Guida in stato di ebbrezza: il termine di decorrenza della revoca scatta dall’accertamento.

In tema di guida in stato di ebbrezza, il termine iniziale del periodo di revoca della patente parte dall’effettiva perdita del possesso del documento di guida e non dalla condanna definitiva.

Il Tar Lombardia, sez. Brescia, nella sua sentenza 60/2017, afferma che il periodo di revoca della patente quale sanzione accessoria della condanna penale per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche, decorre dalla effettiva perdita di possesso della licenza di guida. Infatti, sebbene l’art. 219, comma 3 ter, del Codice della Strada faccia riferimento all’accertamento definitivo del reato, è pur vero che la sospensione della patente scatta nel momento del ritiro da parte della Polizia stradale. Considerati gli effetti anticipatori della sanzione finale derivanti dalla sospensione cautelare, tale periodo deve essere scomputato dalla complessiva determinazione della revoca del giudice penale.


Pubblicato il 20/01/2017

N. 00060/2017 REG.PROV.COLL.

N. 01245/2016 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

sezione staccata di Brescia (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1245 del 2016, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Nevola, domiciliato ex art. 25 cpa presso T.A.R. Segreteria in Brescia, via Carlo Zima, 3;

contro

U.T.G. – Prefettura di Bergamo – Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Brescia, via S. Caterina, 6;

per l’annullamento

DEL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO DI BRESCIA IN DATA 24/8/2016, RECANTE LA REVOCA DELLA PATENTE DI GUIDA.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di U.T.G. – Prefettura di Bergamo – Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive e tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2017 il dott. Stefano Tenca e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Rilevato:

– che il Collegio non ritiene di discostarsi dall’orientamento di questa Sezione (cfr. da ultimo sentenza breve 24/9/2016 n. 1229);

– che, a seguito delle violazioni in cui è incorso il ricorrente, che ha guidato in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, causando un incidente stradale in orario notturno, il Prefetto di Bergamo, con provvedimento del 7/8/2015, aveva disposto la sospensione cautelare della patente;

– che, in data 20/4/2016 diveniva esecutivo il decreto penale di condanna del Tribunale di Bergamo del 19/1/2016, che aveva comminato la sanzione accessoria della revoca della patente di guida;

– che, con il decreto del 24/8/2016 impugnato in questa sede, il Prefetto ha applicato la misura amministrativa “dal giorno dell’accertamento ai sensi dell’art. 291 comma 3-ter del Codice della Strada”;

– che la disposizione richiamata individua la decorrenza del periodo triennale di inibizione coatta al conseguimento di un nuovo documento di guida nella “data di accertamento del reato”, coincidente con l’irrevocabilità del provvedimento del giudice penale;

Considerato:

– che questo T.A.R. ha già affermato la propria giurisdizione sulla vicenda controversa, seppur nella consapevolezza di un opposto orientamento giurisprudenziale;

– che, in particolare, si controverte di un provvedimento abilitativo che rimane costantemente nella sfera di vigilanza dell’amministrazione, frutto di un’attività da quest’ultima svolta nell’esercizio di funzioni pubbliche connesse alla sicurezza della viabilità (cfr. sentenza Sezione 6/6/2016 n. 792);

Tenuto conto:

– che il provvedimento è stato adottato prendendo le mosse dalla constatazione che la durata dell’inibizione, pari a tre anni in base all’art. 219 comma 3-ter del Codice della Strada, è collegata espressamente alla data di accertamento del reato;

– che, come si è già avuto modo di affermare nell’ordinanza di questa Sezione n. 117/2016, “… L’accertamento rilevante è quindi solo quello che rende non più contestabile la qualificazione dei fatti come reato. Conseguentemente, occorre fare riferimento alla data di deposito della sentenza definitiva”, soluzione che “sembra coerente con le esigenze implicite nel sistema della vigilanza sull’uso della patente di guida, in quanto assicura l’effettività della sanzione amministrativa, evitando contemporaneamente un utilizzo opportunistico delle impugnazioni davanti al giudice penale”;

– che è però necessario garantire che non sia oltrepassato il tetto sanzionatorio stabilito dal legislatore;

– che, nel coordinamento tra la sospensione disposta dalla Prefettura e la revoca disposta dal giudice penale, “Il tempo di inibizione collegato alla revoca può infatti essere inteso come la durata massima della sospensione, e pertanto il cumulo di queste sanzioni non può eccedere il risultato sostanziale di quella più grave, ossia della revoca” (sentenza Sezione 10/5/2016 n. 650, che risulta appellata);

– che la sospensione interviene nell’immediatezza del fatto, senza le garanzie dell’accertamento in sede penale, e dunque è destinata a essere assorbita nella sospensione disposta dal giudice penale, con detrazione del periodo di tempo già scontato (cfr. sentenza Sezione 28/4/2016 n. 600);

– che questo Tribunale ritiene che la funzione “anticipatoria” della sanzione accessoria (che per sua natura deve seguire il momento dell’accertamento della responsabilità penale), motivata da ragioni di sicurezza e prevenzione di ulteriori violazioni, possa essere garantita dall’applicazione, come avvenuto nel caso di specie, della sospensione temporanea della patente;

– che tale periodo deve, però, essere, successivamente alla condanna, scomputato dal triennio previsto dalla norma che dispone la revoca della patente e l’impossibilità di ottenerne una nuova per tale periodo;

– che in definitiva, nello specifico, essendovi stata l’effettiva sottrazione della patente di guida in seguito alla sospensione disposta dalla Prefettura, la scadenza dell’inibizione collegata alla revoca deve essere ridotta dell’esatto numero di giorni in cui il ricorrente è rimasto privo della facoltà di guidare;

Ritenuto, in conclusione:

– che il ricorso è fondato e merita accoglimento, nei termini appena illustrati;

– che le spese del giudizio possono trovare compensazione tra le parti in causa, alla luce delle oscillazioni giurisprudenziali in materia, soprattutto sul versante della giurisdizione;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie nei limiti di cui in motivazione e per l’effetto annulla parzialmente l’atto impugnato, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che l’amministrazione intenderà adottare.

Spese compensate.

La presente sentenza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare ………….

Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2017 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Calderoni, Presidente

Mauro Pedron, Consigliere

Stefano Tenca, Consigliere, Estensore

29/09/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano

1 commento su “Guida in stato di ebbrezza: il termine di decorrenza della revoca scatta dall’accertamento.”

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