Esame Avvocato: mancata estrazione delle domande per la prova orale invalida la bocciatura.

La Commissione per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense deve estrarre a sorte le domande per il candidato.

Il Tar Sicilia, sez. Catania, con la sentenza 553/2017  ribadisce il principio per cui le domande da svolgere al candidato durante la prova orale per l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense devono essere estratte a sorte per garantire la par condicio dei partecipanti e la trasparenza della procedura. In difetto, la bocciatura è da annullare e la prova è da ripetere.


Pubblicato il 17/03/2017

N. 00553/2017 REG.PROV.COLL.

N. 02457/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

sezione staccata di Catania (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2457 del 2016, proposto da:
Manuela La Rosa, rappresentato e difeso dall’avvocato Massimiliano Catanzaro, con domicilio eletto presso il suo studio in Catania, via O Scammacca N. 29;

contro

Commissione per Esami di Avvocato – Sess. Anno 2015 – c/o Corte di Appello di Messina, in persona del Presidente p.t.;
I^ Sottocommissione Esami Avvocato – Sess. 2015 – c/o Corte di Appello di Messina, in persona del Presidente p.t.;
Ministero della Giustizia, in persona del Ministro legale rappresentante p.t., tutti rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, ed ivi domiciliati in via Vecchia Ognina, 149;

per l’annullamento

previa sospensiva,

-del verbale n. 40 del 27-9-2016 redatto dalla Prima Sottocommissione per gli esami di abilitazione alla professione di avvocato c/o la Corte di Appello di Messina, relativo alla votazione riportata dalla ricorrente nelle prove orali per gli esami sostenuti dalla ricorrente;

– dell’ivi contenuto giudizio di non idoneità all’esercizio della professione di avvocato, adottato dalla Prima Sottocommissione, relativamente alla prova orale sostenuta dalla ricorrente il 27-9-2016;

-del verbale della Commissione, in seduta congiunta, relativo alla fissazione dei criteri di valutazione delle prove orali;

– nonché di tutti gli altri atti connessi.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Commissione per Esami di Avvocato – Sess. Anno 2015 – c/o Corte di Appello di Messina, della I^ Sottocommissione Esami Avvocato – Sess. 2015 – c/o Corte di Appello di Messina e del Ministero della Giustizia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2017 il dott. Gustavo Giovanni Rosario Cumin e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

La Dott.ssa La Rosa Manuela affrontava con successo le prove scritte per l’esame di l’abilitazione all’esercizio della professione forense anno 2015 presso la Corte d’Appello di Messina, e veniva di conseguenza ammessa a sostenere le successive prove orali, il cui esito (dinnanzi alla I^ Sottocommisione costituita presso la Corte d’Appello di Messina) risultava però non altrettanto fausto per lo stesso.

Non persuasa della correttezza del giudizio negativo espresso dalla predetta I^ Sottocommissione costituita presso la Corte d’Appello di Messina, la Dott.ssa La Rosa Manuela lo impugnava con ricorso notificato il 24/11/2016 e depositato presso gli uffici di segreteria del giudice adito il 13/12/2016, ivi contestando la violazione di plurime norme relative allo svolgimento delle prove orali relative all’esame di l’abilitazione all’esercizio della professione ed alla motivazione del provvedimento che ne compendi l’esito, nonché profili di illegittimità per violazione dell’art. 12 del D.P.R. n. 487/1994 in quanto le domande poste nello svolgimento delle prove orali non sono state formulate sulla base di quesiti predeterminati dalla Commissione ed estratti a sorte dalla candidata.

Si costituiva in giudizio per l’Amministrazione intimata la Difesa Erariale, con deposito di atto di costituzione in segreteria il 06/03/2017.

In data 09/03/2017 si svolgeva la camera di consiglio per l’esame del ricorso in epigrafe; e qui, sussistendo tutte le condizioni previste dall’art. 60 c.p.a. per l’immediata definizione del giudizio, il Collegio, previo avviso di ciò dato ai difensori delle parti, tratteneva il ricorso in decisione.

Avendo verificato, dall’esame del verbale n. 40 del 27/09/2016, che come da affermazione della ricorrente l’esame orale della stessa si è svolto senza la previa estrazione a sorte delle domande da rivolgerle, il Collegio ritiene che il presente ricorso possa essere accolto con sentenza in forma semplificata (oltre che breve) in base al richiamo a precedenti conformi della Sezione – ed analoghi pronunciamenti da parte dei giudici amministrativi di seconda istanza (cfr. Consiglio di Stato sez. VI, 14 novembre 2011, n. 6001) – in relazione al vizio di violazione del principio di eguaglianza, con legittimo assorbimento di ogni altra censura proposta così come consentito dalla giurisprudenza ormai consolidata (cfr A.P. n. 5/2015), in quanto: “il mancato previo sorteggio tra domande preparate dalla Commissione, oltre a violare l’art. 12, d.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, contrasta con i principi di trasparenza e di parità di trattamento dei candidati che presiedono allo svolgimento delle procedure concorsuali”(TAR Sicilia – Catania, Sez. IV. Sent. 11 luglio 2013, n. 1994).

Il Collegio accoglie pertanto il ricorso in epigrafe, per gli effetti annullando il provvedimento con esso impugnato, e nell’esercizio dei poteri di cui alla lettera c) del primo comma dell’art. 34 c.p.a. condanna l’Amministrazione intimata a sottoporre la ricorrente ad una nuova prova orale con Commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 40 dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza

– statuisce sulla refusione delle spese di lite fra le part secondo soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta) accoglie il ricorso in epigrafe per gli effetti di cui in motivazione.

Condanna l’Amministrazione intimata alla refusione delle spese di lite nei confronti della ricorrente, che liquida nella misura di euro 1.000,00 (mille/00), più IVA e CPA come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2017 con l’intervento dei magistrati:

Giancarlo Pennetti, Presidente

Daniele Burzichelli, Consigliere

Gustavo Giovanni Rosario Cumin, Primo Referendario, Estensore

9/10/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

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