Concorso Vigili del Fuoco: l’alluce valgo non comporta valutazione di inidoneità fisica del concorrente.

Il valgismo bilaterale all’alluce non rientra tra le cause ostative all’accesso ai ruoli del personale del Corpo dei V.d.F. ex D.M. Interno 78/2008.

In tema di concorso di ammissione ai ruoli del Vigili del Fuoco, il Consiglio di Stato, con la sentenza 4165/2017, ha affermato che l’alluce valgo bilaterale non è ricompreso tra le patologie e malformazioni che impediscono un giudizio di idoneità fisica al ruolo.


Pubblicato il 01/09/2017

N. 04165/2017REG.PROV.COLL.

N. 00556/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 556 del 2016, proposto dal signor-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Enrico Salone, con domicilio eletto presso lo studio della signora Antonia De Angelis in Roma, via Portuense, n. 104;

contro

Il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. per il Lazio – Sede di Roma, Sez. I bis, n. 8386/2015, resa tra le parti, concernente l’esclusione dalla procedura selettiva per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco, riservata al personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, di cui al decreto del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco 27 maggio 2014, n. 297.

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno;

Vista l’ordinanza cautelare n. 1164/2016, che ha sospeso l’esecutività della sentenza appellata;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 1° dicembre 2016 il Cons. Lydia Ada Orsola Spiezia e udito per la parte appellata l’Avvocato dello Stato Maria Vittoria Lumetti;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. Premesso che con legge n. 125/2013 è stata incrementata di 1.000 unità la dotazione organica del personale con qualifica di vigile del fuoco, autorizzandone l’assunzione mediante scorrimento delle graduatorie ancora vigenti, il Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, nel corso della procedura di scorrimento della graduatoria approvata nel 2008, con decreto 27 maggio 2014, n. 297, ha escluso l’appellante dalla medesima per inidoneità fisica, «in quanto nei suoi confronti la Commissione medica ha espresso il seguente giudizio: alluce valgo bilaterale, maggiormente accentuato a destra, con presenza di iperemia cutanea a livello dell’articolazione tarso – falangea. D.M. 11 marzo 2008, n. 78, art. 1, comma 2, all. B, punto 14».

1.1. Avverso tale diniego, l’interessato ha proposto al TAR Lazio il ricorso R.G. 11068/2014, chiedendone l’annullamento, previa sospensione, per vizi di violazione di legge ed eccesso di potere, dedotti con due articolati motivi.

In particolare il ricorrente ha esposto che il D.M. n. 78/2008, art.1, comma 2, allegato B, non contemplerebbe il valgismo dell’alluce tra le patologie, che comportano l’inidoneità fisica (e, quindi, l’esclusione dal concorso), e che, comunque, nel caso specifico il riscontrato alluce valgo bilaterale sarebbe un mero inestetismo, non incidente sulla funzionalità del piede, come desumibile dal fatto che l’interessato da molti anni presta servizio nel Corpo dei Vigili del Fuoco come volontario presso il Comando Provinciale di Cagliari.

1.2. Incaricata dal TAR Lazio di eseguire una verificazione circa il contestato giudizio di non idoneità fisica del ricorrente al servizio di ruolo, la Commissione medica presso l’Ospedale Militare di Roma, a seguito di una prima visita diretta del 31 ottobre 2014, ha espresso il giudizio di non idoneità dell’interessato per alluce valgo bilaterale, ma, poi, richiesta di un supplemento di perizia dal TAR (per non aver indicato quale disposizione del D.M. n. 78/2008 prevedesse tale patologia come causa di inidoneità fisica all’accesso al ruolo del Corpo dei V.d.F.), in data 3 aprile 2015 la stessa Commissione ha confermato il giudizio di non idoneità fisica, con la ulteriore motivazione che, poiché il riscontrato valgismo bilaterale dell’alluce sarebbe controindicato per l’uso degli scarponi anfibi (in dotazione per l’addestramento e per il servizio), l’aspirante era non idoneo al servizio, in quanto privo del requisito della «sana e robusta costituzione fisica», previsto dall’art. 1 del citato D.M. n. 78/2008.

