L’Università deve iscrivere al terzo anno del corso di Fisioterapia il richiedente già diplomato in Massofisioterapia.

L’Ateneo deve valutare come esperienza pregressa anche ai fini accademici il conseguimento del titolo di diploma di massofisioterapista del soggetto che chiede l’iscrizione al corso di laurea in Fisioterapia.

Il Tar Marche, sent. 790/2017, ha affermato che è illegittimo per l’Università rifiutare il riconoscimento del diploma in massofisioterapia, con conseguente conversione in crediti formativi universitari, per l’iscrizione diretta al terzo anno del corso di laurea di Fisioterapia del soggetto richiedente. In particolare, la circostanza che il corso di studi sia a numero chiuso non è sufficiente a motivare il diniego.


Pubblicato il 19/10/2017

N. 00790/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00371/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 371 del 2017, proposto da:
Tibaldi Matteo, rappresentato e difeso dagli avvocati Mario Caliendo e Giovanni Di Caterino, domiciliato – ai sensi dell’articolo 25 cod. proc. amm. – presso la Segreteria del Tribunale amministrativo per le Marche in Ancona, Via della Loggia, 24;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in persona del ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Ancona, piazza Cavour, 29;
Università Politecnica delle Marche, non costituita in giudizio;

per l’annullamento

1) del provvedimento emesso dalla Università Politecnica delle Marche del 20.06.2017, a firma del direttore generale, dottor Giorgio Barchiesi, notificato in pari data, recante il diniego alla domanda con cui il signor Tibaldi ha chiesto la riconversione creditizia del titolo di Massofisioterapista triennale, con l’iscrizione diretta al terzo anno del Corso di Laurea in Fisioterapia;

2) di ogni altro atto e/o provvedimento preordinato, connesso e conseguente se ed in quanto lesivo dei diritti ed interessi del ricorrente;

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2017 la dott.ssa Simona De Mattia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

I. Il ricorrente assume di essere in possesso del diploma triennale di massofisioterapista, conseguito, ai sensi della legge n. 403 del 1971, il 16 marzo 2017 (ovvero successivamente al 1997) presso l’Istituto “E. Fermi” di Perugia. In data 22 maggio 2017, egli ha inoltrato all’Università Politecnica delle Marche una domanda volta ad ottenere la riconversione creditizia del titolo di Massofisioterapista triennale, la valutazione e la conversione dei crediti formativi non universitari – inclusi i crediti relativi agli esami sostenuti per il conseguimento del diploma di Massaggiatore e capo bagnino degli stabilimenti idroterapici e della laurea belga in Osteopatia – nonché l’iscrizione, per l’anno accademico 2017/2018, al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia.

II. Con nota del Direttore Generale comunicata in data 20 giugno 2017, l’Università ha respinto la predetta istanza, adducendo, quali motivi ostativi, il numero programmato di accessi al corso di laurea in Fisioterapia e la mancata programmazione, da parte dell’Ateneo, di posti per l’iscrizione alla laurea triennale a seguito del riconoscimento di attività formative svolte nei corsi di diploma universitario o equipollenti, per il cui accesso sarebbe comunque necessario il superamento di un test preselettivo.

III. Avverso tale ultimo provvedimento il ricorrente ha proposto il presente gravame, per ottenerne l’annullamento.

IV. Si è costituito in giudizio, per resistere al ricorso, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, chiedendone il rigetto.

Alla camera di consiglio del 26 luglio 2017, fissata per la trattazione della domanda cautelare, il Collegio ha dato avviso alle parti circa la possibilità di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., non riscontrando opposizioni di sorta. La causa, quindi, è stata posta in decisione.

V. Il ricorso è affidato ai seguenti motivi:

1) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione, della legge n. 241 del 1990, della legge n. 403 del 1971, dell’art. 4 della legge n. 42 del 1999, dell’art. 6 comma 3 del d.lgs. n. 502 del 1992, della legge n. 43 del 2006, del DM 27 luglio 2000, dell’art. 7, comma 5, del DM 22 ottobre 2004, n. 270; violazione della par condicio, disparità di trattamento, eccesso di potere nella figura dello sviamento.

