Esame Avvocato: illegittima esclusione candidato la cui busta col nome non era perfettamente sigillata.

La Commissione d’Esame non può procedere all’esclusione del candidato la cui busta coi dati identificativi presentasse un taglio netto.

Il Tar Calabria, Sez. Catanzaro, con la sent. 1335/2017 ha affermato che il principio dell’anonimato degli elaborati di esame va inteso non in senso astratto e ipotetico, dovendovi essere una effettiva e concreta riconoscibilità dei compiti. Nel caso di specie, il fatto che la busta col nome del candidato presentasse un taglio poteva essere neutralizzato mediante una immediata chiusura piuttosto che con la immediata esclusione del partecipante.


Pubblicato il 22/08/2017

N. 01335/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00855/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 855 del 2017, proposto da:
Valeria Totera, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Pasquale Mosca, Raffaello Misasi, con domicilio eletto presso lo studio Francesca Attinà in Catanzaro, corso Mazzini 4;

contro

Ministero della Giustizia, Commissione e Sottocommisione Esami di Avvocato Corte di Appello Venezia, Commissione Esami Avvocato Corte di Appello Catanzaro, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distr.le Catanzaro, domiciliata in Catanzaro, via G.Da Fiore, 34;

per l’annullamento

– del verbale di adunanza e dei relativi allegati della Sottocommissione per gli esami di Avvocato presso la Corte d’Appello di Venezia, sessione 2016, del 22 marzo 2017 (doc. 1), nella parte in cui dispone l’annullamento delle prove scritte della ricorrente; della graduatoria degli ammessi alla prova orale pubblicata presso la Corte d’Appello di Catanzaro in data 23.6.2017, nella parte in cui non riporta tra gli stessi il nome della ricorrente.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia e di Commissione e Sottocommisione Esami di Avvocato Corte di Appello Venezia e di Commissione Esami Avvocato Corte di Appello Catanzaro;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 agosto 2017 il dott. Nicola Durante e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Premesso che la ricorrente è stata esclusa dagli esami per avvocato, per violazione della regola dell’anonimato, avendo la commissione esaminatrice rilevato “che all’interno della busta contenente il parere di penale, la bustina contenente i dati del candidato risulta aperta con taglio netto, come è tuttora”;

Ritenuto che, nell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense, la regola dell’anonimato degli elaborati scritti non va intesa in senso tassativo ed assoluto, così da comportare l’annullamento della prova ogni qual volta sussista un’astratta possibilità di riconoscimento, essendo per contro necessario che emergano elementi atti a provare in modo in equivoco la volontà del candidato di rendere riconoscibile la propria prova. Pertanto, la mera scollatura della busta in cui sono riportate le generalità del candidato non integra gli estremi della riconoscibilità e, quindi, non determina l’invalidità dell’elaborato (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 6 luglio 2004 n. 5017);

Rilevato che, in una fattispecie simile a quella in esame, trattata nella pronuncia del T.A.R. Puglia, Sede di Bari, n. 3196/2006, è stato accolto il ricorso di un candidato escluso perché il cartoncino con il suo nominativo risultava fuori dalla bustina destinata a renderlo inaccessibile, sul rilievo che “il fatto, che ha dato luogo al ricorso, avrebbe potuto essere agevolmente neutralizzato nei suoi effetti, solo che il Presidente della subcommissione, appena edotto che la busta (o le buste piccole) risultava/no non chiuse, ne avesse immediatamente disposto la chiusura prima ancora che fosse letto il cartoncino in essa/e contenuto e ne avesse contestualmente disposto la trasmissione, unitamente alla busta grande contenente gli elaborati, al Presidente dalla Commissione, perché provvedesse ad assegnare il tutto ad altra subcommissione”;

Ritenuto, pertanto, che il ricorso appare manifestamente fondato, sotto questo assorbente aspetto, fatti salvi i successivi provvedimenti dell’amministrazione;

Ritenuto di poter compensare tra le parti le spese del giudizio, stante la natura formale della decisione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 22 agosto 2017 con l’intervento dei magistrati:

Nicola Durante, Presidente, Estensore

Giovanni Iannini, Consigliere

Germana Lo Sapio, Referendario

23/10/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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