Nel corso del giudizio di primo grado, il ricorrente, in servizio dal dicembre 2002 come vigile del fuoco ausiliario presso il Comando Provinciale di Cagliari, ha depositato agli atti il verbale della visita medica collegiale, eseguita in data 12 marzo 2015 dalla Commissione medico ospedaliera presso l’Ospedale Militare di Cagliari, che lo ha giudicato idoneo al servizio volontario ausiliario nel Corpo dei V d F, pur avendo riscontrato nell’esame obiettivo «un lieve valgismo di entrambi gli alluci».

1.3. Introitata la causa nella camera di consiglio del 27 maggio 2015, dando avviso alle parti della possibile decisione della controversia nel merito, ai sensi dell’art. 60 del c.p.a., il TAR Lazio ha respinto il ricorso con la sentenza semplificata n. 8386/2015, rilevando che «le disposte verificazioni hanno accertato l’inidoneità del ricorrente, ai sensi del D.M. 11 marzo 2008, n. 78, art. 1, comma 2, allegato B (norma di riferimento), evidenziando che, comunque, la malformazione riscontrata impedirebbe l’uso delle scarpe antinfortunistiche» (compensate le spese di giudizio, comprese «quelle eventuali del soggetto verificatore») .

1.4. Avverso la sentenza sfavorevole del giudice di primo grado, l’interessato ha proposto l’appello in epigrafe, R.G. 55672016, chiedendone l’annullamento, previa sospensione, per violazione del D.M. 78/2008, errore nei presupposti, travisamento dei fatti ed illogicità manifesta, dedotti con unico articolato motivo.

Il Ministero dell’Interno si è costituito in giudizio, chiedendo il rigetto dell’appello.

Con l’ordinanza cautelare n. 1164/2016, questa Sezione ha sospeso l’esecutività della sentenza appellata, ponendo a carico del Ministero dell’Interno le spese della fase cautelare, liquidate in euro 2.000,00.

Alla pubblica udienza del 1° dicembre 2016, udito il difensore presente per l’Amministrazione appellata, la causa è passata in decisione.

2. Con la sentenza semplificata appellata il giudice di primo grado, visto l’esito della verificazione compiuta dalla Commissione Medica presso l’Ospedale Militare di Roma, ha respinto il ricorso proposto dall’interessato, con la motivazione che «le disposte verificazioni hanno accertato l’inidoneità del ricorrente, ai sensi del D.M. 11 marzo 2008, n.78, art.1, comma 2, allegato B (norma di riferimento), evidenziando che comunque la malformazione riscontrata impedirebbe l’uso delle scarpe antinfortunistiche».

2.1. L’appellante censura la sentenza in epigrafe, in primo luogo, per violazione del citato D.M. Interno n. 78/2008 e per errore nei presupposti, deducendo che in realtà tale disposizione regolamentare all’allegato B, punto 14 (concernente le «infermità e le imperfezioni dell’apparato osteoarticolare e muscolare») elenca, come cause ostative all’accesso ai ruoli del personale del Corpo dei V.d.F., una serie di gravi e permanenti infermità, ma non inserisce tra queste il «valgismo bilaterale dell’alluce», mentre, per principio indiscusso, le cause di esclusione sono tipiche e tassative, per cui non è consentito all’Amministrazione dare interpretazioni estensive o analogiche.

2.2. Ritiene la Sezione che tale censura sia fondata e vada accolta.

Infatti, da un lato, effettivamente il citato Regolamento, al punto 14, non prevede tra le cause di inidoneità fisica il «valgismo bilaterale all’alluce», riscontrato dalla Commissione medica dell’Ospedale Militare di Roma, mentre, dall’altro, la tipicità delle cause di inidoneità fisica,elencate nel Regolamento in questione, rende ininfluente il rilievo che «comunque la malformazione riscontrata impedirebbe l’uso delle scarpe infortunistiche».

