonei a modificare i termini di legge per la formazione del silenzio inadempimento.

In conclusione, non avendo l’Amministrazione entro il termine di centottanta giorni provveduto a concludere il procedimento con provvedimento espresso e motivato conclusivo dell’iter concessorio del richiesto contributo, il ricorso merita accoglimento, con conseguente declaratoria di illegittimità del silenzio serbato in relazione all’istanza del Consorzio ed accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di provvedere sull’istanza medesima con effettiva definizione del procedimento nei termini di cui in dispositivo, con avvertenza che, in caso di mancata ottemperanza, si provvederà alla nomina di un Commissario ad acta, su istanza di parte, in sostituzione dell’Ente inadempiente e con aggravio di spese, rilevante in punto di eventuali responsabilità contabili o civili ad accertarsi;

10.- Le spese di giudizio, regolamentate secondo l’ordinario criterio della soccombenza, sono regolate nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto ordina all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione di provvedere alla definizione dell’istanza in epigrafe individuata nel termine di giorni sessanta dalla comunicazione e/o notifica della presente Sentenza, con avvertenza, che, in caso di ulteriore inadempimento, si procederà alla nomina di un Commissario ad acta, su istanza di parte, con gli effetti di cui in motivazione.

Condanna l’Ufficio Speciale resistente al pagamento delle spese del presente procedimento che si liquidano, in favore del ricorrente, in complessivi Euro 1.000,00 (mille), oltre alla rifusione del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in L’Aquila nella camera di consiglio del giorno 6 dicembre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Amicuzzi, Presidente

Paola Anna Gemma Di Cesare, Consigliere, Estensore

Lucia Gizzi, Primo Referendario

articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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