Il bando deve prevedere con precisione gli elementi di valutazione dell’offerta.

Per l’affidamento di un immobile comunale, occorre che gli elementi di valutazione dell’offerta non sia generica, ma deve essere sufficientemente dettagliata.

Il Tar Marche, con la sent. 779/2017, afferma che il bando deve prevedere che gli elementi di valutazione dell’offerta siano sufficientemente articolati. Nel caso di specie, si è ritenuta illegittima la lex specialis di gara per l’affitto o la locazione di un fondo rustico che prevedeva un punteggio per il pregio della coltura attuata sul terreno, non avendo il Comune specificato cosa dovesse intendersi con tale espressione.


Pubblicato il 16/10/2017

N. 00779/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00481/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 481 del 2017, proposto da:
Azienda Agricola Tenute delle Marche, rappresentata e difesa dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini, domiciliata ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria TAR Marche in Ancona, via della Loggia, 24;

contro

Comune di Monte San Martino, rappresentato e difeso dall’avvocato Luca Forte, con domicilio eletto presso lo studio Chiara Scavo in Ancona, via Santa Margherita 40/A;

nei confronti di

Azienda Agricola Morbidelli Mariella;

per l’annullamento

previa sospensione cautelare

– della determinazione del Segretario comunale del Comune di Monte San Martino, n. 8 del 16.06.2017, pubblicata in data 17.06.2017, recante approvazione dei verbali della Commissione di gara n. 1 e 2, per l’affitto o locazione del fondo rustico di proprietà comunale sito in località San Venanzo del Comune di Monte San Martino, e di aggiudicare all’Azienda Agricola “Morbidelli Mariella”;

– della determinazione del Segretario comunale n. 5 in data 31.03.2017, recante l’approvazione dell’avvisto d’asta;

– del relativo Bando di gara, prot. n. 1322 del 01.04.2017;

– della determinazione del Segretario comunale n. 6 del 10.05.2017, con la quale è stata nominata la Commissione per l’esame delle offerte;

– dei verbali di gara n. 1 del 12.05.2017 e n. 2 del 09.06.2017 predisposti dalla Commissione di gara;

– dell’eventuale provvedimento di “aggiudicazione definitiva” medio tempore adottato;

– ove necessario, della deliberazione della Giunta Comunale, n. 11 in data 03.03.2017, con la quale è stato deciso di concedere in affitto il terreno agricolo di proprietà comunale sito in località San Venanzo del Comune di Monte San Martino,

e per

– la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato tra l’Amministrazione e l’Azienda Agricola “Morbidelli Mariella”, di cui al punto 5 del Bando prot. n. 1322 del 01.04.2017;

– nonché per l’eventuale condanna dell’Amministrazione ad aggiudicare la gara all’Azienda ricorrente e a stipulare il contratto di affitto con la medesima o a far subentrare nel contratto, qualora già stipulato come al punto che precede, l’Azienda ricorrente.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Monte San Martino;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2017 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Avvisate e sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm. come da verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. Con l’odierno ricorso vengono impugnati gli atti di gara per l’affitto del fondo rustico, di proprietà comunale, sito in località San Venanzo nel Comune di Monte San Martino.

La gara veniva aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa da valutare attraverso i seguenti parametri:

– canone annuo offerto (punti 20);

– pregio della coltura attuata (coltivazione di alberi da frutto – meleti e uliveti) (punti 70);

– imprenditore di età inferiore ai 40 anni (punti 10).

Si è costituita l’amministrazione intimata che deduce eccezioni preliminari in rito e contesta comunque anche nel merito le deduzioni di parte ricorrente chiedendo il rigetto del ricorso.

2. Le eccezioni vanno disattese.

2.1 Riguardo all’omessa tempestiva impugnazione del bando, per la parte che riguarda il parametro di assegnazione di 70 punti relativo al pregio della coltura attuata, va osservato che tale parametro, ancorché eccessivamente generico (come si vedrà nel merito), non impediva comunque la formulazione di un’offerta, per cui non sussisteva un interesse immediato alla sua contestazione prima di conoscere gli esiti della gara.

2.2 Riguardo alla dedotta inammissibilità del ricorso per pretesa contraddittorietà delle censure, va osservato che le doglianze sono implicitamente esposte in maniera subordinata ovvero rivolte contro il citato parametro contenuto nella lex specialis e, in subordine, contro la sua concreta applicazione.

3. Nel merito il ricorso è fondato proprio in ordine al primo profilo riguardante la lex specialis.

Lo svolgimento della gara ha reso evidente che la volontà dell’amministrazione non era quella di attribuire un punteggio in misura fissa, ovvero 70 punti, a chi avesse impiantato meleti o uliveti (o entrambi), indipendentemente dalla qualità effettivamente impiantata e dal progetto di coltivazione elaborato dall’offerente.

L’assegnazione graduata del peso preponderante di aggiudicazione (70% del totale), avrebbe obiettivamente imposto una descrizione più analitica dei criteri in base ai quali stabilire se una coltura (meleti o uliveti) possa considerarsi più o meno pregiata di un’altra.

Tale parametro, così come formulato, risulta invece talmente generico da lasciare, alla commissione, la massima discrezionalità nel premiare un progetto fuori da ogni minima garanzia di trasparenza, di obbiettività e di prevedibilità di giudizio; discrezionalità poi facilmente sconfinabile nell’arbitrio come potrebbe anche dedursi (pur non essendo stato oggetto di specifica contestazione) dalla singolare sequenza procedimentale adottata, in cui sono stati prima assegnati i punteggi meramente matematici (relativi a canone offerto ed età imprenditoriale) e poi quelli discrezionali (relativi al pregio della coltura attuata).

Ciò emerge chiaramente dalle motivazioni di assegnazione del punteggio in questione, fondate essenzialmente sulla tipicità locale del prodotto quale criterio applicativo obiettivamente non prevedibile dagli offerenti i quali, in caso contrario, avrebbero meglio potuto formulare le proposte al fine di aumentare le proprie chances di aggiudicazione.

Peraltro va osservato che nessuna delle parti ha offerto elementi tecnici per ritenere che la nozione di coltura o coltivazione “pregiata” abbia fondamenti agronomici, potendosi quindi immaginare che possa trattarsi anche di nozione legata ad altri profili quali, ad esempio, quello della maggiore redditività di una cultura rispetto ad un’altra.

Ciò comprova l’ulteriore esigenza di una maggiore analiticità del parametro in questione al fine di attribuire un punteggio graduato e non in misura fissa (come invece stabilito per il parametro relativo all’età dell’imprenditore).

Il bando va quindi annullato in parte qua, con conseguente travolgimento dei successivi atti di gara. Ciò comporta anche l’inefficacia del contratto medio tempore stipulato che costituisce risarcimento in forma specifica.

4. Le spese di giudizio possono essere compensate considerata la particolarità e per certi versi complessità tecnica della vicenda in esame.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati nei termini di cui in motivazione.

Spese compensate.

La presente sentenza sarà eseguita dall’Autorità amministrativa ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2017 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Gianluca Morri, Consigliere, Estensore

Tommaso Capitanio, Consigliere

18/10/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

 

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