Il ricorrente sostiene, in sintesi, che il diploma di Massofisioterapista triennale conseguito ai sensi della legge n. 403 del 1971 sarebbe equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia in base all’art. 4 della legge n. 42 del 1999 e all’art. 6, comma 3, del d.lgs. n. 502 del 1992; pertanto, l’Ateneo avrebbe dovuto consentire la conversione creditizia e l’iscrizione al predetto corso di laurea senza richiedere il previo svolgimento della selezione di ingresso, quest’ultima non contemplata dalla vigente normativa al fine di ottenere la riconversione dei crediti formativi non universitari;

2) Violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 3, 21, 41 e 97 della Costituzione e della legge n. 241 del 1990, difetto di comunicazione, carenza dei presupposti, sviamento di potere.

Sotto altro profilo, la sostanziale corrispondenza tra diversi esami universitari previsti nel corso di laurea in Fisioterapia e quelli sostenuti dal signor Tibaldi durante il suo percorso di studi renderebbe ancor più evidente l’illegittimità del provvedimento impugnato, nella misura in cui quest’ultimo àncora il diritto alla riconversione creditizia al superamento del test di ingresso, che ha tutt’altri fini e ratio;

3) Violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 3, 21, 41 e 97 della Costituzione, della legge n. 264 del 1999, del DM 22 ottobre 2004, n. 270 e della legge n. 241 del 1990; difetto di motivazione, carenza dei presupposti, sviamento di potere.

L’Ateneo avrebbe agito in maniera contraddittoria, da un lato negando il rilievo dei titoli in possesso del signor Tibaldi, dall’altro subordinandone la valutazione al positivo esperimento della prova selettiva e prospettando, in tal caso, l’eventuale ammissione diretta al terzo anno del corso. Né potrebbe darsi rilievo, a dire del ricorrente, alla necessità del numero programmato, atteso che egli chiede l’iscrizione al terzo anno e non al primo.

VI. La controversia è analoga ad altra, sottoposta al Tribunale con ricorso n. 698 del 2016 e decisa con sentenza n. 543 del 2017. Invero, entrambe hanno ad oggetto il diniego opposto dall’Ateneo rispetto all’istanza dell’interessato volta ad ottenere la riconversione creditizia del titolo di Massofisioterapista triennale conseguito dopo il 1997, la valutazione e la conversione dei crediti formativi non universitari e l’iscrizione al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia.

VII. La prospettazione del signor Tibaldi, in particolare, muove dall’assunto secondo cui il titolo di Massofisioterapista triennale, conseguito ai sensi della legge n. 403 del 1971, sarebbe equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia.

Sul punto, come peraltro già evidenziato nel precedente di questo Tribunale sopra citato, si registrano in giurisprudenza due orientamenti:

– il primo riconosce l’equipollenza per tutti i titoli di Massofisioterapista triennale conseguiti in istituti accreditati in base alla legge 19 maggio 1971, n. 403, posto che il DM 27 luglio 2000 non farebbe differenza tra i titoli in relazione alla data del loro conseguimento (Cons. Stato, sez. VI, 5 marzo 2015, n. 1105);

– il secondo, allo stato prevalente, la esclude per tutti quei titoli che siano stati conseguiti dopo il 1997. L’articolo 4 della legge n. 42 del 1999, infatti, non potrebbe applicarsi in via estensiva anche ai titoli conseguiti successivamente alla predetta data, atteso che l’intervento legislativo avrebbe inteso equiparare i “vecchi” diplomi regionali alla laurea in Fisioterapia solamente in via transitoria, essendo volto a consentire che i (soli) titoli rilasciati dalle scuole regionali nel previgente sistema siano equipararti a quelli di nuova istituzione (qualificati da un diverso e più impegnativo iter di conseguimento) (Consiglio di Stato, sez. VI, 30 maggio 2011, n. 3218; TAR Campania Napoli, sez. IV, 13 marzo 2017, n. 1449; 9 marzo 2017, n. 1369; TAR Sicilia Catania, sez. I, 27 gennaio 2017, n. 196). Peraltro, l’art. 5, ultimo comma, del DM 3 novembre 1999, n. 509, integralmente sostituito dall’art. 5, comma 7, del DM 22 ottobre 2004, n. 270, ha previsto che “le università possono riconoscere come crediti formativi universitari, secondo criteri predeterminati, le conoscenze e abilità professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l’università abbia concorso”; pertanto, considerato che la mancata soppressione dei corsi regionali di cui alla legge 19 maggio 1971, n. 403, ha determinato la compresenza di due distinti percorsi formativi (corsi regionali e diplomi universitari), non può ritenersi che il diploma di Massofisioterapista sia del tutto inutile o inefficace, esso rilevando, invece, proprio nell’ottica del riconoscimento dei relativi crediti formativi.