Peraltro va precisato che, nel corso della prima visita diretta (in data 31 ottobre 2014), la circostanza che il valgismo sarebbe controindicato per l’uso degli scarponi anfibi non viene indicata dalla Commissione medica militare del Celio, ma dal consulente tecnico di parte per l’Amministrazione resistente, intervenuto alle operazioni peritali, mentre tale valutazione viene formulata all’esito della seconda visita medica eseguita sull’interessato (in data 3 aprile 2014) dalla stessa Commissione medica militare, che ha confermato il primo giudizio di non idoneità, ritenendo che, poiché la riscontrata malformazione dei piedi è controindicata all’uso delle scarpe antinfortunistiche ed alla «normale attività addestrativa e lavorativa di vigile del fuoco», viene a mancare il requisito della «sana e robusta costituzione», richiesto dall’art. 1 del citato D.M. n. 78/2008 .

2.3. Pertanto vanno condivise le censure di erroneità dei presupposti e di illogicità manifesta dedotte, sotto questo ulteriore profilo, nei confronti della sentenza impugnata .

Infatti, in punto di diritto, con il provvedimento impugnato il Ministero ha disposto l’esclusione del ricorrente dalla graduatoria del 2008 per inidoneità fisica con riferimento alle infermità ed alle imperfezioni di cui all’Allegato B, punto 14, cioè quelle dell’apparato osteoarticolare e muscolare, ma non per mancanza del requisito della «sana e robusta costituzione fisica», di cui all’art. 1.

In punto di fatto, poi, non risulta dagli atti che la Commissione medica dell’Ospedale Militare di Roma abbia sottoposto l’appellante a specifiche prove di compatibilità del piede con l’uso degli scarponi anfibi.

Ad avviso del Collegio sarebbe stato opportuno effettuare tali prove, visto che l’appellante presta servizio dal dicembre 2002 come vigile del fuoco volontario presso il Comando Provinciale dei V.d.F. di Cagliari (come risulta da attestato di servizio agli atti), mentre, nello stesso periodo in cui si è svolto il supplemento di verificazione all’Ospedale Militare a Roma, la Commissione medica presso il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari, a seguito di visita diretta in data 12 marzo 2015, ha giudicato l’interessato idoneo al servizio di vigile del fioco volontario, attestando (quanto all’esame obiettivo dei piedi) che non si riscontrava «nulla di rilevante all’esame clinico funzionale ad eccezione di un lieve valgismo di entrambi gli alluci».

2.4. Inoltre il giudice di primo grado, non avendo esaminato le specifiche argomentazioni esposte dal ricorrente su tale ultima circostanza, nella motivazione della sentenza impugnata non fa cenno né del favorevole esito di tale accertamento sanitario effettuato dal Dipartimento Militare di Medicina Legale di Cagliari, né del prolungato periodo di servizio nella qualifica di vigile del fuoco volontario, svolto dal ricorrente dal dicembre 2002 e nel corso del quale è stato sottoposto a periodiche visite di verifica delle condizioni di idoneità fisica al servizio.

3. In conclusione l’appello in epigrafe, R.G. 556/2016, va accolto e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, va accolto il ricorso di primo grado R.G. 11068/2014, con il conseguente annullamento del D.M. Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, 27 maggio 2014, n. 297.

Considerate le caratteristiche in punto di fatto della vicenda, sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio, fatte salve quelle già liquidate nella fase cautelare a favore dell’appellante (ai sensi dell’art. 57 del c.p.a.).

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) accoglie l ‘appello in epigrafe (R.G. 556/2016) e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso R.G. 11068/2014, proposto dal ricorrente, con il conseguente annullamento del D.M. Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, 27 maggio 2014, n. 297.

Spese di entrambi i gradi di giudizio compensate tra le parti, fatte salve quelle già liquidate nella fase cautelare a favore dell’appellante.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 1° dicembre 2016, con l’intervento dei magistrati:

Luigi Maruotti, Presidente

Lydia Ada Orsola Spiezia, Consigliere, Estensore

Pierfrancesco Ungari, Consigliere

Stefania Santoleri, Consigliere

Raffaello Sestini, Consigliere

31/10/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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