Un sinistro stradale non è mai di per sé sufficiente a motivare la revisione della patente.

La Motorizzazione non può disporre la revisione della patente di un automobilista per il solo fatto che questi ha commesso una infrazione al Codice della Strada, ma deve motivare sulle ragioni che fanno ritenere siano venute le condizioni di idoneità psicofisica e/o tecnica alla guida.

Il Tar Marche, sentenza 736/2017, interviene in tema di revisione della patente, affermando che, perchè questa possa essere disposta legittimamente, è sempre necessaria una valutazione complessiva del permanere dei requisiti di idoneità psicofisica del guidatore. La singola infrazione non è dunque sufficiente, potendo unicamente essere uno degli elementi che corroborano il complessivo giudizio di cui sopra.


Pubblicato il 25/09/2017

N. 00736/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00368/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 368 del 2017, proposto da:
Luca Calcagni, rappresentato e difeso dall’avvocato Leonardo Filippucci, con domicilio eletto – ai sensi dell’articolo 25 cod. proc. amm. – presso la Segreteria del Tribunale amministrativo per le Marche, in Ancona, Via della Loggia, n. 24;

contro

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del Ministro p.t. e Ufficio Provinciale Motorizzazione Pesaro e Urbino, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Ancona, piazza Cavour, 29;

per l’annullamento

del provvedimento dell’Ufficio della Motorizzazione Civile di Pesaro e Urbino n. 135305/U-23.06.17 del 23 Giugno 2017

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Ufficio Provinciale Motorizzazione Pesaro e Urbino;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2017 il dott. Giovanni Ruiu e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente è rimasto coinvolto in un sinistro stradale mentre era alla guida di un autocarro in data 21 dicembre 2016. Con il presente ricorso impugna il provvedimento con cui l’Ufficio della Motorizzazione Civile di Pesaro e Urbino ha disposto la revisione della patente di guida. La revisione è stata disposta per il fatto che al ricorrente – coinvolto con un incidente – è stata contestata la presenza un carico ben superiore al massimo previsto per il proprio mezzo, oltre alla violazione degli articoli 175 comma 16 e 15 comma 2 del codice della strada.

A sostegno del presente gravame vengono dedotti violazione di legge ed eccesso di potere sotto distinti profili.

L’Amministrazione intimata si è costituita in giudizio per resistere al ricorso.

Alla Camera di Consiglio del 26 luglio 2017, sussistendone i presupposti, la causa è stata trattenuta per la decisione in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 cod, proc. amm.

1 Il ricorso è fondato e va accolto per le seguenti considerazioni.

1.1 Il provvedimento di revisione della patente di guida, adottato ex art. 128, comma 1, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, è privo di valenza sanzionatoria, avendo natura preminentemente cautelare, in quanto posto a presidio della sicurezza della circolazione. Trattasi di un provvedimento di natura indubbiamente discrezionale, ma ciò non esime l’Amministrazione dall’onere di esternare, con riguardo alle singole fattispecie, le ragioni che hanno ingenerato i dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica e/o tecnica alla guida, in relazione ai fatti accertati. Ciò implica che non è possibile ritenere che qualunque sinistro (o tipologia di sinistro) giustifichi ex se la sussistenza di un ragionevole dubbio sulla persistenza dei necessari requisiti di idoneità, ove tale conclusione non sia sorretta da un’idonea motivazione fondata su elementi oggettivi e definitivamente accertati che caratterizzano – distinguendola – la singola fattispecie (Tar Calabria, Reggio Calabria 13 settembre 2016, n. 917, Tar Marche 29 novembre 2016 n. 670).

1.2 Nel caso di specie, il provvedimento con cui la Motorizzazione civile di Pesaro e Urbino ha disposto la revisione della patente di guida non contiene alcuna particolare motivazione con riguardo al dubbio in merito al permanere dei requisiti di idoneità alla guida in capo al ricorrente. Il riferimento al verbale di constatazione dell’infrazione e agli elementi e le circostanze del sinistro in esso descritti, infatti, quand’anche idonei a motivare la contestazione di una qualche violazione del Codice della Strada, non possono – di per sé soli – giustificare il sorgere di dubbi sull’idoneità alla guida del ricorrente.

1.3 E’ quindi mancato il necessario accertamento in concreto dell’effettiva inidoneità tecnica alla guida del ricorrente. Come è noto, per espresso dettato normativo (art. 128, comma 1 ter, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) soltanto nel caso di lesioni gravi e di contestazione di violazioni del Codice della Strada da cui consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida è prevista l’obbligatoria revisione della stessa. In caso di revisione facoltativa di cui al comma 1 dello stesso articolo, (nel caso in esame al ricorrente non sono state contestate violazioni per le quali è prevista la sospensione), è quindi necessaria la presenza di una motivazione non stereotipata sulla presenza di dubbi in ordine al permanere dei requisiti di idoneità. Al contrario, nel provvedimento impugnato l’amministrazione non ha adeguatamente motivato relativamente ai presupposti per disporre la revisione (discrezionale) della patente.

1.4 Non sono, infine, sufficienti a supportare il provvedimento le altre infrazioni al Codice della Strada in precedenza commesse dal ricorrente, peraltro richiamate solo nella memorie dell’Amministrazione e non citate nel provvedimento impugnato e negli atti presupposti.

2 Il ricorso è quindi fondato, sotto gli assorbenti profili della violazione dell’art. 128 del Codice della Strade e del difetto di motivazione, e va accolto, con conseguente annullamento dell’atto impugnato.

2.1 Tenuto conto della natura della controversia e degli interessi coinvolti, le spese del giudizio possono essere compensate tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 26 luglio 2017 con l’intervento dei magistrati:

Maddalena Filippi, Presidente

Gianluca Morri, Consigliere

Giovanni Ruiu, Consigliere, Estensore

02/10/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

 

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