VIII. Il Collegio, conformemente al precedente già deciso dal Tribunale, ritiene di aderire a tale secondo orientamento. Infatti, il riconoscimento mediante crediti formativi universitari della carriera pregressa è finalizzato ad abbreviare il percorso di studi e si attua mediante l’apprezzamento – da parte del singolo Ateneo, in relazione all’attinenza con la disciplina di laurea – del curriculum dello studente riguardo a corsi, diplomi, ed attività di settore perfezionati e certificati (art. 7, comma 5, DM 22 ottobre 2004, n. 270). Sarebbe perciò illogico non valutare, ai predetti fini, esperienze che sono state certificate come conformi a quelle richieste dall’Ateneo procedente, solo perché prive di formale equipollenza con il diploma di laurea da conseguire.

L’espressione “conoscenze e abilità professionali certificate” di cui all’art. 7, comma 5, del DM 22 ottobre 2004, n. 270, si riferisce a un curriculum composto da corsi e titoli che, pur privi ancora di utilità professionale ed abilitativa rispetto all’obiettivo universitario da raggiungere, sono comunque in sé utilizzabili per abbreviarne il percorso (cfr. la richiamata sentenza n. 543/2017; T.A.R. Campania, Napoli, sez. IV, sentenza n. 4170/2017).

IX. All’Ateneo, quindi, va rimessa la valutazione, nell’esercizio della discrezionalità che gli è propria, dei crediti conseguiti dai ricorrenti, essendo illegittimo negare ex ante qualsiasi rilievo nei confronti di diplomi espressamente considerati fra quelli chiamati al riconoscimento, solo perché sprovvisti di equipollenza formale, operazione che costituisce antecedente logico di qualunque altro tipo di valutazione (TAR Lombardia, Miliano, sez. III, n. 580/2017; TAR Campania, sez. IV, n. 3801/2016). Né il diniego può essere giustificato dalla necessità di un contingentamento dei posti disponibili e dalla mancata programmazione di posti per l’iscrizione a seguito di riconoscimento di attività formative svolte nei corsi di diploma universitario o equipollenti, atteso che ciò equivale, appunto, a negare ex ante ogni rilievo a tali titoli.

X. Quanto alla necessità di svolgere la prova d’ingresso, ribadita dall’Amministrazione nel provvedimento impugnato, si osserva che “la ratio dei test di ingresso nelle facoltà a numero chiuso di cui alla legge 2 agosto 1999, n. 264 è, in primo luogo, quella di accertare la predisposizione del candidato per le discipline oggetto dei corsi alla cui iscrizione ambisce. Tale preliminare verifica nel caso di specie appare superflua, considerato che il conseguimento del titolo di studio di massofisioterapista (in virtù soprattutto della prevista equipollenza con il diploma universitario triennale) assicura, già in sé, questa predisposizione” (cfr. Consiglio di Stato n. 1105 del 2015). Inoltre, la pretesa di subordinare l’accesso al corso di laurea in Fisioterapia e alla valutazione del diploma di Massofisioterapista da parte dei competenti organi accademici al previo superamento del test d’ingresso alla facoltà, al pari dei neo-diplomati presso Istituti scolastici di istruzione secondaria, si rivela contraddittoria nella misura in cui, da un lato, sembra ammettersi che, superati i test di ingresso, i ricorrenti possano accedere al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia, mentre, dall’altro, si nega ogni tipo di validità al diploma triennale di Massofisioterapista nel caso di mancato superamento del test d’ingresso. In tal modo, infatti, “si finisce … per subordinare la piena operatività dell’equipollenza tra i titoli ad una condizione (il superamento, appunto, dei test di ingresso) che né la legge n. 42 del 1999 né d.m. 27 luglio 2000 prendono in alcun modo in considerazione” (cfr. Consiglio di Stato n. 1105 del 2015).

XI. In conclusione, il ricorso va accolto e, per l’effetto, va disposto l’annullamento del gravato diniego, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Ateneo per la valutazione del percorso formativo del ricorrente.

XII. Tenuto conto dell’obbligo dell’Amministrazione di riprovvedere e delle oscillazioni giurisprudenziali registrate in materia, sussistono i presupposti per disporre la compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi precisati in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2017 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Tommaso Capitanio, Consigliere

Simona De Mattia, Consigliere, Estensore

2/11/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

1 commento su “L’Università deve iscrivere al terzo anno del corso di Fisioterapia il richiedente già diplomato in Massofisioterapia.”

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